Martedì, 25 aprile 1989
Fratelli e sorelle carissimi.
Diamo inizio alla liturgia eucaristica, che desidero celebrare con la
particolare intenzione di implorare dal Signore la grazia della pace per il caro
e tanto provato popolo libanese.
Da oltre quattordici anni i vostri connazionali si trovano in una terribile
tempesta, causata da un conflitto sanguinoso, che ultimamente ha assunto aspetti
di estrema violenza. La capitale Beirut e le regioni vicine si sono trasformate
in un drammatico campo di battaglia e la popolazione, privata dei necessari
soccorsi e di ciò che è essenziale, vive i tempi di relativa tregua con grande
angoscia, nel timore che la furia distruttrice possa di nuovo divampare.
I lutti, le sofferenze, le paure e le distruzioni di queste settimane rendono
ancor più prezioso il Libano di ieri e più ardente il desiderio che quello di
domani riacquisti la stessa fisionomia di laboriosità, di incontro tra culture e
fedi diverse, di libertà, di collaborazione e ospitalità. Si tratta di grandi
doni e di ricche esperienze che il Signore ha dato al vostro Paese: in questa
festa dell’evangelista san Marco rendiamo soprattutto grazie a Dio per il
patrimonio di fede del vostro popolo.
Offriamo, poi, le nostre preghiere perché sia presto ritrovata la tanto
sospirata pace e quel campo di battaglia si trasformi in un attivo cantiere di
ricostruzione dell’unità del popolo libanese, ritornando ad essere un rinnovato
esempio ed un importante fattore di equilibrio per tutta la regione.
Il sacrificio di Cristo che oggi rinnoviamo trasformi le sofferenze dei
Libanesi in slancio di risurrezione e faccia in modo che esse non siano motivo
di nuovi rancori, di fanatismi e di ulteriore violenza.
La fede nell’unico Dio onnipotente, che è nel cuore dei Libanesi non permetta
che venga meno la loro fiducia negli uomini: il loro appello alla solidarietà
sia ascoltato, il loro desiderio di pace venga accolto, il loro diritto a
ricostruire in libertà la loro Patria unita e indipendente sia rispettato.
Preghiamo perché il Signore accolga nella sua misericordia tutti coloro che,
durante questi lunghi anni di conflitti in terra libanese, hanno perso la vita.
Le loro famiglie, i feriti, libanesi e non-libanesi, coloro che sono
stati sequestrati e i loro familiari siano consolati e ricevano dal Signore la
forza del perdono.
Che il sacrificio di Cristo e della Chiesa celebrato qui oggi per tutti i
Libanesi, sia gradito a Dio! Egli ascolti le nostre suppliche, conceda pace al
Libano e al mondo, illumini i responsabili, dentro e fuori, affinché, nel
rispetto dei diritti dei popoli e degli uomini, siano veri costruttori di pace.
A voi Libanesi che siete qui convenuti chiedo di dire alle vostre famiglie ed ai
vostri compatrioti che il Papa e, con lui, la Chiesa universale vi sono vicini
nella vostra sofferenza e nella vostra speranza.
© Copyright 1989 - Libreria
Editrice Vaticana