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VIAGGIO APOSTOLICO IN ESTREMO ORIENTE E A MAURITIUS

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON I DELEGATI NAZIONALI AL CONGRESSO EUCARISTICO
DI SEOUL NEL «SEJONG CULTURAL CENTER»

Seoul (Corea) - Domenica, 8 ottobre 1989

 

Eminenze,
eccellenze,
cari fratelli e sorelle.

1. È molto opportuno che ci incontriamo questo pomeriggio, mentre l’esperienza della celebrazione di chiusura del Congresso Eucaristico è ancora fresca nella nostra mente. La Messa di questa mattina è stata veramente una “statio orbis”, un’immensa riunione di pellegrini da tutto il mondo. Uniti attorno alla mensa del Signore, la nostra preghiera comune è stata un’espressione potente di quella comunione delle Chiese particolari in unione con il successore di Pietro, da cui e in cui l’unica Chiesa cattolica di Cristo ha la sua esistenza (cf. Lumen Gentium, 23). Composta da uomini e donne di tante razze e nazioni, essa ci ricorda in modo tangibile che Dio ha stabilito la sua Chiesa quale visibile sacramento dell’unità di tutta la razza umana (Lumen Gentium, 9).

Nel salutare tutti voi, che rappresentate l’immensa mole di lavoro, di pianificazione e di preghiera che ha fatto di questo Congresso Eucaristico un avvenimento tanto ispirato e memorabile, desidero esprimere il mio apprezzamento per tutto ciò che avete fatto per rendere questi giorni così ricchi di avvenimenti ecclesiali per tanta gente. Innanzitutto il mio ringraziamento va ai delegati, che sono giunti a Seoul da paesi e popolazioni sparsi su tutta la terra. La vostra unità nella preghiera e la vostra fratellanza dinanzi al Signore eucaristico sono state una potente testimonianza dell’universalità della chiamata di Cristo alla santità e all’appartenenza al suo Corpo mistico. Sono grato al Cardinale Opilio Rossi e ai membri del pontificio consiglio per i Congressi Eucaristici Internazionali, al Cardinale Kim e ai membri del comitato ospitante, e a tutti i volontari, il cui generoso servizio ha contribuito notevolmente all’organizzazione di questa grande assemblea. Un ringraziamento tutto particolare va a tutti i nostri fratelli e sorelle cristiani che hanno pregato con noi per l’unità della Chiesa, così come ai nostri fratelli e sorelle di altre tradizioni spirituali che hanno pregato per la vera pace nel mondo.

2. Cari amici: ogni Congresso Eucaristico ci offre l’opportunità di approfondire la nostra gratitudine a Dio per le molte grazie che ha concesso alla sua Chiesa. In Gesù Cristo ognuno di noi ha ricevuto una chiamata molto reale e personale a nascere a nuova vita, la vita della grazia. Attraverso il potere dello Spirito Santo, effuso su di noi nel Battesimo e nella Cresima, siamo stati fatti membri del corpo di Cristo, che è la Chiesa (cf. Ef 1, 22). Una volta incorporati nella Chiesa, siamo chiamati ad approfondire la nostra unione con Cristo: “da lui veniamo, per mezzo suo viviamo, a lui siamo diretti” (Lumen Gentium, 3).

La nostra gratitudine per i doni di Dio è perfettamente espressa nella celebrazione dell’Eucaristia. Consapevoli dei nostri peccati e della nostra indegnità, noi tuttavia ci rallegriamo nella grazia che ci ha resi figli di Dio e co-eredi con Cristo. Attraverso Cristo, con lui e in lui, ci è stato possibile offrire al Padre quel perfetto sacrificio di lode e di ringraziamento che è l’autodonazione di suo Figlio sull’altare della Croce. Quale nostro sommo sacerdote (cf. Eb 2, 17), il Signore risorto riunisce insieme la sua Chiesa in una liturgia eterna, per la gloria di Dio Padre e per la santificazione di tutta l’umanità (cf. Sacrosanctum Concilium, 7).

3. Mentre lasciamo Seoul, dopo aver partecipato a questo Congresso Eucaristico Internazionale, vorrei chiedervi di coltivare nei vostri cuori un profondo apprezzamento per i doni che Cristo continuamente concede alla sua Chiesa e in particolare per quel dono supremo che è l’Eucaristia. La nostra gratitudine per il sacramento dell’Eucaristia è intimamente legata al nostro riconoscimento del fatto che non vi è nulla che noi abbiamo che non abbiamo prima ricevuto da Dio, Padre di misericordia (cf. 2 Cor 1, 3). San Paolo introduce il racconto dell’ultima Cena con queste parole: “Io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso” (1 Cor 11, 23). L’Eucaristia, questo grande “mistero della fede” rimane innanzitutto e soprattutto un dono, qualcosa che abbiamo “ricevuto”. La Chiesa ha ricevuto l’Eucaristia da Cristo e nel celebrare questo sacramento essa rende grazie a Dio nostro Padre per tutto ciò che ci ha donato in Gesù suo Figlio.

Da parte nostra, dobbiamo ricevere questo dono come se fosse sempre nuovo ad ogni celebrazione dell’Eucaristia, e sforzarci di far sì che il suo potere divino pervada i nostri cuori. Questa, cari amici, è la sfida che avete dinanzi mentre lasciate Seoul e tornate alle vostre case, alle vostre famiglie, alle vostre comunità. Soltanto vivendo in comunione con “Cristo nostra Pace” in un atteggiamento di umiltà e di riverenza, sarete in grado di sperimentare il profondo potere spirituale dell’Eucaristia. Solo accogliendo il dono di Cristo con gratitudine per tutto ciò che egli ha fatto per noi, lo Spirito Santo farà sì che possiate adempiere alla vocazione che Dio vi ha data quali membri della Chiesa. Solo riconoscendo in Gesù e nel dono del suo sacrificio eucaristico la sorgente di quella verità che sola può rendervi liberi, i vostri cuori saranno purificati per rendere a Dio l’autentica adorazione e operare per la venuta del suo Regno di giustizia e di pace.

4. Rendiamo grazie per i molti doni che il Signore ha effuso su di noi in questi giorni, e per tutti quelli che continua a effondere sulla Chiesa. E preghiamo affinché questo quarantaquattresimo Congresso Eucaristico Internazionale possa rafforzare tutta la Chiesa nella sua testimonianza a Gesù Cristo, risorto dalla morte per la nostra salvezza. Dio assicuri che questi giorni di preghiera portino frutti di autentica conversione, di aumento di santità e di rinnovato impegno ad operare per l’unità e la pace di tutta l’umanità.

Vi ringrazio ancora una volta per tutto ciò che avete fatto per rendere queste giornate un vero successo. Continuiamo a vivere quella vita nuova che Cristo ci ha donato nel Battesimo e rinnova in noi ad ogni celebrazione dell’Eucaristia. Su tutti voi invoco la grazia di “Cristo nostra Pace”. A tutti imparto di cuore la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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