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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE «FEDE E COSTITUZIONE»

Giovedì, 30 marzo 1989

 

Cari amici in Cristo.

Sono lieto di ricevervi, membri della commissione “Fede e Costituzione” del consiglio ecumenico delle Chiese, per esprimere una parola di incoraggiamento per il vostro lavoro. Il vostro è un impegno importante e delicato. É importante poiché cercate di servire quello che è l’obiettivo di ogni azione ecumenica, e cioè l’unità visibile di tutti i cristiani nell’unica fede e nell’unica comunione eucaristica. Ed è delicato poiché cercate di servire questo obiettivo all’interno di un contesto multilaterale, in un dialogo tra rappresentanti delle diverse Chiese e comunità ecclesiali. La Chiesa cattolica rinnova di continuo il suo impegno nel promuovere l’unità che Cristo stesso ha desiderato per i suoi discepoli (cf. Gv 17, 21).

Vi state attualmente preparando al prossimo incontro plenario della vostra commissione che si terrà a Budapest l’agosto prossimo. Là esaminerete molte attività, tra cui il progresso degli studi in atto. Oltre a “Battesimo, Eucaristia e Ministeri”, c’è uno studio sul tema “Per una espressione comune della fede apostolica nel mondo contemporaneo”, e un altro su “L’unità della Chiesa e il rinnovamento della comunità umana”. Si tratta di lavori importanti perché la mèta dell’unità tra i cristiani non si può conseguire senza un accordo sulla fede apostolica e sulla natura della Chiesa.

Possiamo considerare il vostro impegno pieno di dedizione come un tentativo di condurre i cristiani divisi più vicini alla visione dell’unità presentata da san Paolo: “Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti” (Ef 4, 4-6).

Prego che il vostro impegno sia pieno di frutti.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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