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PAROLE DI GIOVANNI PAOLO
II AL TERMINE DEL CONCERTO OFFERTO DALL’ACCADEMIA MUSICALE OTTORINO
RESPIGHI
Castel Gandolfo - Domenica, 29 luglio
1990
Saluto il maestro e compositore Hubert Stuppner, il presidente e il direttore
artistico dell’Accademia Musicale Ottorino Respighi, e gli esecutori della
“Passio et mors hominis secundum prophetas”: solisti, orchestrali e componenti
del Coro internazionale. Al termine di questa esecuzione, ringrazio sentitamente
voi tutti, che avete voluto venire qui, a Castel Gandolfo, per offrirmi
l’omaggio della vostra arte. Grazie di cuore! Al ringraziamento si unisce
l’elogio sincero e ammirato!
Poi, con l’eco delle musiche e delle parole ascoltate, sgorga spontanea una
considerazione sulla passione e la morte dell’uomo su questa terra, realtà
sublime per i vertici dell’amore e dell’arte che può raggiungere, ma anche
tragica per gli abissi del dolore e della disperazione, in cui può sprofondare.
La passione dell’uomo copre tutta la sua lunga storia e sempre sconvolge la
ragione; e proprio questo secolo XX, ricco di mirabili scoperte scientifiche e
di straordinario progresso civile e sociale, sembra avere il suo più tragico
simbolo in Hiroshima e Nagasaki, che voi commemorate ad Assisi con la XII
Edizione del Festival Musicale “Pro Mundo Uno”, a 45 anni da quel disastro
atomico.
La risposta agli interrogativi assillanti e strazianti della ragione sta
nella stessa natura umana: se essa è talora aggressiva e violenta, orgogliosa ed
egoista, solo la fede in Dio creatore e signore, e la grazia santificante ed
elevante di Cristo possono frenarla, guidarla, sublimarla, perché tante lacrime
siano asciugate.
La tristezza del profeta Geremia e la malinconia amara e rassegnata di Qoelet
mediante l’amore di Cristo si trasformano in fiduciosa certezza, perché, come
scriveva san Paolo ai Romani: “Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che
siamo figli di Dio: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo
alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria... Infatti le
sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura, che
dovrà essere rivelata in noi” (cf. Rm 8, 16-18).
Il ringraziamento e la meditazione diventano così una viva esortazione a
tutti voi, artisti e organizzatori, a continuare con perseverante amore e
dedizione il vostro impegno e la vostra testimonianza di messaggeri di pace, di
bontà, di serenità, di generosità mediante la musica, misteriosa consolatrice
degli animi.
Vi accompagni anche la mia benedizione, che ora di gran cuore vi imparto.
© Copyright
1990 - Libreria Editrice Vaticana
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