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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN PELLEGRINAGGIO DELL’ARCIDIOCESI DI LECCE

Giovedì, 5 luglio 1990

 

Cari fratelli e sorelle.

1. Con vivo piacere ho accolto il vostro invito a benedire, nel corso di quest’incontro da voi tanto desiderato, la prima pietra dell’erigendo Centro Mediterraneo di Cultura della vostra città. Esprimo il mio compiacimento per tale iniziativa, volta a imprimere rinnovato impulso non solo alla vita della comunità cristiana, ma anche al benessere dell’intera vostra regione. Rivolgo il mio cordiale saluto al vostro pastore, mons. Cosmo Francesco Ruppi, che ringrazio per le parole con le quali ha introdotto questo familiare incontro; alle autorità civili della Città e della Provincia; a voi tutti, che con la vostra presenza manifestate vivo interesse per i valori spirituali e culturali.

2. Con il nuovo Centro Mediterraneo di Cultura si intende venire incontro a tre grandi esigenze che, nella vita ecclesiale, sono tra di loro reciprocamente complementari; si tratta di quella dell’istruzione e della formazione intellettuale: di qui la Scuola, il Centro di Cultura e il Centro Congressi; quella del ministero sacerdotale: di qui il seminario; e quella della carità fraterna: di qui la Casa del clero.

Il Centro Mediterraneo di Cultura si potrebbe allora definire un “progetto di Chiesa”, nel quale l’edificio di culto si presenta come simbolo, ma anche e soprattutto come punto di riferimento e di stimolo dell’intera vita cristiana, che si vuole far fiorire in modo intenso ed esemplare nell’insieme del complesso architettonico.

Vorrei sottolineare un elemento particolarmente importante di tale progetto, senza per questo diminuire il valore degli altri. Mi riferisco a quanto concerne la vita e il ministero del sacerdote, per il quale si prevede la costruzione del seminario e della Casa del clero. Voi sapete quanto mi stia a cuore questo aspetto che tocca l’essenza della vita della Chiesa. Sapete quanto sia indispensabile per la salvezza dell’umanità il sacerdozio ministeriale, a cui il Signore non cessa di chiamare le anime generose. È questo un argomento che resta sempre di grande importanza e di grande urgenza e che, spero, sarà ancor più fatto conoscere e approfondito nella prossima assemblea del Sinodo dei vescovi.

Mentre vi incoraggio a curare attentamente la pastorale vocazionale, mi compiaccio per gli sforzi che state compiendo in questo campo, superando difficoltà e alimentando le speranze della vostra arcidiocesi con la preghiera e con la solidarietà morale e materiale. Auspico di cuore che l’attività del Centro Mediterraneo possa affermarsi con vigorosa vitalità e possa contribuire a suscitare e incoraggiare numerose e sante vocazioni, non solo per la vostra Chiesa locale, ma anche per il mondo intero. Siate sempre sorretti in questa vostra attività dalla certezza che Iddio ampiamente ricompensa ogni sacrificio compiuto a questo fine.

L’edificazione stessa di questa parte del progettato Centro è un’evidente prova della fede che la comunità diocesana di Lecce nutre nei confronti del servizio sacerdotale, senza lasciarsi suggestionare dalle ideologie secolariste e materialiste che spesso presentano la figura del sacerdote in termini riduttivi, se non dispregiativi.

3. Vorrei rivolgere pure un pensiero particolare al vostro arcivescovo, per ringraziarlo della sua dedizione pastorale e, in particolare, per formulargli i voti augurali nella ricorrenza del 10° anniversario della sua ordinazione episcopale. Chiedo al Signore per lui l’assistenza divina, specialmente in occasione della visita pastorale che si accinge a intraprendere nelle numerose parrocchie della vetusta arcidiocesi. La Vergine santissima gli conceda doni di sapienza e di prudenza; lo accompagni nel suo ministero ai fratelli e lo renda sempre disponibile nella testimonianza evangelica.

Auguro anche a voi tutti di camminare con coerenza e con coraggio nel sentiero della fede e della carità, in costante sintonia con il vostro pastore. Il nuovo Centro Mediterraneo esige impegno e collaborazione da parte di tutti. Non scoraggiatevi per le inevitabili difficoltà che incontrerete. Si tratta di un’opera di alto valore non solo religioso, ma anche umano e civile; di un’impresa che vale la pena di portare avanti, anche a costo di sacrifici.

Volentieri imparto a voi, alle vostre famiglie, all’intera arcidiocesi di Lecce la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 
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