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CONGEDO DALLA COMUNITÀ
DI CASTEL GANDOLFO
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II
Palazzo Pontificio - Martedì, 26
settembre 1989
Signor sindaco, signori della giunta comunale!
Questo incontro di commiato alla fine della mia permanenza a Castel Gandolfo
è una bella consuetudine, la quale consente a me e a voi di manifestare
reciproca stima, deferenza ed affetto. Sentimenti, questi che provo anche verso
l’intera popolazione di Castel Gandolfo.
Nel dirle, signor sindaco, il mio compiacimento per l’indirizzo di saluto,
con il quale ella ha inteso farsi espressione dei sentimenti dei suoi
collaboratori e concittadini, desidero ringraziare tutti per la cordiale
accoglienza. Essa mi ha confermato che la vostra ospitalità è offerta non ad una
persona estranea, ma a una persona amica, che è partecipe della vita e dei
problemi di questa diletta città.
Egregi signori, a voi, che siete responsabili di questa amministrazione,
rivolgo l’esortazione a continuare nell’espletamento del vostro compito,
ispirandovi ai principi cristiani della dignità della persona umana. In tal
modo, nel promuovere il progresso sociale e civile di Castel Gandolfo non
sottovaluterete l’azione che incrementa il retto e doveroso sviluppo morale.
Infatti la crescita etica è ben ordinata quando si ispira al disegno che Dio ha
iscritto nel cuore di ogni persona ed ha rivelato nel vero, grande amore del
Redentore.
A testimonianza della mia particolare benevolenza e con i voti cordiali di
una vita serena ed operosa, vi imparto la benedizione apostolica.
Ed ecco il testo del discorso rivolto dal Santo Padre a Dirigenti,
Ufficiali, Funzionari ed Agenti delle Forze dell’ordine.
Cari agenti della pubblica sicurezza, della polizia stradale, e dell’arma dei
carabinieri.
Come è ormai consuetudine, anche quest’anno, prima di lasciare questa amena
cittadina di Castel Gandolfo, non posso non esprimere a tutti voi la mia
gratitudine per il vostro prezioso servizio, col quale mi avete accompagnato ed
assistito negli incontri con i numerosi gruppi di pellegrini e di visitatori,
nelle quotidiane attività pastorali, nei viaggi e negli spostamenti per
l’udienza generale del mercoledì.
Vi ringrazio per la dedizione e la premura con cui avete curato il buon
andamento delle udienze e delle manifestazioni religiose. Il vostro impegno ha
fatto sì che tutto fosse in ordine, e regnasse una atmosfera di serenità, di
tranquillità e di sicurezza, che dispone gli animi alla riflessione e
all’ascolto delle verità che il Papa, quale successore di Pietro sente di dover
annunciare agli uomini di buona volontà nel nome di Cristo.
Chiedo al Signore ed alla “Virgo Fidelis”, protettrice delle forze
dell’ordine, che il vostro lavoro diligente, puntuale e coraggioso vi sia
ricompensato non solo dalla giustizia umana, ma anche dalla bontà divina, con
quella abbondanza di grazie che solo Dio può concedere a coloro che lo servono
nei fratelli.
Ancora grazie vivissime! Scenda la mia affettuosa benedizione su di voi, sui
vostri familiari, i vostri colleghi, i vostri superiori e su tutte le persone
care.
© Copyright 1989 - Libreria
Editrice Vaticana
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