|
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI VIGILI DEL FUOCO FRANCESI
Lunedì, 6 marzo 1989
Cari
amici vigili del fuoco di Parigi.
1. Ho il
piacere di ricevervi oggi pensando alla vostra missione di dedizione e anche
ricordando la lunga e prestigiosa storia del vostro corpo, a servizio dei
parigini da più di circa due secoli.
Voi avete
il bel compito di assicurare la protezione delle persone e dei beni. E, voi per
primi, sapete che sotto queste parole un po’ fredde, c’è la fiducia di tutta la
popolazione che ricorre a voi, anzitutto per spegnere il fuoco, causa di antico
terrore, ma anche, quotidianamente, per fronteggiare i pericoli della vita
urbana di oggi. La vostra stabile presenza rassicura coloro che molte cause,
materiali ma anche semplicemente umane, possono condurre fino all’angoscia più
profonda, spesso nella solitudine.
Nei vostri
interventi, nella vostra azione di prevenzione, voi sviluppate grandi mezzi
tecnici in continuo progresso ed efficacemente coordinati, ma portate
soprattutto l’impegno personale, fisico e morale, di ciascuno di voi.
E non
posso dimenticare la vostra disponibilità a rispondere agli appelli provenienti
talvolta da molto lontano, per andare a partecipare alle operazioni di soccorso
alle vittime di catastrofi come quella del Messico, o, recentemente, in Armenia.
Desidero
congratularmi con ciascuno di voi per l’opera umanitaria da voi svolta giorno
dopo giorno e dirvi quanto essa venga apprezzata da tutti quelli cui andate
incontro, tutti quelli che aiutate in molte maniere.
2. Ed
eccovi a Roma per un breve soggiorno. Sarei lieto che scopriste, intorno al
centro illustre che sono le tombe degli apostoli, il vero senso di questo luogo:
uomini e donne di tutto il mondo che si ritrovano animati dalla stessa fede,
dalla sollecitudine di una unità da costruire sempre meglio, da una solidarietà
da vivere sempre più intensamente.
Il vostro
pellegrinaggio avviene a qualche settimana dalla Pasqua, culmine dell’anno
cristiano. Questa sosta sul vostro cammino vi sia occasione per la riflessione e
la preghiera per cogliere meglio la luce del Vangelo che rischiara ogni strada e
ogni azione fraterna!
Vi
propongo la meditazione di una parabola di Gesù che amo ricordare, quella del
“Buon Samaritano”. Voi sapete che quest’uomo, che va in aiuto di una vittima
abbandonata sul ciglio della strada, non è solo un esempio per noi, ma è anche
la figura stessa di Cristo, salvatore degli uomini!
3. Cari
amici, vi ringrazio di essere venuti a rendere visita al successore di Pietro
nel corso del vostro breve pellegrinaggio. Attraverso il vostro gruppo, offro i
miei fervidi voti agli ufficiali, ai sotto-ufficiali, ai pompieri, agli
anziani della compagnia e anche ai membri delle vostre famiglie. Sappiate
trovare nella vostra missione la gioia del servizio e la profonda soddisfazione
della più intensa solidarietà umana!
Su di voi
e i vostri compagni imploro di tutto cuore la benedizione di Dio.
© Copyright 1989 -
Libreria Editrice Vaticana
|