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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AD UN GRUPPO DI RELIGIOSI NON-CRISTIANI GIAPPONESI
Castel Gandolfo - Martedì, 5 settembre 1989
Carissimi e distinti leaders religiosi del Giappone, benvenuti a Roma!
Vi ringrazio per l’onore che mi avete fatto, venendomi a trovare dopo il
raduno di preghiera per la pace in Varsavia.
Alcuni di voi li ho incontrati otto anni fa a Tokyo; con altri, accogliendo
il mio invito di tre anni fa, abbiamo pregato insieme per la pace ad Assisi.
Così, mi ricordo bene del venerabile Etai Yamada che ho visto sia a Tokyo che
ad Assisi, e ammiro davvero la sua passione per la pace, con la quale anche
questa volta, all’età di novantacinque anni, ha guidato la delegazione
giapponese a Varsavia.
Voi tutti siete stati in Polonia, mia patria, dove avete commemorato,
attraverso la preghiera, il cinquantesimo anniversario dello scoppio della
seconda guerra mondiale che ha culminato con le bombe atomiche a Hiroshima e
Nagasaki. Siete anche particolarmente sensibili alla pace perché avuto questa
terribile esperienza.
“Ricordare il passato è impegnarsi per il futuro”, ho ripetuto nel mio
messaggio della pace a Hiroshima, che ho cominciato con queste parole: La guerra
è opera dell’uomo. La guerra è distruzione della vita umana. La guerra è morte.
Hiroshima e Nagasaki testimoniano perennemente questa verità.
Ho concluso il discorso con la preghiera che Dio ci desse la forza di
rispondere sempre all’odio con l’amore, all’ingiustizia con la dedizione alla
giustizia, al bisogno con la nostra condivisione, alla guerra con la pace.
Così, come la guerra viene concepita nel cuore umano, anche la pace deve
essere generata dal nostro cuore. Nell’incontro coi rappresentanti religiosi
giapponesi a Tokyo ho citato la frase del grande Saicho: “Dimenticare se stessi
e servire gli altri è l’apice dell’amore-compassione”. La legge di Cristo
pure si riassume nel comandamento dell’amore: Amare Dio con tutto il cuore e
amare il prossimo come se stessi.
Noi, uomini religiosi, desideriamo dare al mondo la testimonianza di
rispettarci ed amarci a vicenda e di pregare incessantemente per la pace del
mondo.
Con questo augurio porgo i miei cordialissimi saluti a ciascuno di voi e alle
vostre famiglie e istituzioni.
© Copyright 1989 - Libreria
Editrice Vaticana
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