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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELLA FONDAZIONE «INSIEME PER LA PACE»

Lunedì, 22 maggio 1989

 

Illustri membri della fondazione “Insieme per la pace”.

Nella vostra qualità di donne che occupate posti di rilievo nei vostri paesi ed in ambiti della vita internazionale, vi siete unite per sostenere la causa della pace e della mutua comprensione tra i popoli. Sono lieto di ricevervi in Vaticano questa mattina, nel corso del vostro seminario. Questi giorni a Roma possano rafforzare l’amicizia e la collaborazione già presenti tra voi, e confermarvi nel vostro impegno per le nobili mete della vostra fondazione.

Il vostro seminario ha per tema “Donne e solidarietà”, e mira ad una più profonda comprensione del ruolo delle donne nello sforzo mondiale di portare aiuto e incoraggiamento a coloro che soffrono o hanno bisogno del nostro aiuto. In un mondo che scopre ogni giorno più chiaramente l’interdipendenza di tutti gli uomini e le donne e di tutti i popoli e le nazioni, voi cercate di individuare il contributo specifico che le donne possono dare per un’era di pace autentica, basata sulla giustizia e il rispetto di ciascun individuo.

Come ben sapete, ogni sforzo per aiutare i nostri fratelli e sorelle nel bisogno deve nascere da un profondo desiderio di renderli capaci di realizzare tutto il loro potenziale umano, come individui e come membri della più ampia società. Questo desiderio, che è fondamentalmente religioso, e che ha la sua profonda origine nel cuore umano, è una espressione della comune umanità cui partecipiamo. Al di là di tutte le differenze di linguaggio, cultura e status economico, tutti noi siamo una cosa sola, membri di una stessa famiglia e responsabili gli uni degli altri. Quando viene dimenticata la nostra comune umanità, o la dignità di un solo essere umano viene violata, tutti noi ne soffriamo e ciascuno di noi è in qualche modo sminuito.

In questi giorni di studio e riflessione, possiate voi giungere a una più profonda comprensione della dimensione spirituale del lavoro da voi intrapreso. Proprio la parola “solidarietà”, che compare nel titolo del vostro seminario, indica una profonda verità spirituale, e cioè che tutti i contributi al miglioramento della vita dei popoli e delle società si radicano in una concezione che riconosce in ogni essere umano un fratello o una sorella e ci porta quindi ad assumerci la nostra responsabilità per il loro bene e per il bene di tutti (cf. Sollicitudo Rei Socialis, 38). In quanto donne, portate il vostro particolare dono, intuizione e preoccupazioni alla ricerca mondiale della pace. I popoli ovunque anelano a sperimentare una pace autentica e un reale compimento umano, e le molte donne, la cui generosità e dedizione voi rappresentate, hanno un ruolo essenziale da svolgere. Possano tutti i vostri sforzi nascere da un cuore in pace e da un generoso desiderio di condividere con gli altri i doni che voi stesse avete ricevuto.

La Chiesa cattolica apprezza grandemente quanto avete fatto e state facendo per i bisognosi. Vi ringrazio e invoco su di voi le benedizioni di colui che è “il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione” (2 Cor 1, 3).

L’amore di Dio vi accompagni sempre!

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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