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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE E DEL COMITATO DI REDAZIONE
DEL CATECHISMO PER LA CHIESA UNIVERSALE

Martedì, 7 febbraio 1989

 

1. Sono molto lieto di potermi incontrare con voi in occasione della quarta sessione collegiale della commissione e del comitato di redazione del Catechismo per la Chiesa universale.

Dal momento in cui, nel giugno del 1986, ha costituito la commissione per la preparazione di tale Catechismo, dando così adempimento ad un preciso voto del Sinodo straordinario del 1985, so che vi siete dedicati a tale difficile, ma importante compito con generoso impegno e dedizione, senza risparmio di tempo e di energie.

Siete così arrivati all’elaborazione dell’attuale terza bozza di un documento, che in questi giorni state esaminando e valutando.

2. In un tempo in cui “l’umanità vive un periodo nuovo della sua storia, caratterizzato da profondi e rapidi mutamenti” (Gaudium et Spes, 4), e “masse intere si avviano verso l’indifferentismo o corrono il pericolo di conservare una fede priva del necessario dinamismo e di un reale influsso nella vita” (Direttorio Catechistico generale, 6), l’elaborazione di un catechismo per la Chiesa universale appare sempre più un’iniziativa valida e necessaria.

Certamente nessuno misconosce il ruolo di mezzo e di strumento che un testo per la catechesi svolge nella pastorale della Chiesa e, più in generale, nella missione evangelizzatrice, che essa avverte in forma sempre più urgente e doverosa alle porte del terzo millennio.

Tuttavia, anche per l’immediato presente, la Chiesa sente la necessità e l’urgenza di un’esposizione sintetica e chiara dei contenuti essenziali e fondamentali della fede e della morale cattolica; esposizione da attuare sulla linea del Concilio Vaticano II, “il grande catechismo dei nostri tempi” (Insegnamenti di Paolo VI, IV [1967] 304).

Tale compendio, preparato “nello stile e nel modo auspicati dai padri sinodali e richiesti dalle esigenze pedagogiche, psicologiche e tecniche della società e cultura moderna” (In Petriana basilica, allocutio od eos qui in Romana Curia ministerium summi implent coram admissos, 7, die 28 iun. 1986: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XI, 1 [1986] 1962), servirà ad esprimere e a ravvivare la “memoria” della Chiesa, favorendo una catechesi aperta in dimensione universale e capace di favorire il superamento di quella frattura tra fede e cultura che costituisce il “dramma della nostra epoca” (Pauli VI, Evangelii Nuntiandi, 20).

Nel testo in preparazione, ispirato agli insegnamenti della Bibbia e della liturgia, non andrà neppure trascurata l’esigenza di alcune formule fondamentali che, facilmente memorizzabili, possano riassumere in forma semplice e concisa tematiche veramente importanti, rispettando opportunamente l’ordine e la gerarchia della dottrina cattolica e attingendo, oltre che dalla Sacra Scrittura, dalla Tradizione e dal Magistero della Chiesa.

3. Una tale esposizione organica e completa della verità cristiana potrà così costituire un “punto di riferimento” per i catechismi nazionali e diocesani.

Infatti il compendio che andate elaborando si propone di essere un valido strumento, di cui possano servirsi anzitutto i Vescovi, in quanto, maestri e dottori della fede, ai quali compete l’esaltante servizio di guidare e garantire un autentico e integrale sviluppo della fede nelle comunità ecclesiali, loro affidate.

Inoltre esso potrà essere utilmente usato dai redattori dei catechismi nazionali e diocesani, dai catechisti, e, per il loro tramite, da tutto il Popolo di Dio, offrendo “un insegnamento che insista sull’essenziale, senza pretendere di affrontare tutte le questioni disputate, né di trasformarsi in ricerca teologica o in esegesi biblica; un insegnamento tuttavia sufficientemente completo che non si fermi al primo annuncio della fede del mistero cristiano, quale noi abbiamo nel “kerigma”; un’iniziazione cristiana integrale, aperta a tutte le componenti della vita cristiana” (Catechesi Tradendae, 21).

Il Catechismo universale pertanto, con la sua esposizione incisiva e convincente, chiara e semplice nello stesso tempo, delle principali ed irrinunciabili verità rivelate ed insegnate dalla Chiesa, non sostituirà, ma solleciterà e favorirà l’indispensabile ed ulteriore opera di mediazione ed inculturazione, che compete alle Chiese locali e alle Conferenze Episcopali, le quali, attente alle diverse situazioni culturali e religiose dei destinatari, e nel rispetto delle esigenze della comunicazione catechistica, sapranno ripensare e riformulare la “fides ecclesiae” in un linguaggio significativo e adatto alla condizione dei soggetti.

4. A tal fine, tappa indispensabile e decisiva nel processo di preparazione del Catechismo per la Chiesa universale, sarà la prevista e ormai prossima consultazione, su un progetto del Catechismo universale, di tutti i Vescovi, delle Conferenze Episcopali e, attraverso di esse, degli istituti di catechetica, delle facoltà teologiche e di altri organismi specializzati nell’annuncio della Parola di Dio.

Ci si augura così di poter arrivare a un testo, che possa essere presentato alla prossima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, prevista per il prossimo anno, in vista della sua redazione definitiva.

Con questa fiducia e con questo augurio, vi accompagno nel vostro lavoro con la benedizione apostolica.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 
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