 |
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI RAPPRESENTANTI DEL MOVIMENTO «AIDE
À TOUTE DÉTRESSE - QUART MONDE»
Giovedì, 27
luglio 1989
Cari amici.
Voi siete felici e commossi di vivere questo incontro a nome di tutte le
famiglie collegate con il movimento “Aide à toute dètresse - Quart Monde”. Vi
assicuro che sono anch’io lieto e commosso quanto voi. Qualcuno, invisibile ai
nostri occhi mortali ma vivo presso il Signore, condivide la nostra gioia: è il
padre Joseph Wresinski.
Mentre parlavano i vostri rappresentanti, li ascoltavo con profonda
attenzione e pensavo - ricordando una forte espressione dell’apostolo Paolo
nella lettera ai Romani - che l’umanità continua a gemere nelle doglie del
parto. L’evento difficile, il parto doloroso di un mondo di dignità e di
fraternità, di giustizia e di pace! Tutte le forme di povertà di cui voi
soffrite, e con voi tante altre famiglie, sono uno scandalo. È uno scandalo
insopportabile, dal momento che queste realtà di povertà sono il risultato della
libertà degli individui e delle nazioni, che si tramuta in egoismo, in potere,
in indifferenza o perfino in emarginazione. Ci sono dei poveri, molti poveri,
che non ne possono più. Allora si rassegnano alla fatalità del destino. Altri
piangono e protestano contro l’opulenza e lo sfruttamento dei paesi ricchi.
Altri subiscono la tentazione di accusare Dio. Qui, nel più grande rispetto
delle vostre credenze, mi permetto di parlare di una visione del mondo che nasce
dalla fede cristiana. Le sofferenze, così come il male, non vengono da Dio.
Hanno la loro sorgente nella libertà umana mal compresa e mal utilizzata,
persino traviata. Gli uomini non sono dei robots - questa è insieme la loro
grandezza e la loro possibilità di caduta -, sono capaci del bene e del male. Ma
la libertà autentica, che ha bisogno di educazione a livello delle persone e dei
popoli, è capacità di apertura agli altri, di slancio profondo di pietà e di
solidarietà nelle disgrazie, di volontà costante di costruire la pace nella
giustizia. Meraviglia e ambivalenza della libertà! È dunque necessario - e lo
sarà sempre - lottare, con lucidità, con determinazione non violenta, contro le
povertà umilianti e contro le strutture che le mantengono o le accrescono.
Detto questo, e tenendo conto delle situazioni descritte, il mio compito è di
rafforzare in voi almeno due convinzioni in grado di mantenere viva la vostra
speranza e di orientarvi con risolutezza sul cammino già iniziato della vostra
liberazione.
La missione della Chiesa è essenzialmente di carattere spirituale. Ma essa
non può dimenticare che il suo Fondatore è stato il difensore e l’amico dei
poveri. Nel corso della sua storia, bisogna riconoscere che molto essa ha fatto.
E se, in un qualche momento, la Chiesa ha dato l’impressione di restare inerte
accanto alla miseria dell’uomo, dei santi si sono levati a suscitare dei
volontari della carità evangelica, della solidarietà con i poveri. Vorrei
ricordare solo san Vincenzo de’ Paoli, universalmente conosciuto, o anche la
beata Anne-Marie Javouhey, che ha operato per la liberazione degli
schiavi negri. Attraverso le sue organizzazioni caritative o socio-caritative
fondate in tutti i paesi, la Chiesa cerca di venire in aiuto di tutte le
povertà, con il rispetto e la tenerezza del suo divino Fondatore, ma anche con
le qualità umane di perspicacia e di obiettività, di metodo e di perseveranza.
Essa veglia, almeno per i movimenti che da lei strettamente dipendono, perché
nessuno possa rivendicare una sorta di monopolio della miseria e del suo
affronto. La convergenza o la complementarietà delle organizzazioni di aiuto e
promozione è indispensabile. Incoraggio vivamente il vostro movimento “Aide à
toute dètresse - Quart Monde”, davvero meritevole, a esaminare e valutare la
possibilità di un rapporto più stretto o anche nuovo con i responsabili delle
Chiese particolari o anche con le Conferenze Episcopali. L’azione concertata è
sempre una forza, specialmente di fronte alle terribili situazioni di povertà di
tutto il mondo.
Desidero stimolare in ciascuno di voi un altro convincimento, affinché lo
partecipiate a tutti i vostri fratelli e sorelle nella miseria. I poveri possono
e debbono essere i salvatori dei poveri. La Chiesa non può compiere da sola
tutto questo lavoro. I governi svolgono il loro ruolo nel vegliare a un’equa
distribuzione dei beni nei loro paesi. Per quanto riguarda le vostre possibilità
di collaborare alla vostra liberazione, sembrerebbe - e molte esperienze lo
confermano - che la vostra presa di coscienza matura, cui fanno seguito delle
iniziative ben preparate presso le istanze socio-politiche di una città, di una
regione, di un paese possa ottenere se non proprio una soluzione completa,
almeno delle soluzioni graduali. Inoltre, la ripresa continua del dialogo con le
autorità competenti valorizza i delegati del vostro movimento,
responsabilizzandoli gradualmente, e può condurre a risultati impressionanti.
Dalla sua fondazione, “Aide à toute dètresse - Quart Monde” ha fatto davvero
molta strada. Oltre a questi interventi ben ponderati e condivisi da tutti i
membri dell’associazione, dovunque si trovino, è importante sensibilizzare
coloro che hanno dei beni, non classificandoli tutti come oppressori. Molti
responsabili dell’economia e dell’industria - che hanno gravi problemi da
risolvere - hanno bisogno di una giusta informazione. In questo voi potete forse
lavorare armonizzando il lavoro di informazione con altre realtà simili alla
vostra, confessionali o meno.
Tutte queste intenzioni, in famiglia e come eco alle vostre, non
costituiscono delle dichiarazioni solenni. Il Papa, contrariamente ad alcune
convinzioni dell’opinione pubblica sulle sue possibilità, non può e non deve
sostituirsi ai legittimi responsabili della vita di un paese. La sua missione è
di risvegliare le coscienze. Le coscienze dei cristiani e anche dei responsabili
delle nazioni. Ovunque, dove mi è stato dato di compiere delle visite pastorali,
non ho mancato di farlo. E ancora lo farò.
Cari amici, siate certi che la causa dei poveri è nel mio cuore. E voi, più
che mai, abbiate coraggio e fiducia!
© Copyright 1989 - Libreria
Editrice Vaticana
|