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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL PELLEGRINAGGIO DI CASTEL SAN GIOVANNI
NEL X ANNIVERSARIO DELLA NOMINA DEL CARDINALE
AGOSTINO CASAROLI A SEGRETARIO DI STATO

Mercoledì, 28 giugno 1989

 

Carissimi fratelli e sorelle di Castel San Giovanni!

1. Sono veramente lieto di accogliervi stasera, venuti a Roma per esprimere al vostro amatissimo concittadino, il Cardinale Agostino Casaroli, sentimenti di stima e di affetto, nel decimo anniversario della sua nomina a segretario di Stato. Ciò mi offre il piacere di ripetere al vostro e mio Cardinale il grazie che gli rivolsi, l’anno scorso, nella vostra chiesa parrocchiale, dov’egli diventò cristiano.

La chiesa parrocchiale fa pensare al battistero. E da quel battistero prendeva inizio l’avventura straordinaria del Cardinale Casaroli nella vita della Chiesa. Nello stringervi attorno a lui, voi date anzitutto testimonianza delle radici cristiane della vostra terra, della sua vitalità in tutti i campi, della ricchezza spirituale dei suoi uomini e delle sue tradizioni ecclesiali.

2. Quel battistero è stato la culla anche della vocazione sacerdotale del vostro concittadino, perché dal Battesimo si sviluppano i germi della vocazione cristiana, che attendono di essere coltivati: e il Cardinale ha avuto la fortuna di avere una famiglia che lo ha aiutato con la sua fede, a questo scopo, e specialmente i suoi venerabili zii, che gli furono maestri e modello.

Dalla risposta generosa alla chiamata di Dio nasce poi tutto il servizio alla Chiesa ed al Papa, che è stato l’onore e l’onere - vissuto con intima gioia - del vostro e mio Cardinale. Mi è tanto gradito mettere ancora una volta in rilievo che esso ha dato frutti sempre più maturi in lui: come minutante, come sotto-segretario, come segretario del consiglio per gli affari pubblici della Chiesa, come pro segretario di Stato e, infine, come Cardinale segretario di Stato. Con l’aiuto di Dio, e con l’incoraggiamento dei miei predecessori, egli ha scritto una pagina importante nella storia della Chiesa contemporanea: non sarà dimenticata la sua azione prudente, aperta, coraggiosa nel cercare nuovi approcci con situazioni difficili e dense di responsabilità, sempre per favorire la pace nel mondo, i buoni rapporti tra gli Stati e la Chiesa, e soprattutto il bene supremo delle anime.

3. Non ripeterò le lodi della sua perspicacia, esperienza e forza di volontà; ma non posso dimenticare che, pur in mezzo a doveri quotidiani tanto assillanti, il Cardinal Casaroli è stato sempre e prima di tutto sacerdote: specialmente fra i suoi amati giovani, ai quali ha dato sempre tutto se stesso.

In questo decennale, lo ringrazio di quanto ha fatto e fa per me e per la Chiesa. E ringrazio voi perché me ne date l’occasione. Insieme con voi gli porgo gli auguri più affettuosi e sinceri, e mi unisco a lui e a voi per ringraziare il Signore, che è l’unico datore di ogni bene.

Vi benedico tutti di cuore, pensando a tutti i vostri concittadini e all’intero comune di Castel San Giovanni.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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