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VISITA PASTORALE ALLA DIOCESI DI GROSSETO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE AUTORITÀ E ALLA POPOLAZIONE DELLA CITTÀ

Grosseto - Domenica, 21 maggio 1989

 

Signor sindaco, onorevole rappresentante del governo italiano,
cari fratelli e sorelle.

1. Sono molto lieto di essere in mezzo a voi, in questa città di Grosseto, ricca di antiche e genuine tradizioni spirituali, storiche ed artistiche particolarmente significative.

Rivolgo il mio saluto e il mio affettuoso ringraziamento a tutti voi qui presenti, per la cordialità e l’entusiasmo dell’accoglienza, e saluto di cuore quanti, non potendo partecipare di persona, sono però ugualmente in ascolto.

Ringrazio il signor sindaco e il rappresentante del governo italiano, onorevole Mauro Bubbico, per le parole a me rivolte, con le quali hanno inteso interpretare i sentimenti dei fedeli e di tutta la cittadinanza. Desidero ringraziarli anche per il gentile invito a venire qui in visita apostolica in una circostanza tanto cara al cuore di tutti voi, e che vuole anche essere stimolo per l’avvenire.

2. In un’occasione come questa non posso fare a meno di andare indietro nel tempo, alla distanza di otto secoli e mezzo, per rievocare la visita di un mio predecessore, così strettamente legato alla vostra storia locale, È il Papa del Concilio Ecumenico Lateranense II, Innocenzo II, il quale, in viaggio dalla Francia verso Roma, accompagnato da due illustri santi, san Norberto e san Bernardo di Chiaravalle, fece tappa nella Grosseto medievale, che cinque anni dopo volle elevare al grado di Sede vescovile. Quel gesto del 1138 stimolò la crescita della vostra città: vi sorse una cattedrale, dedicata al martire romano san Lorenzo, e in seguito vi fu trasportata la venerata icona della Madonna delle Grazie; e divenne santuario mariano della diocesi.

Io son venuto qui, a conclusione delle solenni celebrazioni organizzate per l’anniversario di quell’evento storico, e per le feste quinquennali in onore della Madonna delle Grazie. Vengo come Pastore della Chiesa universale per partecipare vivamente alla vostra letizia di oggi; per confermarvi nella fede, che avete ricevuto fin dai primi secoli della diffusione del cristianesimo, e che non è mai venuta meno, nonostante i disagi sociali, familiari, individuali, vengo per esortarvi ad un rinnovato impegno religioso.

3. Desidero soprattutto dirvi che il Vangelo, che è annuncio di Gesù nato, morto e risorto per noi, è anche oggi, come in tutti i tempi, fattore insostituibile di elevazione umana e spirituale. E se voi vi inserirete più profondamente e coerentemente in questa inesauribile sorgente di vita interiore, sarete sempre in grado, come comunità e come individui, non solo di superare agevolmente le difficoltà dei mutamenti storici, ma trasformerete i periodi di crisi in punti di forza per rinascere in maniera sempre nuova e vera.

Dio, autore della natura, ha dotato la vostra zona di singolari bellezze e di rilevanti beni materiali. Fin da epoche molto antiche, come testimoniano i ritrovamenti archeologici, la vostra regione ha svolto un importante ruolo di prosperità e di civiltà. Poi sopravvenne una fase di devastazioni, di abbandono dei latifondi, di spopolamento, di ristagno delle acque. Ancora un ciclo di ripresa, con la bonifica idraulica delle paludi e con l’attività mineraria. Oggi pur godendo di un periodo di relativo benessere, non siete esenti da preoccupazioni per l’avvenire, perché, accanto alle sufficienti risorse economiche, ai nuovi ed originali rilanci imprenditoriali, alle numerose arterie di comunicazione, al commercio, vi sono anche difficoltà dovute alla disoccupazione e ad una non ancor equa distribuzione dei profitti.

4. A guardare al fondo delle cose, il problema è uno solo. Lo sviluppo autentico non si limita soltanto all’aspetto materiale, ma si estende alle varie esigenze di tutta la persona umana. Deve, dunque, essere anche morale e spirituale. Non vi può essere vero sviluppo dove esistono la dissociazione tra fede e vita, la disgregazione della famiglia e la soppressione della vita umana.

Cari fratelli e sorelle, il cristianesimo, che è portatore di alti valori spirituali, è arrivato qui, come dicevo, fin dai suoi primissimi tempi. Da allora la Chiesa, con i suoi pastori, vi è sempre stata vicina, condividendo con voi sofferenze, preoccupazioni e gioie, infondendo la speranza in nome di colui che è morto e risorto.

Anche oggi la Chiesa è vicina a ciascuno di voi per aiutarvi a camminare lungo le strade difficili della vita per raggiungere traguardi, che non sono illusori.

Nel momento di entrare in duomo e venerare l’antica icona della Vergine delle Grazie, vi assicuro che pregherò per voi tutti, per la vostra comunità, per le vostre famiglie, per i vostri anziani, sofferenti, ammalati, per i vostri giovani e i vostri bambini. Anzi pregheremo insieme perché la nostra fede sia sempre più fervida ed operosa, sull’esempio dei vostri padri, e perché, alla luce di questa fede, la vostra vita civica e sociale abbia una continua fioritura.

Vi benedico tutti di cuore.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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