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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II IN RICORDO DEI SOMMI PONTEFICI DEFUNTI PAOLO VI E GIOVANNI
PAOLO I
Giovedì, 28 settembre 1989
La celebrazione anniversaria in suffragio dei Pontefici Paolo VI e Giovanni
Paolo I ci riconduce qui, presso la loro tomba e presso il sepolcro
dell’apostolo Pietro, per una comune preghiera nel ricordo del loro generoso
servizio ecclesiale e della loro testimonianza di totale dedizione a Dio e ai
fratelli. Non possiamo compiere questo atto di cristiana pietà senza fermarci,
almeno per un istante, a riflettere sulla eredità spirituale che questi due
Pontefici hanno lasciato a tutta la Chiesa.
È a tutti nota la multiforme ricchezza del pontificato di Paolo VI, il Papa
che portò avanti coraggiosamente e felicemente concluse il Concilio Vaticano II,
avviato non senza un’ispirazione dall’Alto dal predecessore, Giovanni XXIII.
Egli conobbe profondamente e seguì con assidua attenzione le trasformazioni del
mondo moderno, nel costante assillo di raccoglierne gli aspetti positivi, di
correggerne le devianze, di orientarne gli sviluppi verso mete di autentico
progresso. Soprattutto, egli si dedicò con appassionato trasporto a scandagliare
il mistero umano-divino della Chiesa al quale dedicò la sua prima enciclica e
sul quale volle si concentrasse con impegno preferenziale l’attenzione del
Concilio. Egli operò, altresì, instancabilmente per la pace, ricordando a tutti
con chiarezza, fin dal messaggio istitutivo dell’annuale Giornata Mondiale, che
“di pace non si può legittimamente parlare, ove della pace non si riconoscano e
non si rispettino i solidi fondamenti”.
Il Papa Giovanni Paolo I, nel suo breve pontificato, lasciò alla Chiesa un
messaggio la cui eco continua a risuonare insistentemente nell’animo dei fedeli.
Egli insegnò con incisiva chiarezza il valore fondamentale delle virtù teologali
della fede, della speranza e della carità, ravvivando nelle coscienze la
consapevolezza del ruolo che tali virtù svolgono nella vita soprannaturale; ed
inoltre indicò ciò che la catechesi deve essere nel cammino della Chiesa dei
nostri tempi, ricordando a tutti che in essa si fonda e si realizza
l’insostituibile e fondamentale compito di ogni apostolo del Signore.
Noi invochiamo da Dio la pace ed il premio eterno per questi due suoi servi
fedeli, che gli hanno reso una luminosa testimonianza davanti al mondo
contemporaneo. Al tempo stesso, ad essi chiediamo di intercedere per la Chiesa,
che tanto hanno amato e per la quale si sono generosamente spesi fino
all’estremo respiro. Per parte nostra, ci impegniamo a mantener viva nei nostri
cuori la loro immagine, e a raccogliere dall’esempio della loro vita e dalla
ricchezza del loro messaggio indicazioni preziose per una più coerente ed
incisiva presenza apostolica nel mondo.
© Copyright 1989 - Libreria
Editrice Vaticana
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