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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALL
INIZIO DELLINCONTRO CON I METROPOLITI
DEGLI STATI UNITI D
’AMERICA

Mercoledì, 8 marzo 1989

 

Cari fratelli nell’Episcopato.

1. Sono particolarmente felice di accogliere voi, Arcivescovi metropoliti degli Stati Uniti, e con voi i miei collaboratori nella Curia romana in occasione di questa speciale assemblea. Questo incontro storico che comincia oggi è una occasione per dare una espressione più chiara al legame di comunione ecclesiale e ministeriale che ci unisce. Noi già ci conosciamo, poiché una delle prime visite pastorali del mio pontificato fu negli Stati Uniti nel 1979. Durante tale visita ho potuto avere una conoscenza approfondita della Chiesa nella vostra Nazione: ebbi l’occasione di ascoltare e osservare, di parlare e pregare con il popolo dell’est e del centro. Nel 1983 siete venuti a Roma per la visita “ad limina” ed ho avuto l’opportunità di conoscere ancor più il vostro lavoro. Nel 1987 ho avuto il piacere di accogliere il vostro cordiale invito a recarmi per la seconda volta negli Stati Uniti, ponendo attenzione, in quella occasione, alle regioni del sud e dell’ovest. Finalmente, lo scorso anno, voi siete venuti di nuovo qui per le vostre visite “ad limina”, e in questa occasione abbiamo posto nuovamente l’attenzione sugli aspetti della nostra comune missione pastorale.

Come in parecchi momenti nel passato, ho avuto l’opportunità di esprimere la mia gratitudine per il modo con cui la Chiesa negli Stati Uniti, ed in particolare i suoi Pastori hanno accolto le mie visite e anche di dimostrare il mio apprezzamento per il vostro zelo pastorale quando vi ho incontrati individualmente. In questa occasione desidero ancora esprimere quegli stessi sentimenti.

2. Oggi, cari fratelli, mentre continuiamo assieme il nostro cammino di fede, do il mio benvenuto a voi che siete qui proprio in ragione dell’ufficio che occupate. Quali Arcivescovi metropoliti voi siete in una posizione sociale speciale per rappresentare e per esprimere le preoccupazioni delle Chiese particolari nella vostra Nazione.

Insieme ci siamo radunati per considerare i punti importanti riguardanti la vita ecclesiale negli Stati Uniti. Il nostro incontro è la continuazione di uno scambio, uno scambio veramente aperto, che mira a rafforzare la nostra collaborazione unitaria nel Vangelo. Noi facciamo questo, con una organica visione della nostra missione di Vescovi, una visione che “deve prendere in considerazione le perenni esigenze del Vangelo; deve pure esprimere le priorità indiscutibili della vita della Chiesa oggi, sia nelle sue necessità universali che nelle speciali esigenze della Chiesa negli Stati Uniti. Nello stesso tempo essa deve fedelmente rispecchiare l’invito del Concilio Vaticano II a riformare e a rinnovare” (Allocutio ad quosdam episcopos Foederatarum Civitatum Americae Septemtrionalis limina Apostolorum visitantes, 1, die 31 maii 1988: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XI, 2 [1988] 1969).

Al centro della nostra preoccupazione c’è l’“Evangelizzazione nel contesto della cultura e della società degli Stati Uniti con particolare attenzione al ruolo del Vescovo quale Maestro della Fede”. Fin dal primo momento, vorrei chiedervi di discutere l’urgente compito di evangelizzazione nella prospettiva del Vescovo quale maestro della fede. In questo preciso contesto voi siete invitati a riflettere sugli operatori, i metodi e i beneficiari della evangelizzazione. La vostra missione come autentici maestri della fede ha quale suo scopo l’edificazione del Corpo di Cristo. Voi, uniti con il Vescovo di Roma, siete le colonne su cui poggia il lavoro di evangelizzazione. La forza e la vitalità della Chiesa locale dipende in gran parte dalla fermezza della vostra fede, speranza e carità.

3. Quale Pastore della Chiesa universale, desidero incoraggiarvi nel vostro ministero. Sono pienamente cosciente delle sfide che affrontate nel portare il messaggio evangelico a un mondo che non sempre prontamente lo accetta. Il vostro popolo esperimenta le difficoltà di essere cristiani nel mondo d’oggi. E allo stesso tempo cerca la guida per seguire la strada segnata da Cristo. In questi giorni noi, insieme, cercheremo di rendere chiara la nostra visione di dove il Signore desidera condurre noi e il suo popolo alle soglie del terzo millennio del cristianesimo. Possiamo essere fiduciosi nella riuscita dei nostri sforzi perché sappiamo che il Signore della vigna è in mezzo a noi. Egli è colui che ci ha scelti come suoi servi per compiere la missione dell’evangelizzazione. Secondo le parole di san Paolo, noi siamo stati “scelti per il Vangelo di Dio . . . il Vangelo che riguarda Suo Figlio” (Rm 1, 1-3). Come tali, noi accettiamo la sua chiamata e lo facciamo gioiosamente. Ma non esitiamo a rivolgerci a lui nella preghiera per aver maggior forza e orientamento. Questo è il motivo per cui tutte le nostre discussioni saranno poste in un contesto di preghiera e culmineranno nella nostra celebrazione dell’Eucaristia, insieme, presso la tomba di san Pietro.

Camminiamo allora, invocando la potente intercessione di Maria Immacolata e confidando nella certezza che il Signore è pronto ad assisterci nei nostri compiti pastorali, perché egli ha mandato a noi il suo Spirito perché sia con noi e ci guidi in tutta verità e amore. Cari fratelli: nella potenza dello Spirito Santo continuiamo a fare ogni sforzo nel sostenere tutto il popolo cattolico degli Stati Uniti affinché proclami con la santità della vita che “Gesù Cristo è il Signore” (Ef 2, 11).

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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