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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AGLI ALUNNI DEL PRE-SEMINARIO «SAN PIO X»

Sabato, 4 febbraio 1989

 

Carissimi alunni del pre-seminario “San Pio X”,
gentili genitori e parenti, amati sacerdoti.

1. Con grande gioia e affetto vi porgo il mio saluto e vi ringrazio per questa vostra visita, così cordiale e sentita, che è indice di fede cristiana sincera e devota.

Voi chierichetti, che abitate in Vaticano e che prendete parte anche alle celebrazioni liturgiche, siete in grado di comprendere maggiormente quale grande realtà è presente in questo luogo unico: Dio, che si è rivelato in Cristo, che ha voluto la Chiesa per trasmettere le verità soprannaturali e per salvare e santificare le anime mediante i sacramenti; Gesù, capo della Chiesa e pastore universale, ha stabilito la sua Chiesa su Pietro e sui suoi successori! Voi, che siete così vicini al Papa, certamente cercherete di comprendere sempre di più il valore e il significato della Chiesa stessa, corpo mistico di Cristo, di cui fate parte in virtù del Battesimo. Continuate perciò ad amare il Papa, a pregare per lui, a seguire le sue esortazioni! Ho bisogno delle vostre preghiere! Ho bisogno della vostra fede, che dimostrate col servire con esemplare fedeltà la santa Messa nella Basilica di san Pietro!

2. La vostra presenza in Vaticano ha una funzione specifica: voi siete a servizio dei sacerdoti, che celebrano ogni giorno in Basilica. Il vostro impegno è prezioso, anzi necessario; e per questo mi è caro esprimere a voi, ed anche ai vostri genitori ed ai vostri sacerdoti, il più vivo ringraziamento.

Penso che molte volte questo vostro dovere mattutino vi costi un po’ di sacrificio, come pure la vostra lontananza dalla vostra casa, dai familiari e dagli amici. Ma so che voi lo fate volentieri, con diligenza, con entusiasmo.

Continuate pertanto, carissimi alunni, ad accompagnare il sacerdote all’altare con viva devozione e con convinto fervore, pensando che la santa Messa - come dice il catechismo di san Pio X, celeste patrono del vostro pre-seminario - “è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo, che sotto le apparenze del pane e del vino si offre dal Sacerdote a Dio sull’altare, in memoria e rinnovamento del Sacrificio della Croce”. Recarsi all’altare per la celebrazione della santa Messa è come recarsi al monte Calvario: lassù, il sacrificio fu un atto cruento di adorazione e di redenzione dell’umanità; qui, sull’altare, il sacrificio è incruento, cioè senza spargimento di sangue, ma di eguale valore salvifico.

Insieme con i vostri genitori e con i sacerdoti, vostri insegnanti ed educatori, preghiamo il Signore che voglia far sentire a molti di voi la chiamata al sacerdozio. Abbiamo tanto bisogno di sacerdoti ben preparati, fervorosi, generosi: le necessità della Chiesa sono enormi, perciò è necessario un numero sempre più grande di operai nella messe del Signore, come Gesù stesso già aveva avvertito. Poiché “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tm 2, 4), occorre pregare incessantemente perché anche tra le vostre file sorgano numerose e qualificate vocazioni sacerdotali. Vi sia di esempio il compianto fondatore, don Giovanni Folci, che fu un sacerdote zelante che seppe trovare il segreto della sua missione apostolica nella devozione a Gesù eucaristico. Coloro che non si sentissero chiamati, siano nella futura vita familiare e civile testimoni coerenti e coraggiosi della loro fede cristiana!

3. Vi auguro di compiere bene il vostro periodo di studi per prepararvi al domani: e sentitevi felici nel servire la santa Messa e partecipare all’Eucaristia, come nel sapervi amati da Maria santissima, nostra madre celeste!

Ringrazio i vostri genitori, pregando il Signore che ricompensi sempre largamente i loro sacrifici. E incoraggio i vostri superiori nella preziosa opera di educazione, che stanno compiendo.

A tutti, la mia affettuosa benedizione.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 
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