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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI ALL’ASSEMBLEA PLENARIA
DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTER-RELIGIOSO

Giovedì, 26 aprile 1990

 

Vostre Eminenze,
Cari fratelli vescovi,
Cari fratelli e sorelle in Cristo.

1. Porgo un caloroso benvenuto ai partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per il dialogo inter-religioso. Quest’anno state tenendo i vostri dibattiti in un momento particolarmente significativo nella storia di questo Consiglio. State celebrando un doppio anniversario: il venticinquesimo anniversario della pubblicazione della dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra aetate e anche la creazione di quello che allora era conosciuto come il Segretariato per i non cristiani. Mi rallegro con voi e prego lo Spirito Santo che ha guidato la Chiesa nell’impegno sempre più profondo per il dialogo e la cooperazione con tutti coloro che adorano Dio. Allo stesso tempo, questa non è soltanto un’occasione per ricordare la vostra storia e per riflettere su tutto quello che ha avuto luogo nel mondo negli ultimi venticinque anni, ma in modo ancora più importante, per guardare nuovamente al futuro. Perché questa è la vostra prima Assemblea plenaria dalla pubblicazione della Pastor bonus, attraverso cui il vostro Consiglio non solo ha ricevuto un nome nuovo, ma anche un mandato rinnovato.

Permettetemi di richiamare la vostra attenzione su un passo rilevante di quel documento (art. 160): “Il Consiglio si adopera affinché si svolga in modo adeguato il dialogo con i seguaci di altre religioni, e favorisce diverse forme di rapporto con loro; promuove opportuni studi e convegni perché ne risultino la reciproca conoscenza e stima e perché, mediante un lavoro comune, siano promossi la dignità dell’uomo e i suoi valori spirituali e morali; provvedere alla formazione di coloro che si dedicano a questo tipo di dialogo” (Giovanni Paolo II, Pastor bonus, 160).

2. Uno sguardo al mondo intorno a noi mostra che il vostro compito non ha perso nulla della sua importanza con il passare degli anni, ma che esso è ancora più importante di prima. Oggi, in ogni parte del mondo sorgono questioni che coinvolgono le relazioni tra credenti di religioni differenti. Nella nostra epoca le persone sono molto più mobili che non prima. Lasciano i villaggi e le città natie e viaggiano verso nuovi luoghi, per motivi d’educazione o di lavoro o, in molti casi, per cercare la liberazione dalla paura, dalla fame o dalla repressione. Popoli che precedentemente non hanno mai incontrato o conosciuto un altro popolo devono scoprire ora come costruire una vita pacifica e armoniosa in quelle società che, per razza, etnia, lingua e religione, sono pluralistiche nella loro composizione. La sfida che non soltanto i cristiani ma i popoli di tutte le religioni devono fronteggiare è come imparare a conoscere le altre fedi e le altre pratiche religiose, come risolvere pacificamente i conflitti, come costruire stima e rispetto tra coloro i cui modi e valori sono differenti.

La diffusione dei mezzi di comunicazione è un altro fattore che sollecita a una maggiore attenzione al dialogo. Un conflitto in una parte del mondo ha immediate ripercussioni ovunque. Cristiani e altri sono chiamati a contribuire al raggiungimento di soluzioni giuste e pacifiche. Perciò, la necessità di accurate informazioni e di più approfonditi studi sulle altre religioni forma una parte dell’impegno dei cristiani nel mondo odierno. Inoltre, quando riflettiamo sulla missione della Chiesa nel far sì che il nome di Dio e il suo volere siano conosciuti, amati e vissuti in ogni parte del mondo, un mondo in cui Dio è troppo spesso negato, ignorato, o reso estraneo, noi cristiani ci accorgiamo che non siamo soli di fronte a questo compito. Vi sono altre professioni religiose che, a loro modo e secondo le loro convinzioni, credono in Dio e lo pregano, si rivolgono a lui per la guida e il conforto, provano a vivere secondo la sua volontà, e costruiscono società secondo i valori che egli insegna. Così, noi reputiamo grande ciò che ci spinge ad avvicinarci ai credenti di altre religioni come compagni nel dibattito e nella collaborazione.

3. Riflettendo sul mandato dato al vostro Consiglio venticinque anni fa e rinnovato recentemente nella Pastor bonus, possiamo proclamare la priorità enunciata in quel documento, ossia: “promuovere studi e convegni”. L’opera centrale della vostra Assemblea plenaria corrente è lo studio delle relazioni tra il dialogo con le persone di altre religioni e l’incarico affidato da Cristo stesso di proclamare la buona novella delle azioni salvifiche del Padre. Tramite la pubblicazione di tali studi, in collaborazione con altri dipartimenti della Santa Sede e con le Conferenze episcopali in ogni parte del mondo, e arricchiti anche del contributo di molti teologi ed esperti, voi offrite un valido servizio all’intera Chiesa.

Maggiori indagini devono essere ancora fatte riguardo il rapporto tra la Chiesa e le altre religioni. Il problema di come Dio compie la salvezza di tutti coloro che lo invocano attraverso l’unica mediazione di Cristo è quello che richiede la continua attenzione della Chiesa: così l’opera dello spirito di Cristo nei membri delle altre religioni. Vi sono anche questioni teologiche e pastorali che riguardano la preghiera e l’adorazione tra i seguaci di altre religioni. Vi incoraggio nella vostra riflessione su questi temi e nei vostri sforzi per favorire studi più approfonditi su di essi negli istituti di formazione teologica.

4. Il Consiglio, comunque, non riguarda soltanto la ricerca teologica. Esso deve essere il braccio della Chiesa, e come tale, di Cristo, che si estende personalmente e amorevolmente a tutti i credenti. Il dialogo non è tanto un’idea che deve essere studiata come modo di vita in un positivo rapporto con gli altri. Quindi è importante che voi veniate a conoscere e a capire, attraverso il contatto e l’esperienza personale, le convinzioni religiose degli altri. Questi mutui incontri possono infatti arricchire tutti coloro che vi partecipano. “La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini. Tuttavia essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è “via, verità e vita” (Gv 14, 6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso tutte le cose (cf. 2 Cor 5, 18-19)” (Nostra aetate, 2).

Vi incoraggio a proseguire questi incontri con altri credenti nei quali discutete ed esplorate insieme questioni che richiedono l’attenzione di tutti. La trasmissione dei valori umani e spirituali alle nuove generazioni; le responsabilità e i diritti umani; le vie per sostenere la lotta dei poveri, degli affamati, degli ammalati e dei senzatetto per una vita dignitosa; la difesa della Creazione di Dio, suo primo dono all’umanità; la ricerca della pace; il richiamo alla giustizia: questi sono solo alcuni dei problemi che devono essere risolti attraverso l’incontro e la cooperazione con gli altri. In ultimo, non posso mancare di menzionare la dimensione ecumenica dell’opera del vostro Consiglio. È vero che le relazioni con persone di altre religioni possono aiutare i cristiani a unirsi. Sono informato della vostra collaborazione con la Sotto-Unità per il dialogo del Consiglio mondiale delle Chiese e sono felice di salutare i suoi rappresentanti per vostro tramite.

5. Chiedo a Dio che vi accordi una pazienza costante nei vostri sforzi. In questo periodo pasquale, ricordiamo le lezioni della risurrezione dalla morte di Cristo: lavoriamo nella fede, viviamo nella speranza, rimanendo nel suo amore. I risultati possono non essere immediati. Non siate soddisfatti di facili soluzioni. I vostri sforzi pazienti ma saldi devono riflettere i ritmi del Giardiniere divino, che fa che il sole risplenda, dà pioggia nella stagione, e quando viene il tempo produce i frutti del suo lavoro. Che Dio benedica tutti voi!

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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