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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AD UN PELLEGRINAGGIO DI STUDENTI FIAMMINGHI
Sabato Santo, 14 aprile 1990
Grande è la mia gioia che il Collegio Sant’Uberto di Neerpelt abbia
organizzato anche quest’anno il tradizionale pellegrinaggio pasquale dei giovani
fiamminghi, studenti di istituti scolastici del Belgio, e che mi sia possibile
riceverli in un’udienza particolare.
Ogni anno tale incontro che si rinnova il Sabato Santo, è come un epilogo
della Giornata Mondiale della Gioventù, che anche quest’anno ho potuto celebrare
in Piazza San Pietro, domenica scorsa, con numerosi giovani provenienti da molti
paesi per la Domenica delle Palme. La folla di giovani ci ha ricordato i molti
“Pueri Hebraeorum” che hanno applaudito Gesù al suo ingresso festoso in
Gerusalemme: “Benedetto Colui che viene nel nome del Signore” (Mt 21, 9).
Davvero Gesù è venuto nel nome di Dio: “Pur essendo di natura divina . . .
spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli
uomini . . . umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte” (Fil 2, 6-8).
Il Figlio unigenito di Dio è nato e morto quaggiù sulla terra, proprio come ogni
uomo, come ognuno di voi è nato ed una volta morirà. Mediante l’incarnazione del
suo Figlio, Dio ha voluto rivelare all’uomo perché è nato e deve morire, da dove
viene e dove va, qual è il senso della sua esistenza terrena. Creato da Dio per
amore, destinato a vivere sulla terra nell’amore al fine di essere assunto poi
per l’eternità nella vita di amore delle Persone divine, nella Santissima
Trinità. Da questa rivelazione l’uomo deve progettare e realizzare il suo
programma di vita, e anche ognuno di voi, cari giovani, sulla soglia della
propria vita di adulto, deve ispirarsi a questa verità.
Ardentemente vi esorto a fare della vostra vita una vita di amore, di impegno
per il prossimo, in particolare per i fratelli più piccoli di Cristo: i poveri,
gli oppressi, i non ancora nati, gli anziani; di impegno specialmente per il
rispetto della vita dal primo all’ultimo momento. In tal modo la vostra vita si
svilupperà nel segno della risurrezione del Signore, della vera gioia pasquale.
Questa gioia vi auguro, mentre di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.
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Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana
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