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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO
II Venerdì, 30 giugno 1989
Caro Arcivescovo Schulte, Sono lieto di accogliere tutti voi che avete accompagnato l’Arcivescovo Schulte nel pellegrinaggio a Roma e alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, per presenziare alla cerimonia del conferimento del pallio. Voi rappresentate il Popolo di Dio di New Orleans che l’Arcivescovo ha servito come sacerdote e come Vescovo. A quanti voi rappresentate chiedo di riportare il saluto affettuoso del Papa nel Signore Gesù Cristo, il cui Spirito ci unisce in un unico Popolo santo chiamato a proclamare il suo nome fino alle estremità della terra. L’investitura liturgica del pallio simbolizza “i vincoli di unità, carità e pace” (Lumen Gentium, 22) che il successore degli apostoli condivide nel Collegio Episcopale. È un segno di giurisdizione per l’Arcivescovo metropolita, che testimonia della comunione gerarchica che lo unisce al successore di Pietro, e serve a ricordare che insieme al Vescovo di Roma egli è chiamato ad esercitare una sollecitudine pastorale verso la Chiesa intera. Prego che il vostro pellegrinaggio a Roma per questa cerimonia vi aiuti a comprendere e apprezzare sempre più pienamente il mistero della comunione ecclesiale, quel mistero che ci unisce nel professare la nostra fede che Gesù è “il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16, 16). Vi chiedo di assistere l’Arcivescovo Schulte con le vostre preghiere, perché la sua fede sia così salda che egli a sua volta possa continuare a confermare i suoi fratelli e sorelle nella fede. E la preghiera e l’intercessione della beata Vergine Maria, madre del Divino Amore, assista voi e tutta la Chiesa del vostro paese per dare testimonianza dell’amore misericordioso del Padre, Figlio e Spirito Santo. Imparto di cuore a voi tutti la mia apostolica benedizione.
© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana
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