|
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI RAPPRESENTANTI DEL COMITATO DEI GIOCHI
INTERNAZIONALI DELLE POLIZIE
Giovedì, 2 marzo 1989
Egregi signori.
1. Il comitato organizzatore dei giochi mondiali delle polizie, che
inizieranno le gare a Trento domenica prossima, 5 marzo, ha desiderato che io
accendessi il braciere simbolico con il “Fuoco della Pace e dell’Amicizia”.
Saluto voi, rappresentanti del comitato stesso, delle polizie nazionali,
delle autorità del governo, della provincia e della città di Trento, qui
convenuti per trasportare la stessa fiaccola dalla Città del Vaticano al luogo
ove si svolgeranno i giochi.
Vi ringrazio di cuore per questo vostro gesto, che è indice di viva
sensibilità ed anche di affettuosa devozione, che mi reca conforto e mi dà
occasione di esprimere anche il mio apprezzamento per la bella manifestazione
internazionale.
2. I campionati mondiali delle polizie, che per nove anni sono stati
riservati agli sport sciistici, e che da quest’anno accolgono anche altre
specialità agonistiche, mi offrono lo spunto per incoraggiare le polizie, nel
loro impegno di tutelare e promuovere la “pace civile” nei singoli Stati e nel
concerto dei popoli.
La polizia ha proprio il compito di custodire la comunità, di difendere i
diritti delle singole persone, di far sì che le leggi siano osservate da tutti e
che eventuali trasgressori siano richiamati al dovere. É questo un compito arduo
e di grande responsabilità, che esige senso di equilibrio, di fortezza d’animo e
di capacità intuitive, e nello stesso tempo richiede anche una profonda
sensibilità umana e spirituale.
Ecco allora che questo “Fuoco della Pace e dell’Amicizia” acquista un
significato tutto particolare. Infatti, l’incontro internazionale delle polizie
non si risolve soltanto nelle diverse competizioni agonistiche, ma soprattutto
intende instaurare nuove conoscenze, al fine di servire sempre meglio il singolo
e la comunità con spirito di fraternità e di collaborazione.
Particolarmente nei nostri tempi, in cui l’emigrazione ed il turismo spostano
continuamente masse ingenti di persone, è importante conoscere il nostro
prossimo, instaurare legami di amicizia, stringere la mano a chi ci sta vicino,
a chi è collega di lavoro. Oggi specialmente, per la pace civile nelle nazioni e
tra le nazioni, è necessario soprattutto imparare a rispettare le convinzioni
religiose del prossimo, le quali non si possono offendere, senza ledere la
dignità della persona altrui.
3. Questi sentimenti siano sempre vivi ed operanti negli animi degli agenti
di polizia, in modo che la società tragga giovamento ed esempio.
É l’augurio che formulo per voi, responsabili dell’organizzazione, e per
tutti coloro che, dai vari Stati del mondo, parteciperanno alle gare sportive
nel pittoresco scenario naturale del Trentino.
Con la mia benedizione!
© Copyright 1989 -
Libreria Editrice Vaticana
|