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VIAGGIO APOSTOLICO IN MADAGASCAR, LA RÉUNION,
ZAMBIA E MALAWI
CERIMONIA DI
BENVENUTO
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
Aeroporto
Internazionale
di Lusaka (Zambia) Martedì, 2 maggio 1989
Signor Presidente, distinti membri del governo dello Zambia, fratelli
Vescovi, fratelli e sorelle in Cristo, cari amici.
1. Grazie a Dio ho la gioia di essere qui in terra di Zambia e di salutare
ciascuno di voi; saluto che estendo a tutto il popolo dello Zambia. Vi ringrazio
per avermi ricevuto all’inizio della mia visita pastorale. Sento già
l’ospitalità per cui gli abitanti dello Zambia sono ben noti. E desidero che
sappiate che vengo fra voi come un amico, un amico dell’Africa, un amico dello
Zambia. Possano questi giorni della mia visita rafforzare i vincoli già forti
dell’amicizia fra noi.
Era molto tempo che desideravo venire nello Zambia! Ringrazio sua eccellenza
il Presidente Kaunda perché spesso mi ha rinnovato l’invito e sono felice perché
così posso contraccambiare le visite che ha fatto in Vaticano.
La mia profonda gratitudine è indirizzata anche ai Vescovi cattolici dello
Zambia che mi hanno invitato a rendere visita a loro e al loro popolo all’inizio
delle celebrazioni del centenario della Chiesa cattolica in questo Paese.
2. Lo Zambia è una nazione giovane con una popolazione giovane - una nazione
che venticinque anni fa conquistò la sua indipendenza in modo pacifico. Molti di
voi ricordano quei giorni storici del 1964. Giustamente avete tenuto alla vostra
indipendenza e libertà, impegnandovi nel grande compito di costruire una società
unita e armoniosa, una vera casa per tutto il suo popolo.
Desidero esprimere il mio incoraggiamento al governo e a tutti i cittadini
dello Zambia per lo sforzo che state facendo per rendere questa terra un luogo
di autentica libertà, fratellanza e solidarietà reciproca, una nazione in cui i
bambini possano crescere e vivere nella dignità e nella libertà degne dei figli
di Dio.
3. Venendo nel vostro Paese come successore dell’apostolo Pietro, considero
la mia visita come un momento di intensa comunione spirituale con la comunità
cattolica dello Zambia. Desidero pregare con i miei fratelli e sorelle nella
fede. Cercherò di confermarli nella nostra speranza nel Signore Gesù Cristo.
Cercherò di trasmettere loro il messaggio dell’amore infinito di Dio per essi e
per tutti senza distinzione.
Sono lieto che i Vescovi abbiano scelto come tema della celebrazione del
centenario della presenza della Chiesa in questo Paese: “Crescendo insieme in
Cristo nostra speranza, come autentici Cristiani Africani”. In questo modo la
celebrazione ci ricorderà il passato quando dovremo accumulare energie per il
futuro, un futuro all’insegna della speranza. Il centenario ci ricorda uno dei
primi missionari, famoso per la sua fede e per il suo zelo, padre Joseph Dupont,
e il suo compagno padre White che arrivarono qui nel 1891. La Chiesa rende
grazie a Dio per gli uomini e le donne che hanno prestato qui la loro opera fin
dall’inizio, rendendo testimonianza del messaggio d’amore e di riconciliazione
di Cristo. La vitalità della Chiesa dello Zambia di oggi attesta che essi erano
realmente seguaci di Dio e che attraverso le loro opere sono diventati il campo
di Dio, edificio di Dio (cf. 1 Cor 3, 9).
4. Saluto i capi e i rappresentanti delle altre Chiese cristiane e comunità
ecclesiali che sono generosamente venuti ad accogliermi. Sono venuto per riunire
tutti i cristiani a lodare Dio affinché la fede, la speranza e l’amore crescano
in molti cuori da quando la buona Novella fu proclamata per la prima volta.
Desidero celebrare con voi la fede comune che condividiamo nell’amore di Dio che
è stato riversato nei nostri cuori dallo Spirito Santo (cf. Rm 5, 5). Che
questo possa essere un periodo di apertura al mistero della volontà di Dio per
la Chiesa e per il popolo dello Zambia.
Ai seguaci delle altre tradizioni religiose e a tutti gli uomini di buona
volontà tendo la mano amichevole in segno di pace. Vi ringrazio tutti per
l’accoglienza.
5. Cari amici: all’inizio di questa visita pastorale ho pregato Dio affinché
i frutti siano abbondanti nello Zambia. So che gli avvenimenti degli ultimi anni
in questa regione, e gli avvenimenti mondiali che non vi hanno riguardato ma che
hanno afflitto tutte le nazioni in via di sviluppo hanno portato con sé
difficoltà sociali ed economiche. Siete chiamati a non perdere la fiducia negli
ideali che ispirano la vostra politica pubblica e che consistono nel riconoscere
l’uguale dignità di tutti gli esseri umani senza discriminazione di tribù,
razza, colore o credenza. Le difficoltà non devono portare ad un indebolimento
del vostro impegno per proteggere e promuovere tutti i diritti individuali.
Come Nazione guida dell’Africa, siete riusciti con fatica a costruire una
società di rapporti armonici fra la gente di ogni razza. Questo, e i vostri
continui sforzi di promuovere un dialogo costruttivo fra le parti interessate,
deve essere la vostra risposta all’inaccettabile sistema dell’apartheid. Il
razzismo è condannato ma non basta condannarlo. Vanno favorite le condizioni che
permettono di bandire la paura e di raggiungere la riconciliazione. E quando la
gente delle altre zone dell’Africa è costretta ad abbandonare la propria terra a
causa della fame o dei conflitti, siete chiamati ad un grande sforzo di
solidarietà verso tutti i rifugiati che busseranno alla vostra porta per avere
cibo e riparo. Mentre gli offrite generosamente ospitalità so che non sarete mai
lasciati soli nel vostro sforzo di prendervi cura di loro, e che la comunità
internazionale darà l’assistenza di cui hanno bisogno tutti coloro che soffrono.
6. Signor Presidente, cari amici: la Chiesa e lo Stato sono diversi per
natura e propositi, ma servono la stessa gente. Nel loro impegno a difendere la
dignità naturale di ciascun uomo, donna e bambino creati ad immagine di Dio, la
Chiesa e lo Stato nello Zambia avranno molto da condividere e dovranno
collaborare in modo efficace per il bene comune. Signor Presidente, sono
consapevole che in molte occasioni avete espresso pubblicamente il vostro
apprezzamento per il contributo della Chiesa in questo Paese grazie al quale gli
abitanti dello Zambia stanno facendo progressi, specialmente nel campo della
cultura, della salute e nello sviluppo umano. Questo, unito agli amichevoli
rapporti fra la sua Nazione e la Santa Sede è fonte di grande soddisfazione.
Oggi a Lusaka, ho espresso la mia gratitudine per l’andamento di questi
rapporti.
Signor Presidente, che Dio continui a benedire lei e i suoi collaboratori.
La mia preghiera oggi è quella che il Signore avrebbe scelto per lo Zambia,
cui promette con le parole del Salmo:
“Benedirò tutti i suoi raccolti, / sazierò di pane i suoi poveri. / Rivestirò
di salvezza i suoi sacerdoti, / esulteranno di gioia i suoi fedeli” (Sal
132 (131), 15-16).
Che Dio benedica sempre lo Zambia!
© Copyright 1989 - Libreria
Editrice Vaticana
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