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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI COMPONENTI DEL CORO «JUBILATE DEO»
DI WOERDEN NEI PAESI BASSI

Lunedì, 6 novembre 1989

 

Con grande gioia ed affetto saluto tutti voi, membri del coro “Jubilate Deo” di Woerden, nei Paesi Bassi. Siete venuti a Roma per dare lustro con il vostro bel canto liturgico alla celebrazione eucaristica in occasione dell’apertura dell’anno giubilare di san Willibrordo. Avete lodato e ringraziato Dio nella chiesa dei santi Michele e Magno, la chiesa nazionale dei frisoni; nella chiesa di santa Maria Maggiore, la più antica chiesa di Maria nell’Occidente; e nella chiesa di san Saba.

È veramente cosa buona rendere lode e grazie per le grandi opere di Dio, e, in particolare, per il mistero che è commemorato e ripresentato nell’Eucaristia. Il mistero cioè del Figlio di Dio, il nostro Signore Gesù Cristo, che per noi uomini e per la nostra salvezza è disceso dal cielo e si è incarnato; che patì sotto Ponzio Pilato e morì sulla Croce per liberarci dalle tenebre del peccato e della morte; che risuscitò da morte per farci figli della luce e della vita.

Per annunziare questo mistero di liberazione dalla morte e di risurrezione alla vita san Willibrordo lasciò nell’anno 690 il suo monastero in Irlanda e, attraversando il mare, si recò verso i Paesi Bassi allo sbocco del Reno. Là egli accese la luce della fede, che è rimasta accesa attraverso i secoli nella vostra Patria, ma adesso è minacciata dalla tentazione della secolarizzazione e dell’indifferenza.

Possa la commemorazione di san Willibrordo e dell’inizio della cristianizzazione nelle vostre regioni rafforzare la luce della fede, affinché essa sia trasmessa piena di splendore alle generazioni future. Vi auguro che possiate contribuire con i vostri canti ben curati ad elevare i cuori dei fedeli a Dio, nostro creatore e redentore. “Jubilate Deo”, esultate per il Signore. A questo fine vi imparto di cuore la benedizione apostolica.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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