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VIAGGIO APOSTOLICO IN MADAGASCAR, LA RÉUNION, ZAMBIA E MALAWI

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON I RAPPRESENTANTI DEL LAICATO CATTOLICO

Lusaka (Zambia) - Mercoledì, 3 maggio 1989

 

Cari fratelli e sorelle.

1. Oggi saluto tutti voi con affetto in nostro Signore Gesù Cristo: “Moni Nonse”!

Sono veramente lieto di avere la possibilità di incontrarmi con voi, leaders laici cattolici dello Zambia, uomini e donne che rispondono “volentieri, con animo generoso e pronto cuore alla voce di Cristo . . . che li invita (ad associarsi) alla sua missione salvifica” (Apostolicam Actuositatem, 33).

La storia della Chiesa nello Zambia non è lunga, se paragonata con quella di antichi paesi cristiani, ma è una storia ricca della grazia di Dio. Vediamo i frutti di questa grazia innanzitutto nell’opera dei missionari, il cui amore per tutte le persone per amore di Dio, li ha portati a predicare il Vangelo ai vostri nonni e ai vostri genitori. Li vediamo anche nella ricca messe di fede fra voi, i laici dello Zambia, negli anni successivi all’arrivo dei primi missionari.

Visitando il vostro Paese ed incontrandomi con voi oggi, desidero manifestare il mio amore e la mia stima per ciascuno di voi e per tutto il popolo di questo Paese. Desidero inoltre confermarvi nella fede cattolica, ed incoraggiarvi con le parole di Cristo che abbiamo appena udito nel Vangelo: “Voi siete il sale della terra . . . Voi siete la luce del mondo . . . Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5, 13-16).

2. L’immagine del “sale” e della “luce” hanno un significato particolare per i laici, che sono attivamente impegnati nel mondo. Queste immagini devono ricordarvi che il vostro coinvolgimento e la vostra partecipazione nelle attività quotidiane della vita deve riflettere la chiamata che avete ricevuto da Dio. Come leggiamo nella prima lettera di san Pietro: “Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce” (1 Pt 2, 9).

Sorgente della chiamata cristiana a cui Pietro si riferisce è il sacramento del Battesimo. Grazie all’acqua e allo Spirito Santo, siete stati purificati dal peccato e avete potuto vivere una nuova vita, la vita di grazia. Come ho affermato nell’esortazione apostolica Christifideles Laici: “Non è esagerato dire che l’intera esistenza del fedele laico ha lo scopo di portarlo a conoscere la radicale novità cristiana che deriva dal Battesimo, sacramento della fede, perché possa viverne gli impegni secondo la vocazione ricevuta da Dio” (Christifideles Laici, 10). Nel Battesimo avete ricevuto una chiamata e siete stati consacrati, come Cristo, al servizio del piano di salvezza di Dio. Questa consacrazione viene intensificata nel sacramento della Confermazione ed è sostenuta dalla vostra partecipazione alla sacra Eucaristia.

Il Concilio Vaticano II parla della vocazione dei laici, che avete ricevuto con il Battesimo, come di una partecipazione alla triplice missione di Cristo quale sacerdote, profeta e re. Quali fedeli le cui azioni devono essere sante, voi siete sacerdoti che consacrate il mondo a Dio. Quali testimoni coraggiosi della fede e del messaggio evangelico in mezzo alle contraddizioni del mondo, voi siete un popolo profetico. Quali membri di Cristo e parti del Regno di Dio, voi siete un popolo di re che cerca di trasformare il mondo dal di dentro (cf. Lumen Gentium, 34-36). Questa, cari fratelli e sorelle, è la grande dignità e responsabilità che vi deriva dal Battesimo, dalla Confermazione e dall’Eucaristia.

3. So che voi, quali leaders laici dello Zambia, state cercando di approfondire la vostra comprensione della vocazione che avete ricevuto. So che desiderate mettere in pratica la vita di grazia, per diventare il “sale” e la “luce” del mondo. È grazie a questo che sono felice di vedere le numerose associazioni, movimenti e gruppi rappresentati qui oggi, come pure i singoli catechisti e leaders laici, il cui lavoro è tanto importante per la vitalità del laicato dello Zambia.

Vedo anche qui rappresentate molte parrocchie e stazioni rurali, che sono essenziali per offrire il ministero sacramentale e la formazione cristiana ai cattolici. Vi sono le piccole comunità cristiane, i cui membri si riuniscono per ascoltare la parola di Dio e vivono la vita di tutti i giorni in un’atmosfera di ospitalità cristiana e di condivisione personale. L’esperienza conferma che piccole comunità di questo tipo portano beneficio a tutto il Popolo di Dio quando sono fermamente unite al Vangelo, ai loro pastori, alla Chiesa universale e a tutti i loro fratelli e le loro sorelle della diocesi locale, e quando hanno un autentico spirito missionario (cf. Pauli VI, Evangelii Nuntiandi, 58).

Qualsiasi organizzazione o apostolato voi abbiate abbracciato come laici, vi incoraggio a continuare i vostri zelanti sforzi per sostenere tutti i battezzati nella loro missione sacerdotale, profetica e regale nello Zambia. I vostri sforzi saranno efficaci nella misura in cui lavorerete insieme in leale cooperazione fra di voi e con i vostri Vescovi.

Senza l’impegno personale e lo zelo di persone come voi, non sarebbe possibile una piena partecipazione dei laici alla missione della Chiesa. Perciò desidero ringraziarvi a nome di tutta la Chiesa per tutte le cose buone che voi e i vostri pastori state facendo qui, allo scopo di edificare il Corpo di Cristo e di proclamare il Regno di Dio in fedeltà alla vostra vocazione battesimale.

Desidero inoltre lodare i Vescovi, i sacerdoti e i religiosi, uomini e donne, che si sono dedicati così generosamente alla vostra formazione. Mi unisco a voi e li ringrazio per l’insegnamento e l’incoraggiamento che vi hanno dato, affinché possiate partecipare pienamente alla vita e alla missione della Chiesa. Vedo con fiducia il loro impegno ad aiutare tutti i fedeli laici dello Zambia a crescere nella vita spirituale, nell’amore per le Scritture e la dottrina cristiana, come pure nelle virtù umane che devono possedere tutti coloro che cercano di portare agli altri la Parola di Dio. Una formazione di questo tipo è di importanza fondamentale per il futuro dell’evangelizzazione nel vostro Paese.

4. La vocazione dei laici è una chiamata da parte di Dio a servire la Chiesa stando nel mondo. La vostra è quindi una vocazione particolare. Il mondo vi offre i mezzi per rispondere alla vostra chiamata cristiana perché tutta la creazione è destinata a glorificare Dio Padre in Cristo. In quanto partecipi della missione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, preparate l’avvento del Regno di Dio “trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” (Christifideles Laici, 40).

Per questo, cari fratelli e sorelle, voi date testimonianza della vocazione che avete ricevuto nel Battesimo e nella Confermazione quando, ispirati dal Vangelo, lavorate per una società più giusta, per la pace, per la dignità e i diritti di ogni persona umana, per la soluzione dei problemi sociali e per la difesa della vita. Non lo fate da soli, ma all’interno della comunità della Chiesa ed in cooperazione ecumenica con altri cristiani, e, per quanto è possibile, con i non cristiani e con tutti gli uomini di buona volontà.

Esistono due gruppi in particolare che oggi, nello Zambia, hanno bisogno di ascoltare la buona Novella di Cristo: le famiglie e i giovani. I cambiamenti sociali hanno avuto una ripercussione profonda sulla vita familiare nel vostro Paese, e so che il numero delle famiglie distrutte, delle ragazze madri e di famiglie con un solo genitore è in aumento oggi nello Zambia. In queste situazioni potete essere veramente “sale” e “luce”, innanzitutto con il vostro buon esempio di coniugi e di genitori cristiani, e in secondo luogo partecipando alla catechesi della vita familiare nella Chiesa. Tutta la comunità ha bisogno di sostegno nell’impegno di preparare le giovani coppie al matrimonio e aiutarle nella loro vita comune.

Attraverso di voi, la buona Novella di Cristo deve raggiungere anche i giovani del vostro Paese. Gli ideali giovanili sono talvolta dolorosamente provati dalle disfatte personali e dai problemi, soprattutto a causa della disoccupazione. L’educazione formale non sempre prepara i giovani alla vita nei villaggi in cui la maggior parte di loro si stabilirà. Alcuni hanno un atteggiamento di rifiuto nei confronti della società e sono ribelli verso i loro genitori e perfino verso la loro fede cristiana. Vi esorto, quali leaders laici dello Zambia, a cercare questi giovani uomini e donne e aiutarli a trovare il loro posto nella società e nella Chiesa. Talvolta solo voi siete in grado di raggiungerli e star loro vicini. Con il vostro aiuto i giovani potranno ascoltare la buona Novella che riguarda ogni aspetto della loro vita.

5. Abbiamo sottolineato l’importanza e la peculiarità della vostra vocazione cristiana di laici e laiche, ma dobbiamo anche riconoscere che la vocazione dei laici non può sussistere separata dalla vocazione al sacerdozio ministeriale. Anche se il numero delle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa è in aumento nello Zambia, i sacerdoti sono ancora troppo pochi per venire incontro a tutte le necessità del Popolo di Dio.

In unione col Vescovo, il sacerdote ordinato è il pastore che riunisce il gregge di Cristo e che ne ha cura attraverso il ministero della Parola e dei sacramenti. In questo modo il popolo di Dio è curato, rafforzato e nutrito. Come ci ricorda il Concilio Vaticano II, anche se diversi nella sostanza ma non nel grado, il sacerdozio ministeriale ed il sacerdozio di tutti i fedeli sono interdipendenti; ognuno a suo modo partecipa del sacerdozio di Cristo (cf. Lumen Gentium, 10).

Vi sollecito a continuare a lavorare e pregare affinché un numero maggiore di vostri figli ascolti e presti attenzione alla chiamata di Dio al sacerdozio o alla vita religiosa. Per poter fiorire, queste vocazioni particolari hanno anche bisogno del sostegno di una solida vita familiare. È il buon esempio e l’incoraggiamento che date ai vostri figli che porterà a far aumentare gli operai del raccolto del Signore.

6. Vi è un ultimo pensiero che voglio lasciarvi, e che è cruciale per il successo della vostra missione di membri laici della Chiesa. Io so che volete essere il “sale della terra” e la “luce del mondo”. So che desiderate che il vostro apostolato laico sia ricco di frutti. Ma ciò può avvenire soltanto in una viva unione con Gesù Cristo. Quali membri del suo Corpo, dovete trovare in lui la sorgente della vostra vita e l’obiettivo di tutte le vostre attività. È Cristo che servite, è Cristo che proclamate, è Cristo che siete chiamati a portare a tutti i popoli. Cari fratelli e sorelle: possiate crescere in santità per il potere dello Spirito di Cristo all’opera in mezzo a voi. Senza Cristo non potete far nulla (cf. Gv 15, 5). Con lui, la potenza di Dio può “fare molto di più di quanto possiamo domandare o pensare” (Ef 3, 20).

A voi e alle vostre famiglie, a tutti i laici che lavorano per la diffusione del Vangelo nello Zambia, imparto di cuore la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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