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VIAGGIO APOSTOLICO IN MADAGASCAR, LA RÉUNION, ZAMBIA E MALAWI

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON L
E NUOVE GENERAZIONI NELL’«INDEPENDENCE STADIUM»

Lusaka (Zambia) - Mercoledì, 3 maggio 1989

 

Signor Presidente,
cari fratelli e sorelle in Cristo,
cari giovani dello Zambia, saluto tutti!

1. Sono molto contento di poter passare un po’ di tempo con voi nel vostro meraviglioso paese dello Zambia. Vi saluto con le parole di san Paolo: “Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo” (Fil 1, 2). Vengo qui oggi con speranza e gioia: con la speranza di condividere insieme con Gesù nostro fratello, e con la gioia che il suo Vangelo - la buona Novella - proclama a tutti gli uomini di buona volontà. La mia gioia fa eco a quella di san Paolo quando si rivolgeva ai cristiani di Filippi: “Ringrazio il mio Dio ogni volta che io mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera, a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del vangelo dal primo giorno fino al presente” (Fil 1, 3-5).

Il “primo giorno” in cui il messaggio del Vangelo fu portato in Zambia dai missionari cattolici era circa cent’anni fa. La preparazione per le celebrazioni del centenario è già iniziata. Se noi guardiamo indietro ai cent’anni passati, guardiamo però anche al futuro perché la Chiesa è un popolo pellegrino che cammina sempre verso l’incontro finale con Cristo.

Oggi ringrazio Dio per questa opportunità che mi dà di condividere con voi le vostre speranze e le vostre ansie. Ringrazio l’Arcivescovo Mutale e i rappresentanti dei giovani per le loro parole ispiratrici. Soprattutto, ringrazio Dio per la vostra vitalità e la vostra gioventù. “La giovinezza di per se stessa è una singolare e specifica ricchezza di ogni ragazzo e di ogni ragazza” (cf. Epistula apostolica ad iuvenes internationali vertente anno iuventuti dicato, 3, die 31 mar. 1985: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VIII, 1 [1985] 760). Ringrazio Dio per la vostra gioia nella vita, in un mondo che sperimenta così tanta tristezza e dolore. Vi ringrazio per la vostra accoglienza, che avete espresso con danze e canti: canti e movimenti che parlano dell’armonia del creato e della lode che volete offrire a colui che è la vita della vostra anima. Il vostro desiderio di celebrare con canti e danze oggi mostra il desiderio della Chiesa di celebrare e condividere il messaggio dell’amore di Cristo con il mondo intero.

2. Così come in molti paesi del mondo, voi, giovani dello Zambia, rappresentate la maggioranza della popolazione della Nazione. Veramente voi siete una Nazione giovane: una Nazione giovane con un enorme potenziale, non soltanto per le vostre risorse minerarie e agricole, ma specialmente e soprattutto per il vostro potenziale umano. Guardandovi dal mio posto, io vedo di fronte a me un tesoro di enorme valore. Vedo volti sorridenti e felici: vedo occhi che cercano ciò che di buono c’è negli altri; labbra che vogliono parlare della verità; braccia che sono pronte e desiderano costruire questo Paese e renderlo più forte e più bello per i vostri figli. Avete un enorme potenziale per fare del bene, per favorire la pace, l’armonia e la tolleranza, per migliorare le condizioni economiche e sociali di questo Paese. Giustamente volete sviluppare le opportunità di istruzione e di impiego. Chiedete di essere consigliati e di avere guide ispirate. Dovete ricordare, però, che i cambiamenti positivi e duraturi possono verificarsi solo se costruiti sulla onestà e sulla giustizia. Il vero progresso non va misurato da un più grande numero di automobili o radio, ma dal modo in cui il povero e il bisognoso sono trattati, dal modo in cui il Vangelo viene loro presentato.

Voi avete l’energia e la vitalità per fare tutto ciò e io sono cosciente dei vostri sforzi. Sono venuto per sostenervi ed incoraggiarvi. La Chiesa nel vostro Paese e nel mondo si impegna nell’unificazione dei popoli con differenti tradizioni, nel nome di Cristo. Per promuovere la pace nello Zambia sono al vostro fianco nella ricerca di un futuro più chiaro.

3. Voi possedete uno spirito generoso, entusiasta ed idealista tipico dei giovani, che appare evidente qui questa sera. Miei cari giovani fratelli: permettete a Gesù ed al suo messaggio di operare dei cambiamenti in voi. Gesù non vi offre “rapidi affari” o abiti vistosi. Per questa ragione il fascino del “sampos” e del “dilus” è illusorio. Fumare “daga” è una scappatoia. Gesù vi chiama per un autentico viaggio con lui, un viaggio nella fede, che richiede tutta la vostra generosità, il vostro entusiasmo e coraggio. Può essere una meravigliosa avventura. Ma Gesù conta su di voi; conta sul vostro aiuto per liberare il mondo dal peccato e dall’egoismo. Egli è la luce sicura in un mondo oscurato dall’evasione dalla realtà e dalla confusione dei valori. Egli, però, conta su di voi per riflettere questa luce nelle vostre vite. Non permettete che il vostro potenziale sia disperso. Cristo ha bisogno di tutto ciò che potete dargli.

Cristo ha bisogno che voi condividiate il dono della vostra giovinezza con coloro che sono anziani e sentono il peso degli anni. Ha bisogno che vi doniate ai poveri e condividiate la vostra cultura con gli analfabeti e con coloro che non possono frequentare la scuola. Per Cristo, ciò che voi avete non è importante, ma conta chi siete. Rallegratevi nel poter dare generosamente.

4. San Paolo ha detto una volta ai Colossesi: “Voi siete il popolo eletto di Dio, i suoi santi”. Oggi, miei giovani amici, rivolgo a voi queste parole. Voi siete il Popolo eletto di Dio. Egli vi ha scelto e “egli ama voi”. Egli desidera che voi usiate il vostro entusiasmo, e tutti i doni della vostra giovinezza. Perché? Perché egli vuole che voi siate i suoi santi. Questa è la vostra vocazione. È una chiamata per tutti i battezzati. È una chiamata per ognuno di voi.

Ognuno di noi può prontamente associarsi alla chiamata per migliorare le condizioni economiche e sociali; tutti noi comprendiamo la necessità di una maggiore giustizia, e possiamo essere facilmente trasportati dalle nostre emozioni per perseguire questi ideali. Ma Gesù ci chiama ad essere santi. Egli vuole che voi siate i suoi santi nello Zambia di oggi. Egli non chiama solo i Vescovi, i sacerdoti, le suore e i catechisti ad essere santi, - egli sta chiamando ognuno, tutti noi insieme.

5. Il tema del nostro incontro oggi è “Insieme in Cristo”. Cristo ci vuole vedere insieme ed essere insieme - come fratelli e sorelle in una fede, speranza e Battesimo. Per questa ragione san Paolo dice: “sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente” (Col 3, 13).

Come possiamo diventare santi se nelle nostre famiglie ci sono discussioni, al lavoro ci sono controversie, nei nostri rapporti ci sono difficoltà? Come possiamo diventare santi se non facciamo sì che questa sfida operi e migliori le condizioni per mezzo dei nostri onesti sforzi? Come possiamo diventare santi se non preghiamo e non sperimentiamo l’amore di Dio reso visibile in Cristo Gesù? La Chiesa ci invita a fare nostre le parole di san Paolo: “E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo” (Col 3, 15).

Noi siamo parte dello stesso Corpo di Cristo. Egli non è diviso o separato in alcun modo. Né noi dobbiamo esserlo. Cerchiamo di camminare insieme - insieme in Cristo - uniti nella fede, speranza ed amore. Non abbiate paura di portare Cristo ai vostri amici. Siate evangelizzatori come furono qui i primi missionari! A coloro che si sono allontanati ed hanno preso un’altra strada, dico: non abbiate paura di tornare indietro in unità con il gregge di Cristo. La vita di Cristo può essere vissuta pienamente solo all’interno della comunità della Chiesa, perché la Chiesa è la comunità della salvezza. È stato Cristo stesso a fondare la Chiesa, ed è nella Chiesa che noi scopriamo cosa significa vivere insieme in Cristo nostra speranza. È qui che noi apprendiamo la nostra vocazione alla santità e la nostra missione verso gli altri.

6. Miei cari giovani amici: voi siete coscienti della chiamata di Cristo ad ognuno di voi per condurre vite sante e rette. Lo Zambia di oggi ha bisogno di persone che rispondano a questa chiamata e che facciano fronte ai problemi moderni con coraggio cristiano. Dobbiamo stare in guardia contro l’egoismo che può facilmente erodere la generosità dei giovani. Ciò di cui lo Zambia di domani ha oggi bisogno sono valori veri: onestà, integrità, e sincerità. I veri valori vengono da Cristo, nostro maestro e sono sempre positivi. A questi valori dobbiamo aggiungere un ingrediente finale. San Paolo dice: “al di sopra di tutto poi vi sia la carità” (Col 3, 14). La carità è la chiave per la pace e la giustizia. Essa pone le basi per una vita migliore. Essa è anche la via per la santità. La carità è l’abito esteriore e la forza interiore del discepolo. E l’antidoto per l’egoismo.

Vi incito a ricercare Cristo e a seguirlo con tutto l’amore dei giovani cuori. Vi chiedo di riflettere il suo amore nei vostri rapporti, nel lavoro e nel tempo libero. La vita cristiana è esigente; essa comporta abnegazione di sé, spirito generoso, portare la croce ogni giorno alla sequela di colui che è morto per noi. Ma ricordatevi sempre che non camminate mai da soli! Cristo è il vostro fedele compagno.

Giovani dello Zambia: date le vostre vite a Cristo. Modellate la cultura e la società intorno a voi con il suo amore. Rallegratevi, perché Cristo vi ama. Rallegratevi della vostra giovinezza e non perdete mai la speranza.

Ricordate: noi siamo insieme in Cristo!

Dio benedica i ragazzi e le ragazze dello Zambia. Dio vi ama.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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