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VIAGGIO APOSTOLICO IN ZIMBABWE,
BOTSWANA, LESOTHO, SWAZILAND, MOZAMBICO

CERIMONIA DI CONGEDO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto «Moshoeshoe I» di Maseru (Lesotho)
Venerdì, 16 settembre 1988

 

Vostra maestà il re Moshoeshoe II,
vostra maestà la regina Mamohato,
vostra eccellenza, presidente del consiglio militare e del consiglio dei ministri,
miei fratelli Vescovi,
membri del consiglio militare e ministri del governo,
signor presidente della corte,
membri del Corpo diplomatico,
distinti membri del governo,
amato popolo del Lesotho.

1. È tempo ormai per me di dire addio al Lesotho. È stata una visita più breve di quanto era stato inizialmente previsto, ma una visita tutta piena di preghiera e di fatti, di gioia e di amicizia. Desidero esprimere la mia profonda gratitudine per la vostra affettuosa accoglienza e per la cordiale ospitalità.

Sono grato a vostra maestà, il re del Lesotho, a tutte le autorità della nazione, e ai responsabili dell’ordine pubblico durante la mia visita pastorale. Ringrazio tutti coloro che hanno dedicato il loro tempo e i loro servizi, alla preparazione della mia visita e a fare di questa un’esperienza memorabile. Sono grato, soprattutto, a tutto il popolo basotho che mi ha aperto il suo cuore e la sua mente, ricevendomi nel pieno rispetto e in amicizia, e aiutandomi subito a capire le proprie lotte e i propri successi.

2. Con fraterno amore in Cristo, esprimo il sincero ringraziamento ai Vescovi del Lesotho e all’intera Chiesa cattolica di questo Paese. Non dimenticherò mai la liturgia della beatificazione del beato Joseph Gérard, né l’altra occasione in cui ci siamo riuniti in preghiera per lodare la Santissima Trinità ed essere rinnovati dallo Spirito Santo nella nostra fede, speranza e carità.

L’incontro con i miei fratelli Vescovi, l’entusiasmante incontro con i giovani ieri pomeriggio, e l’incontro con il vostro clero, religiosi e seminaristi, mi hanno mostrato come il seme della fede ha affondato le sue radici in questa terra e come abbondanti siano i suoi frutti. Sicuramente oggi, in paradiso, Joseph Gérard e tutti i santi gioiscono per come il Vangelo è stato abbracciato da questo amato popolo ed è diventato per molti la regola della vita quotidiana.

Con l’aiuto delle preghiere del beato Joseph Gérard e per intercessione della santissima Vergine Maria, possiate trovare la forza di portare avanti la grande opera di evangelizzazione. Con le parole di san Paolo posso fiduciosamente affermare: “Sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Gesù Cristo” (Fil 1, 6).

3. Nel suo messaggio di addio ai discepoli, Gesù Cristo ha detto: “Nessuno ha un amore più grande di questo: donare la vita per i propri amici” (Gv 15, 13). Poiché lascio il Lesotho questa mattina desidero richiamare ancora la saggezza di tali parole, la saggezza di cercare di operare nell’amore altruista.

Ciò di cui ha bisogno il mondo di oggi è “una civiltà dell’amore”, un genere di atmosfera in cui la mente umana ha pensieri di pace e rifiuta le opzioni della violenza, dove il cuore è proteso verso la bellezza e la benevolenza e verso l’urgente bisogno degli altri, dove la gente si dà la mano come fratello e sorella per operare nella solidarietà per i diritti e la dignità di tutti, soprattutto dei membri più poveri e più bisognosi della società.

Sì, “non vi può essere un amore più grande di quello di un uomo che dedica la propria vita ai suoi amici”. Questa è la chiave per comprendere la vita di Gesù Cristo e dei suoi fedeli seguaci in ogni tempo e luogo. È un’accurata descrizione del beato Joseph Gérard, negli anni in cui ha vissuto in questo Paese. Ed anche per quelli che non credono nella fede cristiana, queste parole sull’amore si rivelano autentiche. L’amore è la forza più potente per cambiare l’aspetto della terra.

Caro popolo del Lesotho: grazie per l’amore che mi hai dimostrato. Come gesto di partecipazione del mio amore e rispetto per voi, bacerò il suolo del Lesotho. Vi porterò oggi e sempre nel mio cuore. Possano le vostre case essere santificate dalla pace e dall’amore.

E il Dio dell’amore vi tenga sempre sotto la sua protezione. Dio vi benedica tutti. “Khotso - Pula - Nala” (Pace - pioggia - prosperità).

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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