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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II ALLA FEDERAZIONE
DEGLI ORGANISMI CRISTIANI DI VOLONTARIATO

Sabato, 24 febbraio 1990

 

Carissimi soci della Federazione degli Organismi cristiani di servizio internazionale di volontariato!

1. Sono molto lieto di incontrarmi con voi, in occasione della vostra Assemblea nazionale, di porgere a tutti il mio cordiale saluto e di esprimervi vivo compiacimento per quanto state operando a vantaggio di tante popolazioni bisognose, in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana.

L’Assemblea che state svolgendo in questi giorni è una espressione molto significativa dell’entusiasmo che anima la vostra Organizzazione nella diretta conoscenza delle concrete realtà delle popolazioni disagiate del Terzo Mondo e nella preparazione spirituale e tecnica dei volontari che si recheranno in quelle Nazioni.

Ho ancora negli occhi la realtà che ho incontrato nel mio ultimo viaggio pastorale in Africa: quanta sofferenza e quanta povertà, dovuta anche all’abbandono e al disinteresse delle Nazioni più ricche ed evolute!

2. Vi sono grato della scelta che avete compiuto e vi invito con forza a proseguire in essa. Vi invito a ricercare tutte le forme possibili, le più serie e costruttive, per risvegliare nell’opinione pubblica l’esigenza di impegnarsi per il bene comune. Vi invito a perseverare nella vostra opera di sensibilizzazione delle autorità responsabili perché mantengano viva la consapevolezza che la cooperazione, a cui i Paesi del Nord sono chiamati nei confronti del Sud, deve attuarsi nell’ambito di una vera solidarietà.

Vi incoraggio a proseguire con costanza e con passione nel vostro impegno a sperimentare cammini di sviluppo che vedano sempre di più le comunità dei Paesi poveri divenire protagonisti del loro futuro. Vi esorto a rendere il vostro aiuto sempre più efficiente, fatto di attenzione, di rispetto e di sollecitudine fraterna e solidale. Così facendo voi continuerete ad essere per le società civili del Nord e per le stesse comunità ecclesiali un punto di riferimento e un esempio.

3. Cari fratelli e sorelle, credo che voi sappiate bene quanto l’esito del vostro operato dipenda dalla forza della vostra fede. Lo avrete di certo sperimentato. Se dunque è giusto che voi sentiate il bisogno, per portare avanti meglio la vostra attività, di studiare i complessi problemi dello sviluppo dei popoli e di dibattere molte questioni di carattere sociale, culturale, politico, è però anche doveroso non dimenticare che è nella preghiera, nell’Eucaristia, nella vita quotidiana della vostra comunità di fede e nel magistero dei vostri pastori che voi potrete attingere le energie decisive per il vostro operato. Cercate il Signore nostro, affidatevi alla sua parola, lasciatevi sostenere dal suo braccio. Ognuno di voi, singolarmente e come organismi, date quanto più spazio potete alla compagnia del Signore, perché è così che la via si farà più chiara, la vita più autentica, la verità più trasparente.

A questo fine cercate di accrescere in voi la maturità della persona, la forza degli ideali, la competenza professionale, lo spirito di sacrificio, la sensibilità ai valori soprannaturali ed eterni: sono doti e virtù, queste, che vi aiuteranno ad essere all’altezza della vostra missione.

Vi assista e vi sostenga Maria santissima; vi ispiri lei la forza d’animo e la fiducia in Dio per superare tutti gli ostacoli e per trattare le realtà del mondo con vivo senso di responsabilità. E vi accompagni anche la mia benedizione!

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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