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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI ALLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE
MISTA INTERNAZIONALE CATTOLICA-PENTECOSTALE

Castel Gandolfo - Venerdì, 8 settembre 1989

 

Cari amici.

Sono felice di incontrarvi, membri della commissione che vi avvicinate al termine della terza fase di un dialogo fruttuoso tra pentecostali e cattolici. Nel darvi il benvenuto oggi, esprimo la speranza che le vostre discussioni abbiano contribuito non solo alla crescita della mutua comprensione della nostra vita e delle nostre esperienze spirituali di cristiani, ma anche all’interiore conversione e cambiamento del cuore che sono così fondamentali per il movimento ecumenico (cf. Unitatis Redintegratio, 7-8).

Avete messo a fuoco diversi aspetti del tema della koinonia, della Chiesa come comunione. Lo studio di questo tema, che è stato approfondito ulteriormente al Sinodo straordinario dei Vescovi del 1985, è di grande importanza per la Chiesa cattolica. “Comunione” è realmente un’espressione dell’autocomprensione da parte della Chiesa cattolica di se stessa e della propria vita.

Tutti i cristiani sono convinti che è loro responsabilità esaminare con amore per la verità di Cristo le differenze che ci dividono e cercare il modo in cui, nonostante queste divisioni, noi possiamo dare una comune testimonianza al mondo. Cristo stesso ha pregato per l’unità dei suoi discepoli. Egli ha fatto al Padre questa preghiera per amore del Vangelo: “perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21). È perciò parte essenziale dell’impegno ecumenico crescere nella conoscenza della verità, abbattere le barriere dell’incomprensione e del pregiudizio, e crescere nell’amore gli uni per gli altri, così da poter annunciare più fedelmente Cristo a un mondo che ne ha tanto bisogno.

I cattolici e i pentecostali onorano la presenza dello Spirito Santo e i suoi doni spirituali. San Paolo ci esorta ad aspirare ai carismi più grandi (cf. 1 Cor 12, 31), e ricercare la carità più di ogni altra cosa (1 Cor 14, 1). Attraverso il dialogo cerchiamo quella carità che si compiace della verità e che tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (cf. 1 Cor 13, 6-7).

Vi assicuro le mie ferventi preghiere perché cresca la carità tra tutti coloro che lavorano per l’ecumenismo. Il vostro dialogo possa contribuire a una nuova comprensione tra i cattolici e i pentecostali, per amore del Vangelo di nostro Signore e salvatore Gesù Cristo.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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