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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD ALCUNE PERSONALITÀ AUSTRIACHE

Sabato, 18 marzo 1989

 

Gentili signore e signori!

In voi saluto un gruppo di personalità della vita politica dell’Austria, soprattutto dello Steiermark. La vostra visita a Roma nel periodo pre-pasquale non ha come mèta solo la sua storia e la straordinaria eredità culturale; secondo un vostro preciso desiderio deve essere una conferma del vostro legame di fedeltà con la Chiesa cristiana che nella città eterna ha il centro spirituale vitale. Per questo è stato vostro desiderio particolare riuscire ad inserire nel programma di visite anche un incontro con il Vescovo di Roma. Un caldo benvenuto a tutti voi.

Durante la settimana santa e a Pasqua la Chiesa festeggia e annuncia nella sua liturgia la verità centrale della nostra fede di cristiani: la morte del Salvatore e la sua Risurrezione. In stretto legame con l’evento pasquale è il compito di testimoniare ciò che è accaduto attraverso tutti i tempi dal Signore risorto agli apostoli e poi ai loro discepoli: “Siate miei testimoni”.

L’incontro odierno mi ricorda l’indimenticabile visita dello scorso anno nella vostra Patria. In questa occasione desidero richiamare questa verità centrale del compito dei cristiani nel mondo. Di ciò parlai nel mio discorso durante la Messa vespertina nel duomo di santo Stefano, a Vienna: “Testimoniare Cristo definisce l’intima essenza del nostro essere cristiani” (Allocutio Vindobanoe ad Christifideles in templo S. Stephani ad vesperos congregatos,, 5, die 23 iun. 1988: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XI, 2 [1988]).

Per quanto riguarda il compito dei cristiani nella società, l’ultimo Sinodo dei Vescovi sulla vocazione e missione dei laici ha così osservato: “L’armonia tra fede e vita deve contrassegnare le attività dei credenti nella vita pubblica, nella collaborazione alle istituzioni politiche e sociali come nella vita quotidiana. Soltanto così potrete portare lo spirito del Vangelo nelle strutture e nelle realtà del mondo” (Allocutio Vindobanoe ad Christifideles in templo S. Stephani ad vesperos congregatos, 5, die 23 iun. 1988: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XI, 2 [1988]).

Con le vostre responsabilità nella vita pubblica vi trovate costantemente in tensione fra gli ideali, i valori auspicabili, e le possibilità concrete, ciò che si realizza. Sappiate dunque che lo Stato, con le sue leggi ed altre misure, può influire positivamente sul pensiero e sul comportamento morale degli uomini e spesso può anche condizionarlo. Se voi, consapevoli della vostra responsabilità cristiana, vi impegnate per la tutela e la promozione dei valori e dei diritti fondamentali dell’uomo nella società moderna, non lo fate soltanto in omaggio ai principi morali della Chiesa, bensì voi tutelate e rafforzate allo stesso tempo le fondamenta morali elementari della società e dello Stato, che sole possono consentire una convivenza fra i cittadini che sia degna dell’uomo.

La missione della Chiesa è essenzialmente di natura religiosa. Come sottolinea il Concilio Vaticano II: “Proprio da questa missione religiosa scaturiscono dei compiti, della luce e delle forze, che possono contribuire a costruire e a consolidare la comunità degli uomini secondo la Legge divina” (Gaudium et Spes, 42). Possiate anche voi nello stesso modo ottenere questa luce e questa forza della vostra personale vocazione cristiana per il vostro impegno nello Stato e nella società, così come il coraggio per consolidare la comunità degli uomini secondo la legge divina.

Con l’augurio che il vostro soggiorno sia piacevole e fecondo, imparto a voi e ai vostri cari in Patria, perché possiate ricevere copiose grazie pasquali e una durevole protezione divina, la mia particolare benedizione apostolica.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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