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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN NORVEGIA, ISLANDA,
FINLANDIA, DANIMARCA E SVEZIA

CERIMONIA DI CONGEDO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto di Linköping (Svezia)
Sabato, 10 giugno 1989

 

Signor primo ministro, caro popolo della Svezia, cari amici.

1. Mentre mi preparo a salire sull’aereo che mi riporterà a Roma, desidero esprimere la mia gratitudine ad ognuno di voi per la calda accoglienza e la generosa ospitalità che mi avete riservato. In questi tre giorni, ho visto parte delle magnifiche bellezze naturali con le quali Dio ha benedetto la Svezia. Ma, cosa più importante, sono rimasto colpito da un popolo che è orgoglioso del proprio paese, e fermo nel suo proposito di costruire un mondo migliore per i propri figli, e sempre ben disposto ad accogliere coloro che vengono da lontano. Farò tesoro di queste impressioni, e vi esorto a perseverare nelle grandi tradizioni religiose e nei valori che sono all’origine della vostra identità nazionale.

La mia visita in Svezia conclude il mio viaggio pastorale nei Paesi nordici. Sono venuto come successore di san Pietro per proclamare la verità salvifica che Gesù Cristo è il Figlio del Dio vivente (cf. Mt 16, 16). Sono venuto come fratello in Cristo per portare testimonianza della verità che unisce tutti noi cristiani, nonostante le nostre divisioni.

Avvicinandosi la mia partenza, desidero esprimere i miei più profondi ringraziamenti a sua maestà il Re, al primo ministro, ed all’ambasciatore di Svezia presso la Santa Sede. I vostri sforzi per me e la sollecitudine per il successo della mia visita hanno dato l’esempio della buona volontà del popolo svedese. Vorrei anche ringraziare il “Landshövding”, con i rappresentanti delle autorità municipali e tutti quelli che hanno contribuito al successo di questo pellegrinaggio. Dio benedica voi tutti, e possa la vostra opera devota portare ricchi frutti per il futuro della Svezia e del suo popolo.

2. Prima di lasciare la Svezia, benedirò la prima pietra della nuova chiesa cattolica che dev’essere costruita qui a Linköping. Come prima pietra, simboleggia la solidità e la crescita della comunità cattolica - fatta di pietre viventi - che è chiamata ad essere costruita come casa spirituale fondata su Cristo stesso (cf. 1 Pt 2, 5). Essa serve come incoraggiamento a tutti i cattolici svedesi a mantenere salda la fede che hanno ricevuto e a tramandarla alle generazioni future; è un segno di speranza per tutti coloro che hanno desiderio di conoscere Cristo come il sicuro fondamento che dà significato a tutta la loro vita. Come san Paolo, “dimentico del passato e proteso verso il futuro” (Fil 3, 13), possa questa comunità perseverare nel suo sforzo per edificare la Chiesa di Cristo nella fede, nella speranza e nell’amore. Al Vescovo Brandenburg e al Vescovo Kenney, esprimo la mia gratitudine per il loro zelo in nome del Vangelo e la vita spirituale affidata alle loro cure pastorali.

In questa pietra, vedo anche simboleggiata la forza e la promessa del giovane popolo della Chiesa. A Vadstena ho visto molti cuori vivere nell’amore di Cristo e sono divenuto molto fiducioso. A voi, giovani cattolici della Svezia e di tutti gli altri paesi nordici, rivolgo un fervente appello: sia Gesù Cristo il fondamento delle vostre vite e fonte della vostra gioia. Il futuro della Chiesa del Nord Europa è già nelle vostre mani. Non abbiate timore dello sforzo, del sacrificio e della disciplina che sono necessari per amare Cristo con tutto il vostro cuore. Non esitate ad adoperare le vostre energie a servizio degli altri, specialmente dei bisognosi, di quelli meno fortunati di voi.

3. Questa pietra è molto preziosa per un’altra ragione, perché proviene dalla cattedrale medievale di Linköping ed è stata presentata alla comunità cattolica dal Vescovo Lönnebo e da tutta la comunità luterana di Linköping. Questo nobile gesto richiama la nostra comune eredità, e ci sprona verso una maggiore unità in Cristo. Essa è un segno della grande speranza per tutto il Popolo di Dio. Nonostante le nostre divisioni storiche, stiamo sinceramente cercando di rispondere alla grazia di Dio e insieme stiamo cercando di ricomporre ciò che un tempo fu diviso. Considero una grande benedizione essere riuscito ieri ad incontrare ed a pregare con i capi di altre Chiese cristiane e comunità ecclesiali a Uppsala. Possa questa Chiesa ricordarvi sempre che Cristo solo è il fondamento della nostra unità e perfezionatore della nostra fede (cf. Eb 12, 2). Egli è “la pietra angolare” in cui “ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo del Signore” (Ef 2, 20-21).

All’Arcivescovo Werkström e al Vescovo Lönnebo, rinnovo i miei ringraziamenti per tutta l’assistenza che ho ricevuto dalla Chiesa svedese e per la vostra sincera testimonianza di apertura e cooperazione ecumenica. La mia gratitudine si estende anche ai rappresentanti delle varie Chiese libere per la loro presenza e partecipazione a questi eventi. Vorrei anche rivolgere una parola di ringraziamento al coro della cattedrale di Linköping per la sua musica che ci ha aiutato ad elevare il nostro cuore al Signore in preghiera.

4. Caro popolo della Svezia: ti ringrazio ancora una volta, dal più profondo del cuore per la tua gentilezza nei miei confronti e per la tua apertura al Vangelo di Cristo che io ho predicato. Quel Vangelo è ascoltato in Svezia da più di mille anni ed ha dato forma alle più nobili aspirazioni della vostra società. Anche adesso, continua ad essere un riflesso sulla vostra vita e nella fede di così tanti Svedesi. Possa continuare a sfidarvi come individui e a modellare la vostra vita come un popolo che riconosce ed onora Dio come il Padre dell’umanità e che lavora per costruire un mondo di vera pace e di solidarietà universale, basato sulla fratellanza di tutti i figli di Dio.

Il Papa ha poi benedetto i presenti in lingua svedese dicendo:

Dio benedica la Svezia, Dio benedica voi tutti.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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