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VISITA PASTORALE A TORINO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE LA VISITA ALLA CHIESA PARROCCHIALE
DI CASTELNUOVO DON BOSCO

Castelnuovo (Torino) - Sabato, 3 settembre 1988

 

Carissimi fratelli e sorelle.

1. Dopo la celebrazione eucaristica con i Vescovi del Piemonte, dopo il saluto della “buona notte” ai giovani allievi dei salesiani, secondo la amabile tradizione introdotta nella famiglia di don Bosco dall’intuito materno ed esperto di Mamma Margherita, e dopo il colloquio con il clero ed i religiosi di questa regione, non poteva mancare, nel mio pellegrinaggio ai luoghi di san Giovanni Bosco, una sosta presso la chiesa parrocchiale e il battistero, dove Giovanni Bosco ricevette i sacramenti dell’iniziazione cristiana e cominciò a comprendere il progetto di Dio sulla sua vita, in conformità alla specifica vocazione cristiana e sacerdotale.

2. Saluto il vostro parroco ed i suoi collaboratori, saluto il signor ministro e saluto anche il sindaco di Castelnuovo Don Bosco, e in particolare il presidente e le autorità della Provincia di Asti. Saluto voi, genitori dei bambini nati negli anni 1987-1988.

Il mio pensiero va in particolare ai vostri figli. Sono essi che, da voi cristianamente educati e formati, continueranno a tracciare la strada che la Provvidenza ha previsto per questa comunità parrocchiale. Saluto tutti i fedeli di Castelnuovo, quelli presenti e quelli lontani, quelli nati qui, e quelli immigrati in questa terra per motivi di lavoro. A tutti il mio saluto di pace e il fervido augurio di prosperità e di bene.

3. Presso il battistero della vostra chiesa parrocchiale di sant’Andrea non possiamo fare a meno di riflettere sulle numerose schiere di santi e di veri cristiani, che qui hanno ricevuto il dono della vita cristiana. Oltre a san Giovanni Bosco, occorre ricordare anche san Giuseppe Cafasso, il grande direttore spirituale e formatore di sacerdoti; il canonico Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari e delle Missionarie della Consolata; il Cardinale Giovanni Cagliero, uno dei primi discepoli di don Bosco e iniziatore delle missioni salesiane in Sud America; monsignor Giovanni Battista Bertagna, rettore del convitto ecclesiastico e Vescovo Ausiliare di Torino. Non possiamo dimenticare poi, che in questa chiesa parrocchiale, san Domenico Savio ricevette la prima Comunione all’età di sette anni, e formulò i generosi propositi, che lo portarono a diventare modello di vita per tanti adolescenti.

4. Pensando a questa meravigliosa famiglia di uomini di Dio, ci chiediamo da quale radice sia scaturita la loro santità.

Il Concilio Vaticano II ci ricorda che la vocazione alla santità ha la fonte originaria nel Battesimo. Tutti i battezzati, poiché sono stati innestati in Cristo, sono guidati dalla grazia divina e dallo Spirito Santo a percorrere la via della perfezione cristiana.

Ma la straordinaria fioritura di santità di cui è adornata codesta vostra parrocchia, si spiega anche con questo motivo: i vostri padri hanno saputo vivere la fede cristiana in modo personale e comunitario, nella convinzione che l’opera educativa verso i figli è la prima ed essenziale forma dell’apostolato. È questa una forte e significativa tradizione della vostra gente, il cui valore è sempre di attualità, anche ai nostri giorni.

La grazia battesimale ha sostenuto la vita cristiana dei vostri padri, giorno dopo giorno, ed ha fatto di essi i custodi del santuario domestico, e genitori pienamente consapevoli che il primo apostolato consiste nell’essere dei veri annunciatori della Parola di Dio per i propri figli. I santi cresciuti in questa parrocchia hanno scandito costantemente le tappe del loro incontro con Dio nella partecipazione alla santa Messa e ai sacramenti, e si sono alimentati con il pane della Parola di Dio, spezzato a loro, per primi, dai genitori.

Alcune frasi rivolte da san Giovanni Bosco ai suoi allievi per ricordare la sua prima Comunione, sono particolarmente significative di questo specifico cammino verso la santità: “Mia madre si adoperò a prepararmi come meglio poteva e sapeva. Lungo la quaresima mi inviò ogni giorno al catechismo; poi mi condusse tre volte a confessarmi, fui esaminato, promosso. - Giovanni mio, mi disse ripetutamente, Dio ti prepara un gran dono; ma procura di prepararti bene, di confessarti, di non tacere alcuna cosa in confessione -. Quel mattino mi accompagnò alla sacra mensa e fece con me la preparazione e il ringraziamento, dandomi quei consigli che una madre industriosa sa trovare opportuni pei suoi figlioli”.

5. Queste espressioni siano per tutti voi, genitori e fedeli di Castelnuovo Don Bosco, un ricordo, un monito, un impegno. Vi invito a riflettere su tali esperienze per poter orientare sempre con coraggio, con vigore e con speranza, l’educazione cristiana dei vostri figli. Siate testimoni credibili della presenza di Dio nella vita personale come nella vostra famiglia. Siate veri apostoli dei vostri figli. Abbiate piena fiducia nel Signore, il quale assicura che la pace e la gioia si trovano soltanto nella osservanza della sua volontà.

Vi protegga in questa vostra preziosa opera educativa la Vergine Maria, che voi venerate, da secoli, nella chiesetta del Castello, che sovrasta il paese.

Quale auspicio di copiose grazie celesti imparto di cuore a tutti voi qui presenti, a tutti i vostri parrocchiani e concittadini, la benedizione apostolica, invitando il vostro Cardinale, il Cardinale Presidente della CEI, i Vescovi qui presenti a condividere questa benedizione a tutta la comunità di Castelnuovo Don Bosco.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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