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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI PARTECIPANTI AL COLLOQUIO TRA MUSULMANI E CRISTIANI SU
«L’EDUCAZIONE RELIGIOSA NELLA SOCIETÀ
MODERNA»
Giovedì, 7
dicembre 1989
Eminenza, illustri visitatori.
Sono lieto di ricevere i partecipanti al colloquio tra musulmani e cristiani
su “L’educazione religiosa nella società moderna”, organizzato congiuntamente
dal pontificio consiglio per il dialogo inter-religioso e la Al al-Bait
foundation di Amman, in Giordania. Mi compiaccio per la scelta di questo tema,
che rivela una attenta sollecitudine da parte degli educatori religiosi.
Nel mondo contemporaneo, grandi sfide stanno davanti all’umanità. Le scoperte
nel campo scientifico e tecnologico, nelle comunicazioni, nella sanità e nei
servizi - per ricordarne solo alcune - offrono la promessa di una vita migliore
per la famiglia umana. Ma in molti modi questi stessi successi presentano
aspetti ambigui e addirittura negativi, tra cui il fatto che la comodità della
vita moderna è spesso accompagnata dal pericolo che la gente possa dimenticare o
ignorare l’aspetto trascendente, spirituale della vita umana di fronte a Dio.
Da una parte, gli agi e i beni materiali non sono distribuiti equamente
all’interno della famiglia umana. La povertà è un fattore diffuso e oppressivo
nella vita di milioni di persone e solleva problemi di giustizia e di difesa
dell’umana dignità. D’altra parte, il crescente benessere economico conduce
talvolta a un esasperato individualismo, un’esagerata ricerca di auto-realizzazione,
un senso di isolamento totale all’interno della società, e violenza o auto-distruzione.
Simili circostanze spesso contengono un implicito rifiuto di riconoscere Dio
come creatore e legislatore, la cui volontà gli uomini dovrebbero obbedire e
rispettare.
Nonostante ci siano tra noi delle specifiche differenze, cristiani e
musulmani sanno che la vera strada verso la realizzazione dell’uomo passa
attraverso l’obbedienza alla volontà divina nella propria vita personale e
sociale. Per questo motivo, abbiamo molto da discutere sul modo di insegnare i
valori religiosi alle giovani generazioni.
I nostri giovani devono imparare il senso trascendente della vita umana, così
da essere preparati a giudicare criticamente tutti gli aspetti della vita
moderna. Devono sapere come distinguere tra le scoperte scientifiche e
tecnologiche che favoriscono la vita umana e quelle che piantano i semi della
distruzione. Devono essere educati a comprendere che un’accettazione acritica di
tutto ciò che la vita moderna può offrire può portare a un’ambizione presuntuosa
e incontrollata.
Nello stesso tempo, volgersi indietro e rifiutare lo sviluppo non è
realistico e implica una mancanza di fiducia nella ragione che Dio ha donato
all’uomo. Vuol dire abdicare all’autentica vocazione data da Dio all’uomo: la
vocazione di collaborare con lui nell’opera della creazione.
Si servono meglio i giovani insegnando loro a scoprire Dio e la sua volontà
dentro i nuovi confini della realtà moderna. Questo comporta la riscoperta della
natura sociale della vita dell’uomo, e gli inalienabili diritti e doveri degli
individui. Essi dovrebbero comprendere i cambiamenti che avvengono nel nostro
mondo, così da poter continuare a portare un dinamico messaggio di speranza
trascendente alla società contemporanea. Di più, l’educazione religiosa, per sua
propria natura, deve insegnare il rispetto per gli altri e l’apertura a loro
come figli di Dio, indipendentemente dalla razza, la religione, lo status
economico, la lingua, il gruppo etnico.
Ultimamente, il cuore di ogni educazione religiosa è il tentativo di portare
lo studente ad una personale consapevolezza e all’incontro con il Dio vivente.
Perciò l’educazione religiosa non è un semplice parlare di Dio, ma è
accompagnare i giovani nella loro ricerca di Dio, approfondendo il loro
desiderio di conoscerlo e fare la sua volontà. Attraverso il vostro colloquio,
possiate voi tutti, cristiani e musulmani, progredire nella conoscenza dei modi
per comunicare meglio i valori religiosi di cui il mondo contemporaneo ha tanto
bisogno. Prego che il vostro incontro costituisca un passo ulteriore nello
spirito della collaborazione e di comune testimonianza all’unico Dio.
La benedizione dell’Altissimo sia con voi tutti!
© Copyright 1989 - Libreria
Editrice Vaticana
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