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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DELLA PONTIFICIA
COMMISSIONE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI

Venerdì, 24 febbraio 1989

 

Cari fratelli e sorelle in Cristo.

1. Sono lieto di ricevere i membri consultori della pontificia commissione per le comunicazioni sociali, in quest’anno così significativo per la commissione.

Venticinque anni fa, nel dicembre 1963, il Vaticano II promulgò l’Inter Mirifica, sulle comunicazioni sociali. Tre mesi dopo il mio predecessore Paolo VI diffuse il motu proprio In fructibus multis, con il quale fu stabilita la commissione per le comunicazioni sociali. All’inizio del mese prossimo, in conformità con il motu proprio Pastor Bonus, la commissione diventerà un pontificio consiglio che, sotto questo nuovo titolo e in stretta collaborazione con la segreteria di Stato, continuerà ad occuparsi dell’importante compito dell’annuncio del messaggio di salvezza così come viene trasmesso e riportato dai mezzi di comunicazione sociale.

Così la vostra assemblea plenaria costituisce un momento importante nella storia della commissione stessa ed è anche una preziosa opportunità per studiare alcune linee fondamentali cui la Chiesa deve far fronte per diffondere il messaggio evangelico. Vi offro pertanto alcune mie considerazioni in uno spirito di servizio e di aiuto reciproco.

2. In primo luogo sappiamo che i mezzi di comunicazione sociale esercitano una grande influenza nella formazione delle coscienze, e conseguentemente nel campo della moralità. Per questo dovremmo in primo luogo porre attenzione al fatto che i media aiutino la gente a formare le loro coscienze e le attitudini morali in un modo non solo che rispetti la legge di Dio ma che anche difenda la natura umana, con un’innata e inalienabile dignità che va rispettata in ogni circostanza.

Un campo nel quale i media esercitano una influenza grandissima sulla società è quello che riguarda la famiglia. L’aiuto che i media daranno alla famiglia e al suo ruolo nella società determinerà grandemente la forza e la stabilità di questa essenziale istituzione nei prossimi decenni. Tuttavia, sfortunatamente, la famiglia è presentata in modo inadeguato dai media. Infedeltà, rapporti al di fuori del matrimonio, e l’assenza di una visione spirituale e morale del matrimonio sono presentate in modo acritico. I media, attraverso i film, i programmi televisivi, i giornali e le riviste dovrebbero giocare un ruolo più costruttivo nel favorire il valore dell’amore permanente nella vita familiare, per il bene degli individui e della società.

Mentre i media indagano e presentano gli avvenimenti del nostro tempo, è imperativo che questo venga fatto in modo corretto. La sensibilità dei media mondiali per i diritti umani fondamentali è importante. In verità molti che lavorano nelle comunicazioni sociali sono impegnati ad attirare l’attenzione sulla situazione dei diritti umani nel mondo. Ma non e sufficiente mettere in luce certi diritti ignorando altri altrettanto fondamentali, come per esempio il diritto alla vita stessa, un diritto che esiste dal momento del concepimento fino al momento della morte naturale. In questo contesto dovremmo anche riflettere su come i media trattano la questione della libertà religiosa: la libertà di pregare Dio e di comunicare ad altri che il messaggio religioso in cui crediamo sia la verità rivelata da Dio.

3. Come la Chiesa stessa usa i media?

Questa, e le domande che seguono, richiedono la nostra profonda attenzione. Dobbiamo incoraggiare la fiducia ad usare i media con intelligenza, non solo per evitare pubblicazioni, film e programmi che possono danneggiare l’integrità morale della persona, ma anche per trarre dell’utile dai media come uno trae dell’utile da un buon libro per la crescita morale e intellettuale, per apprezzare ancora di più i beni che Dio ha creato per noi e per una più profonda comprensione della dignità di ogni essere umano?

Dobbiamo cooperare il più pienamente possibile con gli altri cristiani, con gli altri credenti e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà per spingere i media a lavorare per il bene comune, per il benessere morale della società e per la pace, il rispetto reciproco e una unità più grande nella famiglia umana?

Cristo comandò ai suoi discepoli di propagandare la buona Novella della salvezza fino alla fine dei secoli, e la Chiesa deve impiegare tutti i mezzi a sua disposizione per arrivare a questo scopo. Le pubblicazioni, i programmi e i film che appaiono nel nome della Chiesa dovrebbero mirare ai più alti possibili standard professionali, e nello stesso tempo essere veramente educativi nel senso di contribuire all’autentica crescita umana e religiosa.

4. La vostra commissione già ha preparato una risposta sul flagello della pornografia e della violenza nei media e ha suggerito di incoraggiare programmi di educazione per adulti e nelle scuole. Questi sforzi dovrebbero continuare e intensificarsi, così che gli individui possano essere protetti dalla manipolazione dei media, e possano essere capaci di usarli ancor più intelligentemente per l’arricchimento delle loro menti e delle relazioni sociali.

La vostra commissione ha anche stabilito come una delle priorità la formazione di professionisti delle comunicazioni sociali, uomini e donne preparati nelle tecniche della comunicazione, ma anche cristianamente formati. Questi professionisti dei media dovrebbero essere persone di indubbia integrità e onestà e dovrebbero dare esempio di vita morale, perché essi sono spesso visti dagli altri come modelli da imitare. È così particolarmente importante che quelli che saranno chiamati a parlare per la Chiesa debbano veramente pensare con la Chiesa - “sentire cum ecclesia”.

5. In questo modo mentre ci prepariamo a celebrare il secondo millennio della nascita di Gesù Cristo, saremo effettivamente capaci di evangelizzare attraverso programmi e pubblicazioni professionalmente qualificati, che tocchino i cuori e le menti di quanti sono alla ricerca della verità e dell’amore, che possono essere trovati soltanto nell’unico e vero Dio.

Venticinque anni fa, il Vaticano II ha cominciato il suo decreto sulle comunicazioni con le parole: “Tra le meraviglie della tecnologia che Dio ha destinato al genere umano, per scoprire la sua Creazione, quelle che hanno un potente effetto sulle menti sono quelle che soprattutto interessano la Chiesa” (Inter Mirifica, 1). Quell’interesse della Chiesa verso i media dovrebbe aumentare mentre gli stessi mezzi di comunicazione sociale diventano ancor più influenti nella nostra società.

Voi soprattutto, in quanto membri, consultori e personale della pontificia commissione per le comunicazioni sociali, dovete dedicarvi ancora - secondo le parole del Concilio Vaticano II - allo scopo “che come già avvenne con i capolavori delle arti classiche, anche con queste recenti invenzioni venga glorificato il nome del Signore (Inter Mirifica, 24).

In ogni periodo della storia umana la Chiesa ha proclamato il Vangelo, sia in quest’era tecnologica come anche nei secoli che hanno innalzato grandi cattedrali e capolavori dell’arte religiosa; sempre il Signore Gesù noi proclamiamo: “Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre!” (Eb 13, 8). Nel suo nome, invoco ora su di voi, sui vostri cari e sul vostro importante lavoro la benedizione di Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 
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