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CERIMONIA DI CONGEDO DALL’UFFICIO DI SEGRETARIO DI STATO
DEL CARDINALE AGOSTINO CASAROLI E NOMINA A
PRO-SEGRETARIO DI STATO DELL’ARCIVESCOVO ANGELO SODANO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Sabato, 1° dicembre 1990

 

1. Oltre un anno fa, con alcuni giorni di anticipo sulla data del suo 75° compleanno, il caro e venerato card. Agostino Casaroli mi presentò per iscritto la sua rinuncia all’ufficio di Segretario di Stato. Lo fece con una lettera nobilmente sobria, in perfetta consonanza con lo stile che gli è abituale. Scriveva allora di essersi deciso a tale passo “non soltanto per obbedienza alla prescrizione canonica, ma nella consapevolezza delle ragioni che l’hanno ispirata: ossia il declino delle forze che porta con sé il progredire degli anni dopo una certa età”. E aggiungeva: “Ciò che vostra santità stimerà opportuno decidere sarà da me accolto con serena prontezza come segno della volontà di Dio, per il maggior bene della Chiesa e il miglior servizio della santa Sede”.

Pur ammirando tale atteggiamento di sereno distacco e di piena disponibilità, ritenni di non potermi privare subito di un collaboratore tanto saggio ed esperto. Pregai pertanto il card. Casaroli di voler rimanere al suo posto fino a che mi fosse stato possibile provvedere diversamente. Egli obbedì, come sempre, senza frapporre indugi, proseguendo poi nel suo servizio col solito impegno e con immutata serenità d’animo.

2. Sono lieto, signor cardinale, di riconoscere pubblicamente questi suoi meriti nel momento in cui, dopo aver riflettuto e pregato, ho deciso di dar corso effettivo alle sue dimissioni. Come Le ho scritto per la circostanza, nonostante l’assuefazione che ho potuto fare, nel corso di questi mesi, alla prospettiva del distacco da lei e dalla sua collaborazione, la decisione ora presa non è esente, per me, da un senso di perdita. Sono molti, infatti, gli anni da che la conosco. Il primo approccio reciproco risale a oltre un ventennio addietro, quando ella, quale vicino collaboratore del Papa Paolo VI, stava compiendo passi significativi per migliorare la situazione della Chiesa posta al di là della cosiddetta “cortina di ferro”. In Polonia tali sforzi portarono frutti importanti, consentendo la normalizzazione ecclesiastica per la parte sia occidentale che settentrionale del Paese. Col passare del tempo, poi, ebbi modo di conoscere sempre meglio le sue qualità di uomo e di sacerdote, seguendo la sua intensa attività quale responsabile del Consiglio per gli affari pubblici. Potei così apprezzare il vivo “sensus Ecclesiae” che, unitamente a un altrettanto penetrante “sensus hominis”, ha sempre ispirato e guidato la sua azione.

Trovai naturale, pertanto - quando Iddio nella sua provvidenza volle chiamarmi alla Sede di Pietro e mi venne a mancare dopo pochi mesi il sostegno del compianto card. Villot - rivolgermi a lei per chiederle di volermi essere accanto quale più stretto collaboratore del mio ministero e mio primo consigliere. Ripenso, in questo momento, al grande aiuto che ho avuto da lei nell’arco di questi anni, nei quali la Chiesa e il mondo hanno conosciuto vicende e rivolgimenti di così vasta portata. Sempre ho potuto contare sull’apporto delle indicazioni e dei suggerimenti che ella, con sincero amore per Cristo e per la Chiesa, mi ha offerto in atteggiamento di collaborazione leale, intelligente e devota.

Per tutto questo la ringrazio, signor cardinale, e unitamente a lei ringrazio il Signore per il bene che ha operato nella Chiesa e nel mondo mediante l’azione da lei svolta negli anni operosi e fecondi del suo mandato.

3. Desidero ora rendere pubblica la nomina del nuovo responsabile della Segreteria di Stato. Dopo matura riflessione e non senza aver invocato insistentemente lumi dall’Alto, sono venuto nella determinazione di chiamare a questo ufficio mons. Angelo Sodano, finora segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Ho annunciato a mons. Sodano la mia decisione col documento, del quale do ora lettura. A succedere poi a mons. Sodano nell’incarico di Segretario per i Rapporti con gli Stati ho chiamato mons. Jean-Louis Tauran, che ha già una buona esperienza in questo importante settore dell’attività della santa Sede.

La figura del card. Casaroli e la sua dedizione nel servizio alla santa Sede saranno certamente fonte di ispirazione per mons. Sodano e per mons. Tauran, nella continuità di un impegno che si alimenta alla convinzione profonda di essere al servizio del disegno d’amore che, mediante la Chiesa, Dio persegue infaticabilmente nella storia del mondo.

Dopo aver consegnato i rispettivi documenti alle loro Eccellenze Reverendissime Monsignori Sodano e Tauran, il Santo Padre aggiunge.

È questa una buona circostanza per vedere tutti i collaboratori della Segreteria di Stato. Voglio approfittare di questa circostanza per ringraziare tutti per il loro impegno, il loro lavoro, nascosto molte volte, ma visibile nei frutti e certamente agli occhi di Dio. Ci troviamo quasi nella vigilia del periodo di Avvento. Auspico che questo incontro, come pure tutto il lavoro di noi tutti, della nostra comunità curiale e specialmente di quella della Segreteria di Stato, sia anche un modo di preparare le vie del Signore, il suo avvento, come lo era una volta l’opera di san Giovanni Battista e poi, soprattutto, la nascosta opera verginale di Maria. Questo è il mio augurio nel 1° dicembre 1990, un giorno che non posso vivere senza una profonda emozione davanti a Dio, davanti a Cristo, davanti a sua Madre e davanti alla Chiesa.

Questa commozione profonda è penetrata dalla gratitudine per la persona che la Provvidenza divina, Cristo buon pastore, mi ha dato nel mio cammino, così straordinario - si può dire - dal punto di vista dei contesti storici, d’altra parte così semplice se si guarda verso i disegni divini, verso la provvidenza di Dio. Vorrei che questa espressione complementare dei miei sentimenti sia un ulteriore atto di ringraziamento al card. Segretario di Stato, che oggi lascia il suo ufficio, come anche al suo successore e al successore del suo successore. Che sia anche un’espressione di questa gratitudine per tutti voi, carissimi fratelli, che siete al centro dei problemi della Chiesa e del mondo, che siete al centro di questo ministero che Gesù ha affidato a Pietro, il ministero petrino.

Che il Signore della storia, Dio, Trinità, ci benedica tutti, ci benedica oggi e sempre. Sia lodato Gesù Cristo.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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