DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II ALL'AMBASCIATORE DI FRANCIA PRESSO LA SANTA SEDE
Sabato, 25 novembre 1989
Signor ministro.
Al termine di questa visita pastorale a san Luigi dei Francesi, ringrazio
vostra eccellenza di aver raccolto qui le numerose personalità che ricoprono
delle responsabilità all’interno della comunità francese a Roma.
Mi fa piacere prendere contatto con la congregazione generale e la
delegazione dei “Pieux Etablissements” di Francia a Roma e a Loreto, nella loro
storica sede. Saluto questa fondazione di origini antiche e illustri, che svolge
la sua missione di sostenere attivamente la Chiesa nazionale e la comunità
sacerdotale di san Luigi, insieme con Trinità dei Monti e le altre chiese
francesi della città. Desidero aggiungere che sono lieto di aver incontrato,
nelle diverse sale di questa grande casa, i rappresentanti di numerosi gruppi
che mostrano la vitalità del centro parrocchiale di san Luigi.
Esprimo anche ai rappresentanti delle istituzioni culturali tutta la mia
stima per la loro attività, il loro spirito di collaborazione con gli atenei
pontifici, il loro lavoro che fa onore all’università del vostro Paese. Saluto
in particolare i membri della “Ecole française” di Roma, che ho avuto di recente
il piacere di ricevere in occasione del colloquio dedicato al Papa Pio XI.
Rivolgo i miei voti cordiali ai responsabili del “Lycée français” di Roma per
l’opera educativa da esso svolta con i numerosi allievi di diverse nazionalità.
Saluto i membri del consiglio superiore dei Francesi all’estero e dell’“Union
des Français” di Roma, così come diversi operatori economici. Attraverso loro,
rivolgo il mio saluto ai loro connazionali che vivono qui, per la loro vita
familiare e la loro attività professionale, con tutto ciò che possono portare le
ricchezze di questa città e gli scambi tra persone di numerose nazioni.
Lei ha riunito intorno a sé, signor ministro, i membri dell’ambasciata, che
sono lieto di incontrare. Ringrazio per la partecipazione sua eccellenza
l’ambasciatore di Francia in Italia, insieme con diversi collaboratori.
La cortesia della sua accoglienza, signor ambasciatore, manifesta ancora una
volta la qualità delle relazioni della Francia con la Santa Sede. Le sarò
obbligato di voler esprimere a sua eccellenza il signor Presidente della
Repubblica la mia gratitudine per il riguardo manifestato nei miei confronti dai
suoi rappresentanti, e soprattutto per il prezioso volume che mi è stato
offerto. Questa opera del grande Bossuet ha costituito ai suoi tempi un
significativo punto di riferimento nella riflessione sulla storia: attualmente,
come lei ha sottolineato, gli avvenimenti e l’occasione della fine del secondo
millennio ci invitano a continuarla sotto una luce nuova. La prego di comunicare
al capo di Stato e al governo francese i miei fervidi voti per la loro missione
al servizio del Paese.
Nell’accomiatarmi, le rinnovo l’espressione della mia simpatia e nella
preghiera affido le sue intenzioni al Signore.
© Copyright 1989 - Libreria
Editrice Vaticana
|