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VISITA PASTORALE A PISA, VOLTERRA E LUCCA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA 46ª BRIGATA AEREA DELL’AERONAUTICA MILITARE ITALIANA

Pisa - Domenica, 24 settembre 1989

 

Signor generale,
ufficiali e sottufficiali,
carissimi avieri.

1. Sono lieto di incontrarmi con voi, al termine della mia visita a Pisa, sede di codesta gloriosa brigata aerea, che da quasi cinquant’anni sta operando al servizio della Patria in un crescendo di attività, che hanno come scopo la sicurezza del Paese e varie forme di soccorso in caso di pubbliche calamità.

Ringrazio il comandante per il gentile indirizzo di saluto, col quale ha voluto altresì presentarmi brevemente le finalità ed i compiti del reparto. Desidero congratularmi vivamente con tutti voi, suoi membri, per gli svariati e provvidenziali interventi che svolgete non solo in Italia, ma anche all’estero, laddove vi chiama il dramma dell’uomo sofferente o indifeso. Il pensiero va, in particolare, agli aviatori caduti a Kindu, nel 1961, durante una missione di pace. Con commozione ho sostato poco fa a pregare per loro nella cappella che ne ricorda il sacrificio.

Vedo in voi, nella vostra disciplina, nella vostra preparazione, nel vostro coraggio e nella vostra generosità a servizio del prossimo, una peculiare manifestazione di quelle alte qualità morali che fanno la grandezza dell’uomo.

2. La vostra stessa specialità - il volo - invita al pensiero delle cose alte e celesti, cose ardue, perché richiedono uno sforzo di ascensione, ostacolato dalla pesantezza del corpo; e come le alte cime della perfezione morale richiedono, per essere conseguite, un lungo esercizio ascetico, così le vostre audaci e rapide imprese aviatorie, che vi rendono padroni dei cieli e degli spazi, sono rese possibili solo al prezzo di un’analoga intensa e coscienziosa disciplina, legata al possesso di virtù quali il senso del dovere, il sacrificio, l’obbedienza, la solidarietà umana, la semplicità di vita, che sono pure necessarie per le ascensioni dello spirito. La vostra professione vi dispone, pertanto, alla comprensione e all’apprezzamento di quei valori che sono propri dell’ideale cristiano, il quale non nega, ma purifica, convalida ed innalza gli slanci più generosi, più nobili ed onesti del cuore umano alla ricerca del bene e della giustizia.

La vostra professione aviatoria è simbolo ed espressione del bisogno proprio dello spirito umano di spaziare e di dominare al di sopra delle realtà terrene e materiali alla conquista dell’infinito, di quel Dio che la tradizione religiosa dell’umanità e la stessa Sacra Scrittura collegano col simbolo del “cielo”.

3. Vi esorto, quindi, a proseguire con generosa apertura d’animo nell’adempimento del vostro dovere. Coloro tra voi che fanno esplicita professione di fede cristiana, si sentano tenuti ad offrire un’esemplare testimonianza, nei confronti dei commilitoni, per quanto attiene all’assolvimento fedele degli incarichi o delle missioni loro affidate. Chi non partecipa della vostra fede deve essere indotto dal vostro stesso comportamento ad interrogarsi sulla sorgente del vostro entusiasmo e del vostro spirito di sacrificio. Il cristianesimo è e resta sempre una grande scuola di umanità, anche se a ciò non si limita, giacché eleva l’uomo oltre se stesso, alla dignità di figlio di Dio.

Con questi pensieri vi imparto la mia benedizione, che volentieri estendo a tutte le persone care.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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