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PAROLE DI GIOVANNI PAOLO II
A NUMEROSI GRUPPI DI PELLEGRINI
CONVENUTI PER ALCUNE BEATIFICAZIONI

Aula Paolo VI - Lunedì, 23 ottobre 1989

 

Ai pellegrini tailandesi

Eminenza, fratelli e sorelle della Thailandia.

La beatificazione dei santi martiri tailandesi ci offre questa occasione di incontrarci per condividere la gioia che riempie il cuore di tutti i cattolici tailandesi nel veder proclamare solennemente beati Philip Siphong e i suoi compagni come fedeli testimoni di Cristo. Furono trovati degni di essere onorati tra gli uomini e le donne che hanno dato la più alta testimonianza di fede, l’offerta della loro vita!

La vostra presenza in questa città di Roma vi dà la possibilità di rinnovare la vostra fede personale presso la tomba dell’apostolo Pietro, cui il Signore ha affidato un servizio universale alla fede e all’unità di tutti i discepoli di Cristo. La fede in Cristo che Pietro manifestò a Cesarea di Filippi: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16, 16) è la stessa che confessarono i martiri tailandesi con il sacrificio della loro vita. È la stessa fede cui siamo tutti chiamati per mezzo della grazia del Battesimo e della Confermazione nello Spirito Santo. Sono certo che nella Basilica di san Pietro voi avete pregato perché il seme della fede così profondamente radicato nella vita dei vostri martiri fiorisca fino a una sempre più grande maturità in Cristo (cf. Ef 4, 13).

Ricordo che in occasione della mia visita nel vostro Paese nel 1984, parlando alla comunità cattolica riunita nello stadio nazionale, ho sottolineato il fatto che “sarete una piccola parte della popolazione del vostro Paese e un piccolo gregge di seguaci di Cristo, ma Cristo, il Buon Pastore, si prenderà cura di voi e vi proteggerà con un amore speciale” (Homilia Bancokii, ad Christifideles congregatos habita, 1, die 10 maii 1984: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VII, 1 [1984] 1356). Prego perché la Chiesa in Thailandia cresca ogni giorno in questa convinzione e perché l’amore del Buon Pastore vi sostenga nella gioiosa e attiva edificazione delle vostre famiglie e della vostra società nel bene e nel reciproco servizio. Non c’è modo migliore per onorare i vostri martiri che seguire il loro esempio di umile fede in Dio e obbedienza alla sua volontà che si manifesta nella vocazione cristiana.

Maria, madre della Chiesa, cui i cattolici tailandesi sono molto devoti, interceda per voi e vi guidi alla sequela di suo Figlio. Le preghiere e l’esempio del beato Philip, delle beate Agnes Phila e Lucy Khambang con le loro compagne siano una grande sorgente di forza spirituale per tutti voi.

Attraverso di voi invio il mio cordiale saluto alle vostre famiglie ed amici, e al meraviglioso popolo tailandese. Invocando su di voi la divina protezione, imparto di cuore la mia apostolica benedizione.

Alla famiglia paolina

1. Rivolgo ora il mio cordiale benvenuto a tutti i pellegrini di lingua italiana, che hanno partecipato alla beatificazione di don Timoteo Giaccardo.

Saluto in particolare il Vescovo di Alba, la diocesi di origine del beato Timoteo, monsignor Giulio Nicolini; inoltre il superiore generale della Società san Paolo, don Renato Perino, i superiori, i fratelli e le sorelle delle famiglie religiose fondate da don Giacomo Alberione. Un pensiero di benvenuto va poi a tutti i presenti: ai congiunti, agli amici, ai concittadini e fedeli del nuovo beato.

2. È davvero una singolare gioia poter incontrare riunite per una così bella circostanza, nel settantacinquesimo anniversario della fondazione della Società san Paolo, tutte le congregazioni fondate da don Alberione. E che famiglie religiose! occorre aggiungere. Quale fioritura di vocazioni la vostra, e quali ministeri ecclesiali, ispirati alle esigenze della vita moderna, voi tutti svolgete! Il vostro è un servizio al Vangelo costantemente attento alle istanze, alle rinnovate necessità, alle moderne opportunità per il cammino della Parola di Cristo. Il Signore ha benedetto le vostre comunità e le ha diffuse - com’era nel programma e nelle previsioni del fondatore - in tutto il mondo. Ha fatto di esse uno strumento vivo e significativo del cammino del Vangelo nel nostro tempo. Davvero don Alberione, ed il suo primo discepolo don Timoteo, hanno compreso e vissuto lo spirito apostolico di san Paolo, “strumento di elezione per portare il nome di Gesù dinanzi ai popoli” (cf. At 9, 15).

Il mio pensiero perciò si rivolge non solo ai sacerdoti e cooperatori della Società san Paolo, ma anche alle figlie di san Paolo; alle pie discepole del divin Maestro (che in questa occasione ringrazio per quanto esse fanno nel servizio dei telefoni della Città del Vaticano); alle suore di Gesù Buon Pastore; alle suore apostoline, dell’istituto Regina degli Apostoli; e anche ai quattro istituti secolari, ideati per estendere ancor più lo spirito della fondazione originaria.

Dalla prima, fondamentale ed ardita idea della Società di san Paolo è scaturita tale ricca ed articolata serie di comunità, tutte impegnate nel servizio dell’evangelizzazione mediante le comunicazioni sociali: le edizioni librarie, le pubblicazioni periodiche aggiornate secondo lo stile e la mentalità dell’epoca, le trasmissioni per via radio; e poi la tecnica delle immagini, fino a raggiungere, come è ovvio, i sistemi di comunicazione computerizzati e le vie di trasmissione per via satellite, in dimensione mondiale.

3. Il beato Timoteo Giaccardo fu - come disse il fondatore - “il cuore e l’anima” della nascente comunità. Egli incarnò l’ideale paolino nella sua integrità, e perciò dovrà essere tenuto da tutti voi ben presente, perché la fedeltà al vostro peculiare compito non venga mai meno, e l’ansia apostolica di Paolo di Tarso viva tra voi ed in voi nella sua integrità.

Il beato Timoteo si presenta ancor oggi, come “il maestro” - perché così lo avete sempre chiamato - delle vostre famiglie religiose. L’insegnamento puntuale che egli vi suggerisce può essere ben riassunto in questi tre principi:

- La coscienza viva della dignità della vocazione sacerdotale e della missione. Tale dignità si realizza nel sacramento e nell’amore. Ricordate la sua invocazione alla Vergine: “Maria, io ti amo con l’amore di Gesù Sacerdote . . . con l’amore di Gesù di cui tu mi hai rivestito, a cui mi hai incorporato, che effonde in me la sua vita eucaristica, da cui discende il mio sacerdozio”.

- Lo spirito ecclesiale di comunione nella missione di tutta la Chiesa. “Ti mando a Roma - gli disse don Alberione - per il tuo amore e per la tua fedeltà al Papa”. Ed il beato Giaccardo scriveva nel suo diario: “Io in casa non ebbi missioni di iniziative, ma di educare, piantare, intimizzare la nostra Società San Paolo sulla Chiesa di Roma e sulla roccia di Pietro, sull’apostolicità di Paolo”.

- La totale dedizione allo specifico ministero della congregazione: “L’apostolato delle edizioni deve illuminare tutti gli apostolati, tutti vivificarli, tutti abbracciarli, tutti esercitarli con i suoi apostoli. Questi devono essere la gloria di Gesù Cristo, via, verità e vita. come vive la Chiesa”.

Con questi ricordi, cari fratelli e sorelle, invoco per voi la protezione costante di Gesù maestro e pastore di tutta la Chiesa, e per l’intercessione di Paolo apostolo e del nuovo beato Timoteo Giaccardo imparto a voi qui presenti, alla cara diocesi di Alba ed a tutti i membri delle famiglie paoline, la benedizione apostolica.  

Alle figlie del Cuore di Gesù

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini francofoni presenti, in particolare a quelli della diocesi di Marsiglia, fedeli alla memoria di Marie Deluil-Martiny e che sono venuti ad accompagnare le figlie del Cuore di Gesù alla cerimonia di beatificazione.

La figura di Maria di Gesù merita di essere onorata e auspico che voi possiate meditare il messaggio delle sue caratteristiche spirituali e della fondazione del suo istituto religioso. L’attaccamento di Maria di Gesù all’Eucaristia è esemplare; ella ha compreso in profondità l’offerta che Cristo fa di sé al Padre per la salvezza del mondo.

I cristiani di tutte le generazioni sono chiamati ad entrare in comunione con Cristo nel suo atto redentore. Maria di Gesù mostra in modo mirabile il senso di una devozione eucaristica ben compresa, unendo all’adorazione l’azione di grazie, la supplica e l’offerta sincera della propria vita. La sua beatificazione attiri sempre più discepoli sulla strada indicata dal suo messaggio e dalla sua vita, nella consacrazione religiosa come anche nello stato laicale!

Invoco per tutti voi l’intercessione della beata Maria di Gesù e rinnovo volentieri la mia benedizione rivolta in modo particolare alle figlie del Cuore di Gesù e a tutti i loro amici.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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