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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI PELLEGRINI DEL SENEGAL

Castel Gandolfo - Lunedì, 4 settembre 1989

 

Cari fratelli e sorelle del Senegal.

Benvenuti in questo luogo dove vi ricevo con grande gioia in occasione del vostro pellegrinaggio in Terra santa e a Roma, guidati da monsignor Adrien Théodore Sarr, Vescovo di Kaolak e Presidente della Conferenza Episcopale del Senegal, che sono lieto di salutare.

Un saluto cordiale anche a sua eccellenza André Coulbary e ai membri dell’ambasciata del Senegal, che lo accompagnano.

Avete appena visitato il paese di Gesù e ne avete approfittato per approfondire il suo messaggio, scoprendo le località dove egli ha vissuto, pregato, predicato, guarito i malati, costituito i primi discepoli della sua Chiesa e dove è morto offrendo la sua vita per la salvezza del mondo. Vi siete recati alla sua tomba dove le donne sono state le prime testimoni della Risurrezione.

Ed eccovi ora a Roma, dove sono venuti gli apostoli Pietro e Paolo, dove hanno versato il loro sangue per il loro amatissimo Maestro.

Sulla tomba di Pietro, l’umile pescatore di Galilea, si innalza la grandiosa Basilica che è il centro di attrazione dove confluisce la folla incessante dei pellegrini, dei visitatori e dei turisti.

E presso la tomba di Pietro si trova la Sede del suo successore, il Papa. Con i Vescovi, successori degli apostoli, il Papa è alla guida della Chiesa fondata da Gesù Cristo.

Questa Chiesa è aperta a tutti. Quattro, lo sapete, sono le sue caratteristiche essenziali. Essa è una, vive della stessa fede e dello stesso culto reso a Dio. Essa è santa, per il suo Fondatore, per il dono del Battesimo che santifica tutti i suoi membri e li spinge sulla via del Vangelo che sono chiamati a percorrere fino alla perfezione con l’aiuto dello Spirito Santo: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5, 48). Essa è cattolica, perché è istituita a favore di tutti i popoli, per tutta l’umanità. Infine essa è apostolica, perché fondata sugli apostoli e retta dai loro successori, il Papa e i Vescovi uniti al Papa.

Auspico che il vostro pellegrinaggio a Roma rafforzi il vostro attaccamento e la vostra fedeltà alla Chiesa. Tornando in Senegal, continuerete ad edificarla, con i vostri pastori, dando ciascuno il proprio contributo personale, che è indispensabile. Soprattutto, continuerete a diffondere intorno a voi il messaggio di pace di Cristo, nel rispetto dell’identità religiosa delle persone con in cui vivete.

Nella vostra preghiera nella Basilica di san Pietro, non mancate di chiedere al grande Apostolo il dono della sua fede solida, lui che disse a Gesù: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6, 68).

Di tutto cuore vi benedico insieme alle vostre famiglie e i vostri amici del Senegal.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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