DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE
DELLA CHASE MANHATTAN BANK DI NEW YORK
Lunedì, 19 giugno 1989
Signore e Signori.
Sono lieto di ricevervi in occasione della vostra visita a Roma. Il mio
cordiale saluto a tutti voi e alle vostre mogli.
La vostra posizione di uomini d’affari e membri del consiglio di
amministrazione di una prestigiosa banca internazionale vi permette di
comprendere e influenzare la complessa e interdipendente vita economica del
mondo contemporaneo. Mentre ci sono segni positivi di crescita economica e
prosperità per molti, c’è un numero ancor più grande di uomini, donne e bambini
nel mondo le cui condizioni materiali e il cui sviluppo sono seriamente
ostacolati da problemi economici. Penso in particolare alla questione del debito
internazionale, che resta una grave minaccia alla pace e al progresso della
famiglia umana. La Santa Sede ha cercato di dare un contributo positivo alla
soluzione di questo problema evidenziandone le dimensioni etiche. È necessaria
una più grande solidarietà umana e un reciproco rispetto basato sulla comune
umanità e il bene comune di tutto il genere umano.
Ci sono certo alcuni convinti che gli attuali problemi economici, politici e
sociali sono tanto vasti e impersonali da sfuggire al controllo. Ma è mia
convinzione che il convincimento e le decisioni di leaders come voi rendono
molto diverso, nel bene o nel male, il futuro dell’umanità. Sono fiducioso che
voi, che siete stati con tanta abbondanza benedetti nel vostro Paese,
condividete la mia sollecitudine per la sorte dei poveri, e che non mancherete
di compassione mentre siete responsabili amministratori dei beni materiali a voi
affidati.
Vi assicuro la mia preghiera per voi e i nostri cari, in particolare i
bambini e gli ammalati o i sofferenti. Il Signore onnipotente vi sia guida nel
lavoro e vi benedica con i suoi doni di gioia e di pace.
© Copyright 1989 - Libreria
Editrice Vaticana
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