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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA COMUNITÀ DELLA CITTÀ DEL VATICANO
A CHIUSURA DEL MESE MARIANO

Mercoledì, 31 maggio 1989

 

Sia lodato Gesù Cristo!

Concludiamo il mese di maggio, in questa ora notturna. Concludiamo il mese di Maria: una devozione speciale per lei, un affidamento speciale a lei. Concludiamo questo mese di preghiera, di intensa preghiera; preghiera di venerazione, di ringraziamento, di riparazione; preghiera di implorazione per tante intenzioni: personali, familiari, della società italiana, della nostra piccola società vaticana, del mondo; per la pace, per la giustizia, per tutto ciò che passa attraverso i nostri cuori, e che costituisce le nostre preoccupazioni, le nostre ansie e la nostra fiducia. Tutto questo cerchiamo di condividere con lei, con la Madre. È un atteggiamento normale. Oggi tutta questa preghiera si conclude in questo spazio, nello spazio del mese mariano. Ma non può concludersi mai. Si deve aprire di nuovo, perché dobbiamo sempre camminare insieme con lei, dobbiamo sempre guardare verso la sua santità materna, cercare sempre il suo aiuto materno, cercare noi stessi, cercare di risolvere i difficili problemi umani, della vita cristiana, della Chiesa, della società. Per risolverli, mettiamo tutti questi problemi nelle mani, possiamo dire: sotto il suo cuore materno.

Vi ringrazio, carissimi, per questa bella tradizione. Ringrazio i signori Cardinali, i Vescovi, i prelati della Curia. Ringrazio specialmente il Vicario generale della Città del Vaticano, di questa speciale comunità ecclesiale.

Trovandomi qui voglio anche chiedere a tutti i presenti uno speciale aiuto spirituale durante il pellegrinaggio che dovrò intraprendere domani mattina in paesi in cui mai, penso, un Papa è potuto andare. È la prima volta che mi reco in quei paesi nordici, scandinavi, tra quelle popolazioni che hanno una tradizione cristiana millenaria: all’inizio erano cattoliche, ma dopo la riforma si sono separate dalla comunione con Roma. Oggi, attraverso il movimento ecumenico, si cercano di nuovo contatti, avvicinamenti. Naturalmente sono stato invitato dalla piccole Chiese cattoliche, piccole comunità di tutti quei paesi, per essere loro ospite, per essere con loro. Ma nello stesso tempo voglio continuare anche il cammino ecumenico con i nostri fratelli e con le nostre sorelle dei paesi scandinavi e nordici.

Mi affido, qui, alle vostre preghiere e soprattutto mi affido alla preghiera della Madonna di Lourdes che ha la sua sede nei giardini vaticani. Non è la sua sede principale - quella è sempre a Lourdes -, ma è una sede privilegiata.

Infine voglio offrire a tutti una benedizione, chiedendo anche - se così posso dire - la vostra benedizione, per lo meno la benedizione intenzionale nelle vostre preghiere e nei vostri cuori.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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