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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RESPONSABILI E AGLI ANIMATORI PARROCCHIALI
DEL SETTORE ADULTI DELL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA

Sabato, 7 gennaio 1989

 

1. Carissimi amici dell’Azione Cattolica italiana, responsabili e animatori parrocchiali del settore adulti, sono lieto di accogliervi qui, convenuti da ogni parte d’Italia per il vostro primo convegno nazionale che avete significativamente voluto dedicare al tema: “Il nostro impegno nella Chiesa e nella società di oggi”. Con voi saluto e ringrazio il vostro assistente generale monsignor Antonio Bianchin, il presidente avvocato Raffaele Cananzi, i dirigenti del settore adulti e in particolare il nuovo assistente nazionale, monsignor Tino Mariani, chiamato recentemente a questo importante e delicato incarico.

2. Il titolo del vostro convegno, ricavato dalle parole di Gesù agli apostoli, pronunziate sul momento di essere elevato al cielo alla destra del Padre, “Mi sarete testimoni” (At 1, 8), può veramente rappresentare il nucleo programmatico del vostro impegno di laici cristiani adulti.

Collochiamolo rapidamente nel contesto più ampio di quelle parole del Signore: dopo aver messo in guardia gli apostoli dalla pretesa di conoscere in anticipo ciò che appartiene al disegno misterioso e misericordioso di Dio, al quale occorre invece affidarsi con totale abbandono e fiducia, Gesù promette il dono dello Spirito Santo, che darà loro la forza per essere suoi testimoni, da Gerusalemme fino agli estremi confini della terra. È questa la missione della Chiesa, lungo tutto l’arco della sua vicenda storica: dalla Pentecoste al ritorno glorioso di Cristo Signore.

3. Tale missione assume oggi, dopo il Concilio Vaticano II e nel cammino che ci conduce verso il terzo millennio cristiano, una singolare e per molti aspetti nuova necessità ed urgenza. Oggi, infatti, anche in una terra come l’Italia, segnata in profondità da una bimillenaria tradizione cristiana, la fede non è un sicuro possesso e un patrimonio comune; è un seme insidiato e spesso soffocato dalla moltitudine delle preoccupazioni mondane e dall’inganno delle ricchezze, come già ammoniva Gesù spiegando la parabola del seminatore (Mt 13, 22).

Nello stesso tempo essa si rivela sempre più chiaramente come la perla preziosa (Mt 13, 45-46), che da nulla può essere sostituita: il rapido declino delle ideologie che promettevano di dare una risposta totale alla domanda di senso, al bisogno di fraternità e di speranza che c’è nel cuore degli uomini, ha messo a nudo, per chi ha occhi per vedere, che non esistono surrogati di Gesù Cristo e che il tentativo di sostituirlo è ardua e impossibile impresa.

Ma è soprattutto la dimensione morale della fede, la verità dell’etica cristiana, ad essere oggi insidiata e contestata. Troppo spesso, e talvolta anche da coloro che si considerano membri della Chiesa e ritengono di vivere da cristiani, essa viene giudicata come ormai superata o non adatta alla situazione attuale. Si pongono così, in maniera consapevole o inconsapevole, le premesse per la distruzione di ciò che di più autenticamente umano esiste nell’uomo, e si rinuncia alla possibilità di costruire una società e una civiltà a misura dell’uomo.

4. Carissimi adulti di Azione Cattolica, su questo terreno vi attende una sfida che non potete eludere, come non può eluderla l’intera comunità ecclesiale. Il Concilio Vaticano II, preparato in questo anche dalle precedenti esperienze di Azione Cattolica, ha rimesso in piena luce che l’impegno di evangelizzazione e inculturazione della fede appartiene a tutta la Chiesa e che i laici sono chiamati a parteciparvi a pieno titolo, in intima comunione e feconda collaborazione con i pastori, che Dio ha posto a reggere la sua Chiesa. Come responsabili e animatori parrocchiali dell’Azione Cattolica voi oggi siete chiamati a tradurre in realtà concreta e quotidiana questo impegno missionario, che è inseparabile dall’autentica promozione dell’uomo e della società (cf. Sollicitudo Rei Socialis, 41).

La vostra condizione di adulti vi sollecita ad operare con speciale dedizione e senso di responsabilità. Agli adulti infatti, come è naturale, sono prevalentemente affidati i ruoli più impegnativi e i principali ambiti decisionali nella vita familiare, nel lavoro, nell’economia, nella politica, nella cultura. A loro compete, in primo luogo, farsi carico della testimonianza cristiana in ciascuno di questi terreni e collaborare coraggiosamente e responsabilmente all’evangelizzazione e all’inculturazione della fede.

5. Chiedo all’Azione Cattolica, a voi adulti di Azione Cattolica, di vivere anzitutto voi stessi, e di aiutare, con la parola e con la testimonianza, ogni persona che incontrate sul vostro cammino a vivere la pienezza della fede, anche e particolarmente nelle sue dimensioni morali; a costruire delle coscienze cristiane autentiche, illuminate dalla Parola di Dio e dal Magistero della Chiesa, a formare delle famiglie aperte all’amore e alla vita, protese verso un generoso apostolato familiare e sociale, ad operare affinché le strutture della società “siano o tornino ad essere sempre più rispettose di quei valori etici, in cui si rispecchia la piena verità sull’uomo” (Allocutio Laureti in Piceno, ad Italioe episcopos, quosdomoque presbyteros et laicos simul congregatos habita, die 11 aprile. 1985: Insegnamenti di Giovanni II, VIII, 1 [1985] 1001).

Vi chiedo di operare “uniti a guisa di corpo organico” in tutti gli ambiti ai quali si estende il fine apostolico della Chiesa, che avete assunto come finalità della vostra associazione (cf. Apostolicam Actuositatem, 20), procedendo sempre in sintonia con i vostri pastori e col Successore di Pietro, realizzando nei fatti la preziosa indicazione del Concilio: “I laici possono anche essere chiamati in diversi modi a collaborare più immediatamente all’apostolato della gerarchia, alla maniera di quegli uomini e di quelle donne che aiutavano l’apostolo Paolo nel Vangelo faticando molto per il Signore” (Lumen Gentium, 33).

6. Affinché la vostra testimonianza apostolica sia sempre più attendibile ed efficace, vi rinnovo oggi l’invito che già ebbi a rivolgere alla sesta assemblea nazionale: quello di rinsaldare sempre più la vostra unità interna, la comunione che deve qualificare e plasmare l’Azione Cattolica in tutte le sue articolazioni, valorizzando ogni sua componente e armonizzando in una superiore concordia i diversi carismi, le peculiari sensibilità ed esperienze associative.

Ciò potrà avvenire nel modo migliore anche attraverso l’opera dei vostri assistenti: “Il servizio dell’unità appartiene infatti alla natura stessa del ministero sacerdotale” (Allocutio ad eos qui plenario coetui Actionis Catholicae Italiae interfuerunt, 8, die 25 aprile 1986: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, IX, 1 [1986] 1133).

In questa stessa linea di servizio all’unità ecclesiale, vi affido il nobile compito di farvi promotori di comunione e collaborazione tra tutte le pluriformi realtà di organismi e movimenti laicali che rendono ricco e vivo il volto della Chiesa in Italia, incrementando la stima e l’accoglienza reciproca, nella comune fedeltà alle indicazioni pastorali del Papa e dei Vescovi.

7. Il cammino che vi attende, in questi anni nei quali la Chiesa italiana è sempre più impegnata nell’opera della “nuova evangelizzazione”, è senza dubbio difficile, ma è anche esaltante: è la missione perenne di Cristo e della Chiesa, da vivere in un tempo di profondi mutamenti nel quale sono grandi i pericoli e le tentazioni, ma sono anche ampie le aperture attraverso le quali il Signore Gesù può entrare nella vita delle persone e delle famiglie, nella cultura e nella storia dei popoli. Percorriamo insieme questo cammino, carissimi adulti di Azione Cattolica, in compagnia di colei che è beata perché ha creduto (Lc 1, 45), sostenuti e rassicurati dalla tenerezza del suo amore e dalla sua materna intercessione.

In segno del mio affetto e con l’auspicio di un anno ricco di grazia e di testimonianze cristiane, vi imparto di cuore la mia apostolica benedizione.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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