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VIAGGIO APOSTOLICO IN ESTREMO ORIENTE E A MAURITIUS

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto «Sir Seewoosagur Rangoolam» di Plaisance (Mauritius)
Sabato, 14 ottobre 1989

 

Signor primo ministro,
signor Cardinale,
Signori membri del governo,
caro popolo di Mauritius.

1. Sono molto felice di essere giunto nella vostra isola, la “Stella e la chiave del mare delle Indie”, che desideravo conoscere da tempo. Rendo grazie a Dio che mi dà oggi la grande gioia di essere tra voi.

Come sono solito fare quando metto piede su un territorio che visito per la prima volta, mi sono inginocchiato ed ho posato le mie labbra sul suolo del vostro Paese, in segno di rispetto per questa terra dove vivono gli uomini e le donne dell’“Arcobaleno mauriziano”: il mio gesto vorrebbe essere pari all’amore che voi nutrite per la vostra Patria.

Ringrazio vivamente lei, signor primo ministro, per le amabilissime parole che mi ha rivolto e sono molto sensibile alla cordialità della vostra accoglienza.

Con deferenza, saluto le personalità che sono venute ad incontrarmi; ed a tutti gli abitanti della Nazione, che esse rappresentano, manifesto la mia calorosa simpatia.

2. Come messaggero del Vangelo intraprendo questa visita ed auspico ardentemente che la mia venuta sia per tutti i Mauriziani, che stanno approfondendo la loro unità nazionale, una occasione per unirsi ancora di più, in uno stesso slancio, attorno ai valori cari ai cuori di tutti e di tutte: la giustizia, la fratellanza, la solidarietà e il reciproco rispetto.

3. Nel manifestarmi i sentimenti di tutta la famiglia mauriziana nel suo insieme, alcuni di voi mi hanno fatto conoscere, in vista di questo incontro, le gioie e le pene degli uomini e delle donne di questo Paese: sono qui per condividerle.

Tra gli altri motivi di soddisfazione, i Mauriziani sono felici dell’atmosfera di libertà che il regime democratico di questo Paese favorisce: libertà religiosa, libertà di coscienza e libertà di opinione. Sono ugualmente soddisfatti del fatto che, grazie ad un rapido sviluppo economico, non sono più angosciati dalla mancanza di lavoro e sono giunti vicino al traguardo della piena occupazione che favorisce la stabilità e la pace sociale.

Le iniziative in favore della formazione di famiglie solide, in un lodevole rispetto della vita, hanno dato a Mauritius un lustro internazionale nel campo della promozione familiare, vitale per il futuro.

Tutte queste gioie, frutto delle vostre fatiche, condivido con tutto il cuore.

Come molti paesi oggi, l’isola Mauritius ha la sua parte di difficoltà di ordine socio-economico, alcune delle quali dipendono dallo sviluppo industriale, ed ostacolano le aspirazioni del popolo mauriziano a vivere in profondità una vera fratellanza. Io auspico che tutti i Mauriziani si adoperino per superare gli ostacoli che si contrappongono a un progresso autenticamente umano, sia per aiutare i più svantaggiati che per reagire ai flagelli della nostra epoca, che mettono in discussione i valori morali e compromettono la dignità della persona, l’equità e la convivenza.

4. Per la sua posizione all’incrocio fra l’Oriente e l’Occidente, l’isola di Mauritius ha la vocazione di rappresentare la sintesi dei valori migliori dell’Est e dell’Ovest, con il coinvolgimento delle grandi religioni, i cui membri, in questo Paese, hanno fra loro relazioni cordiali. Formulo l’augurio che la vostra società non esiti a rigettare certi idoli come il materialismo o l’edonismo, e, al contrario, conservi l’apprezzamento per la forza morale che libera e rappacifica e continui a coltivare la tolleranza, la pazienza e la moderazione.

Sulla scia di ciò che è stato intrapreso e realizzato in passato, tutti i Mauriziani continuino a riconoscersi e ad accettarsi nelle loro culture, credenze, razze e lingue, per dare l’immagine di una società dalla pacifica convivenza, prefigurando in qualche modo, su diversa scala, una comunità internazionale che sia patria per tutti i popoli. A tal fine, Mauritius ha un suo ruolo da svolgere, in particolare sul piano regionale, come indicano le recenti decisioni della commissione dell’oceano Indiano. Essa è chiamata a contribuire al rafforzamento dei legami tra le isole di questa parte del mondo e a guardare con esse al di là, in modo che il dialogo Nord-Sud non sia prerogativa esclusiva dell’Europa.

5. Nel momento in cui comincio la mia visita pastorale presso i fedeli cattolici, vorrei congratularmi per la vitalità della Chiesa, per lo spirito di dialogo e per le iniziative sociali che camminano nella direzione del rispetto della persona umana.

Sono felice, cari fratelli e sorelle della Chiesa cattolica di venire a celebrare con voi la fede del nostro Battesimo ed esercitare proprio qui il mio ministero di successore di Pietro, rafforzando nei vostri cuori i doni preziosi che Dio ci ha elargito.

Auspico che la mia visita sia uno stimolo per la vostra vita ecclesiale e vi rinnovi nelle vostre responsabilità personali di cristiani verso il vostro beneamato Paese. Auspico allo stesso modo che essa vi incoraggi a vivere in modo più intenso la condivisione e la solidarietà tra le Chiese locali dell’oceano Indiano. Dopo tutto i missionari partiti da Mauritius per operare attraverso il mondo non sono forse testimoni del risveglio della diocesi di Port Louis verso le esigenze della Chiesa universale?

Signor primo ministro, io la ringrazio nuovamente per il suo cordiale messaggio di benvenuto. Le esprimo tutta la mia stima ed offro tutti i miei auguri per la cara nazione mauriziana così come per coloro che hanno la responsabilità del bene comune.

Possano i Mauriziani di tutte le confessioni e religioni rafforzare ancora la loro unità nazionale nel rispetto della loro ricca diversità, recare alla comunità internazionale nel suo insieme la loro nota caratteristica di tolleranza, di compassione, di libertà, di senso comunitario e di pace interiore!

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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