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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
A DIRIGENTI E LAVORATORI
DELLE «GENERALI ASSICURAZIONI-VENEZIA»

Sabato, 1° dicembre 1990

 

1. Sono lieto di accogliervi, signori dirigenti e dipendenti della Compagnia delle Assicurazioni Generali, convenuti a Roma dalle diverse sedi d’Italia e vi ringrazio per la vostra visita. Saluto il signor presidente, avvocato Enrico Randone, che ringrazio per il gentile indirizzo rivoltomi. Con lui saluto i membri del Consiglio Amministrativo, gli organizzatori di questo incontro, e tutti voi qui presenti, con un cordiale pensiero ai vostri colleghi e alle vostre famiglie.

2. Profitto di questa circostanza per esprimervi il mio vivo compiacimento per le iniziative culturali, da voi generosamente promosse, tra le quali sottolineo quelle riguardanti temi cari alla fede cristiana. Come non ricordare, ad esempio, il documentario mariano dal titolo “Maria, preghiera della Chiesa”? Ripercorrendo l’evoluzione dell’immagine iconografica della Madre di Dio nel corso dei secoli, dalle più antiche alle più moderne espressioni artistiche, esso mette in luce il provvidenziale ruolo della Vergine nella storia dell’umanità e invita alla riflessione e alla preghiera.

Di singolare importanza è anche la partecipazione delle “Generali” sia al restauro della Basilica di santa Maria Maggiore, primo insigne tempio dell’Occidente dedicato alla Madre di Dio, come pure alla recente mostra, qui in Vaticano, su Michelangelo e la Sistina.

3. Fondata nel 1831 a Trieste, la vostra Compagnia si è sempre più estesa in Italia e all’Estero impegnandosi a sviluppare, accanto alle molteplici attività assicurative, lodevoli iniziative di formazione e di promozione culturale, di salvaguardia del patrimonio artistico, di solidarietà sociale e di rispetto per la dignità umana. Vorrei ricordare, in particolare, l’istituzione di borse di studio per corsi post-universitari di perfezionamento e di specializzazione nelle diverse scienze, la collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia per la ricerca e studi sui tumori, il sostegno per i nuovi progetti informatici a favore degli handicappati, l’aiuto offerto per il restauro e il ricupero conservativo di edifici di interesse storico e il supporto a numerose esposizioni d’arte.

Tutto ciò è prova dell’impegno da voi dispiegato per contribuire a rendere la nostra società sempre più attenta all’uomo e alla cultura, aperta e pronta alla cooperazione e alla solidarietà. Impegno, questo, prezioso e costante che si avvale della collaborazione generosa di ognuno di voi, dirigenti e dipendenti anziani.

4. Desidero, pertanto, esortarvi e incoraggiarvi su questa strada di attenzione ai problemi del nostro tempo e di amore per la cultura e l’arte. Siate nel vostro lavoro e nella vostra vita testimoni di solidarietà. La solidarietà è il volto concreto dell’amore, è ansia di autentico progresso umano nella giustizia e nella pace. Essa è indispensabile per costruire una società rispettosa di ogni essere umano. La solidarietà suppone compartecipazione nella chiarezza, riconoscimento delle capacità di ciascuno, fiducia reciproca, rettitudine e trasparenza nell’assunzione delle responsabilità.

Illustri signori, non vi stancate mai di ricercare quella crescita culturale e spirituale, che si ispira alla valorizzazione dell’uomo e all’ascolto delle esigenze che scaturiscono dal Vangelo. Con questi sentimenti invoco su tutti la protezione divina e vi imparto la benedizione apostolica, estensibile a quanti vi sono cari.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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