DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI CAVALIERI DI COLOMBO NELLA SALA DEL
CONCISTORO
Lunedì, 17 ottobre 1988
Cari amici.
È per me un grande piacere incontrarmi con voi, dirigenti supremi dei
Cavalieri di Colombo, in occasione della vostra visita a Roma. Un saluto
particolare al cavaliere supremo, Virgil Dechant, agli ufficiali supremi e a
tutte le mogli presenti.
I Cavalieri di Colombo sono uno splendido esempio di partecipazione dei laici
alla missione della Chiesa. Lungo tutta la vostra storia siete stati conosciuti
per il vostro fidato sostegno alla fede cattolica e per l’aiuto finanziario e il
lavoro volontario di carità e benevolenza. Nel promuovere il benessere
spirituale e materiale degli altri, voi onorate Cristo nel prossimo.
Testimoniando la fede attraverso una retta condotta personale e gli interventi
pubblici, voi trasformate la società dall’interno, così da rinnovarla in Cristo
e farla diventare la famiglia di Dio.
Desidero esprimere la mia profonda gratitudine per le molte maniere in cui i
Cavalieri di Colombo hanno assistito il Papa nel compimento del suo ufficio di
successore di san Pietro e pastore della Chiesa universale. Esempi recenti ne
sono la vostra generosa risposta alle necessità finanziarie della Santa Sede
attraverso la “Vicarius Christi Foundation”, che ha raddoppiato il patrimonio, e
il fondo per i restauri della Basilica di San Pietro. Voi rendete anche
possibile a più persone di ascoltare il Papa e pregare con lui attraverso l’uso
delle moderne telecomunicazioni. Avete anche aiutato la nascita della sezione
nord-americana dell’Istituto “Giovanni Paolo II” di studi sul matrimonio e la
famiglia.
Vi sono profondamente grato per tutti questi degni progetti e anche per molti
altri. Però, la mia espressione di gratitudine sarebbe incompleta se non
parlassi dello spirito che ispira le vostre attività. È uno spirito di amore e
di fedeltà per la Chiesa cattolica: fedeltà a quello che essa crede e insegna,
al messaggio di amore, libertà e dignità umana che essa cerca di offrire al
mondo moderno. Proprio per questo amore e fedeltà sopra ogni cosa desidero
lodarvi e ringraziarvi oggi. La più grande gioia e consolazione che date al
cuore del Papa sono i risultati del vostro impegno per proteggere la famiglia
cristiana e il diritto alla vita dal concepimento alla morte, per promuovere
l’evangelizzazione, l’educazione cattolica, la vita parrocchiale e le vocazioni
al sacerdozio e alla vita religiosa. I vostri sforzi testimoniano la vostra
solida fede e fiducia in Dio e la vostra saggia comprensione della fatica umana
che si richiede per “combattere la buona battaglia”, come dice san Paolo, “con
fede e buona coscienza” (1 Tm 1, 18-19).
Ho fiducia che Dio continuerà a benedire tutto quello che fate e a renderlo
fecondo nella vita della Chiesa e della società. Maria, Madre della Chiesa,
interceda per voi, così che tutti i Cavalieri di Colombo e le vostre famiglie
sperimentino la gioia e la pace che viene dalla vita cristiana. Con affezione
nel Signore Gesù Cristo vi imparto di cuore la mia apostolica benedizione.
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Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana
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