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VIAGGIO APOSTOLICO
A CAPO VERDE, GUINEA BISSAU, MALI, BURKINA FASO E CIAD

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto Internazionale di NDjamena (Ciad)
Martedì
, 30 gennaio 1990

 

Signor Presidente,

1. Dio sia lodato per aver condotto i miei passi nel cuore del continente africano, sul suolo ciadiano, dove sono felice di trovarmi oggi!

Ringrazio Sua Eccellenza per le sue amabili parole di benvenuto, che testimoniano l’ospitalità ancestrale dei figli e delle figlie del Ciad. Per suo tramite, desidero salutare qui tutto il nobile popolo ciadiano, esprimendogli la mia gioia di potere effettuare questa visita.

Vorrei inoltre rivolgere il mio rispettoso saluto alle personalità governative che hanno voluto partecipare a questa cerimonia di benvenuto e dir loro che ho gradito i sentimenti di benevolenza testimoniati dalla loro presenza in questo luogo.

In occasione di questo primo contatto, desidero esprimere a tutti i ciadiani la stima e l’affetto che nutro per loro. Conosco la loro coraggiosa resistenza nell’avversità e la loro determinazione ad impegnarsi sulla via dello sviluppo, dell’unità e della pace, nella riconciliazione nazionale. Grazie al dinamismo della sua popolazione, composta da cittadini, da coltivatori e da allevatori, il Ciad fa parte di quei paesi che conservano intatte le loro possibilità di risollevarsi e di andare avanti.

2. Venendo da voi, rispondo all’invito che lei stesso mi ha rivolto, Signor Presidente, e a quello dei miei Fratelli nell’Episcopato. Saluto cordialmente Mons. Charles Vandame, Arcivescovo di N’Djamena e i Vescovi e le personalità religiose che lo accompagnano.

La mia visita in questo paese riveste un carattere pastorale. Quale Vescovo di Roma, ho ricevuto la missione di vegliare sull’unità della Chiesa cattolica universale. Per questo motivo sono lieto di incontrare la Chiesa del Ciad per esercitare qui il mio ministero di Successore di Pietro in un contatto diretto con i battezzati. Desidero confermare i miei fratelli nella fede ricevuta dagli Apostoli, in modo che, attraverso la loro testimonianza, la luce di Gesù Cristo possa brillare sempre più in mezzo agli uomini di questo paese.

L’annuncio del Vangelo nel Ciad è stato intrapreso da missionari giunti dall’Europa. Sono ancora numerosi coloro che continuano su questa terra la loro opera di testimonianza e di servizio in nome di Gesù Cristo. Essi hanno fondato una comunità cattolica che ha già mostrato il suo dinamismo e la sua generosità, poiché alcuni figli e alcune figlie del Ciad hanno risposto all’appello del Signore alla vita religiosa e al sacerdozio. Il successo delle vocazioni e anche il desiderio, presso molti fedeli di una formazione cristiana più solida, sono segni della vitalità del cristianesimo in questa regione dell’Africa.

3. Nell’iniziare questo viaggio pastorale, vado anche incontro ai miei fratelli e sorelle cristiani che appartengono ad altre comunità ecclesiali, e ai rappresentanti della religione tradizionale africana e dei fedeli dell’Islam, che conta nel Ciad un così gran numero di credenti e di praticanti. Sin da questo momento, li saluto e assicuro loro che vengo come uomo di dialogo e messaggero di pace.

So che questo dialogo esiste già nel Ciad e consente alle diverse comunità di vivere insieme pacificamente. I ciadiani, consapevoli dell’imperativo di pace per tutta la nazione, desiderano custodire e consolidare la loro unità. Ciò significa che sono disposti ad accettarsi reciprocamente con le proprie opinioni, le proprie personalità, i propri beni e il loro credo.

Possano le convinzioni religiose di ciascuno dare un profondo impulso al cammino di tutti verso un’unità e una fratellanza sempre maggiori, al servizio del bene comune!

4. La Chiesa cattolica, da parte sua, si auspica di continuare a offrire il suo contributo per il bene della nazione, convinta che un autentico servizio all’uomo sia un modo di vivere il Vangelo. So che una delle caratteristiche dei cattolici del Ciad è il loro impegno nello sviluppo del paese. Dinanzi alla vastità dei problemi da risolvere, la Chiesa ha creato in ogni diocesi un organismo riconosciuto dal vostro Governo, e specializzato nelle opere di soccorso e di sviluppo, che esigono una competenza sempre maggiore, continuità e collaborazione. Grazie a questi organismi, la Chiesa può così essere presente laddove viene chiamata.

Per quanto riguarda i rapporti che la Chiesa cattolica intrattiene con le Autorità civili, mi sia consentito di dire quanto io apprezzi che la Repubblica del Ciad, nella Costituzione recentemente adottata, garantisca le libertà di opinione, d’espressione, di coscienza e di culto. Auspico che, in questo clima di libertà, le comunità musulmane e cristiane sviluppino uno spirito di convivenza sempre più costruttivo.

5. Signor Presidente, esprimo il voto che la mia visita pastorale sia utile al vostro paese, che so decisamente volto verso l’avvenire e determinato a tracciare il suo cammino verso un destino migliore, rispettoso delle scelte degli altri popoli e che condivide con essi i valori ed i principi di giustizia, di uguaglianza, di libertà e di pace.

La ringrazio vivamente per le iniziative che ha preso per facilitare la mia visita e, nel rinnovarle la mia gratitudine per il suo indirizzo di benvenuto, prego l’Altissimo di benedire quanti hanno posto la propria responsabilità al servizio della nazione, e di concedere inoltre l’abbondanza delle sue grazie a tutti i ciadiani.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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