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VIAGGIO APOSTOLICO IN MADAGASCAR, LA RÉUNION, ZAMBIA E MALAWI

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto «Chileka» di Blantyre (Malawi)
Giovedì, 4 maggio 1989

 

Sua eccellenza Presidente Banda,
illustri membri del governo del Malawi,
fratelli Vescovi, fratelli e sorelle in Cristo,
cari amici, Moni Nonse!

1. Il mio primo pensiero giungendo in Malawi è di rendere grazie a Dio per il privilegio di visitare il vostro Paese. Gioisco nella divina Provvidenza che per la prima volta ha portato un Papa, il successore dell’apostolo Pietro, in questa parte dell’Africa.

Le sono grato, signor Presidente, per questa calorosa accoglienza. Il vostro gentile invito e quello dei Vescovi cattolici ha reso possibile la mia visita che aspettavo con gioia e speranza. Quest’anno il Malawi celebra il venticinquesimo anniversario dell’indipendenza. Considerando la storia del mondo, siete una giovane nazione. Per quanto riguarda la vostra esperienza personale, avete già lavorato duramente per consolidare quelle strutture di pace ed armonia che sono fondamentali per il vostro sviluppo e crescita. La mia permanenza tra di voi mi consente di condividere la vostra soddisfazione per i risultati ottenuti sinora.

2. La sfida per fare del Malawi una società unita, giusta e pacifica richiede i più grandi sforzi da parte di tutta la popolazione. Insieme voi dovete edificare il vostro destino comune. Vi siete orientati, con ampiezza di vedute, non soltanto verso il progresso economico, ma verso un autentico sviluppo umano, cioè verso uno sviluppo che risponda anche alle dimensioni culturali, morali e spirituali del popolo. Solo perseguendo questo obiettivo, a lungo termine, la gente può trovare la libertà per essere completamente se stessa, nella pienezza dei diritti e dei doveri verso la famiglia umana (cf. Sollicitudo Rei Socialis, 46). Vorrei incoraggiare, come un vero amico del Malawi, voi tutti - Presidente, governo e popolazione di questa bella Nazione - a perseverare con coraggio e dedizione nell’edificazione di una società degna dei più alti ideali.

3. Non mancano le difficoltà e alcune di esse sono il risultato di avvenimenti esterni ai vostri confini. Mi riferisco in particolare alle centinaia di migliaia di persone che hanno cercato rifugio nella vostra terra per sfuggire alla guerra civile nel vicino Mozambico. La comunità internazionale riconosce la vostra generosità nel nutrire e dare asilo a questi rifugiati, nonostante il grande sacrificio che grava sulle vostre risorse. La situazione si è aggravata ancor di più a causa della siccità dell’anno scorso e delle inondazioni dei mesi passati. In verità, avete agito secondo le vostre migliori tradizioni ed un vero spirito di condivisione. Rinnovo il mio appello alle altre nazioni e agli altri popoli perché vi assistano nel venire incontro alle necessità di coloro che stanno tanto soffrendo.

4. Il mio viaggio per giungere in Malawi è cominciato a Roma, la città degli apostoli Pietro e Paolo, che offrirono la loro vita come testimonianza della loro fede in nostro Signore Gesù Cristo. Come successore di Pietro nel ministero apostolico sono profondamente felice di questa visita alla comunità cattolica del Malawi. Sono felice d’incontrare i miei fratelli Vescovi, i sacerdoti, religiosi, uomini e donne e laici, cui sono unito da vincoli di grazia e amore nel grande mistero della Chiesa. È trascorso un secolo da quando i primi missionari cattolici giunsero in Malawi. Essi portarono il messaggio dell’amore di Dio che il Vangelo rende manifesto in Gesù Cristo ed è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo (cf. Rm 5, 5). La fede ha messo radici e sono felice di sapere che la Chiesa continua a dare un contributo sempre più grande alla società del Malawi. Con questa visita vorrei confermarvi, fratelli e sorelle in Cristo, nella fede che avete ricevuto e incoraggiarvi nel servizio saggio e amorevole verso il vostro Paese.

5. Il messaggio evangelico dell’amore e della solidarietà verso i vostri simili ha il valore di un appello universale. Il mio incoraggiamento è diretto anche ai cristiani delle altre comunità ecclesiali e delle altre Chiese, così come ai membri delle altre religioni, affinché uomini e donne di buona volontà si uniscano ovunque per lavorare per il bene dell’umanità. Esprimo questa speranza nella convinzione che il vero benessere dell’individuo e della società abbia una dimensione religiosa importante e ben definita. Dio ha dato talento ad ognuno per servire gli altri, perché siamo tutti figli di Dio, membri della sua famiglia (cf. Eb 3, 26).

6. Signor Presidente, cari amici: elevo oggi una speciale preghiera per il popolo del Malawi. Possa la vostra società, con l’aiuto di Dio, vivere in pace e in armonia, costruita su solide basi di giustizia e rispetto per la dignità e per i diritti di tutti. Possa la vostra terra dare ricchi raccolti che compensino le vostre fatiche, in modo che possiate godere dei frutti del vostro lavoro e condividere benefici materiali sempre maggiori. Possa la vostra fede in Dio e l’amore per il vostro prossimo crescere sempre di più, affinché voi e i vostri figli possiate godere sempre della benedizione divina.

A tutti coloro che hanno organizzato il mio viaggio, a tutti coloro che mi hanno accolto oggi e a tutti coloro che stanno ascoltando la mia voce, dico: “Zikomo Kwambiri”.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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