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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI MEMBRI DEL SUPREMO CONSIGLIO DEI MANDEI
Venerdì, 8 giugno 1990
Cari amici.
È con grande gioia che accolgo Shaykh Abdulla e gli altri membri del Supremo
Consiglio della comunità religiosa mandea in occasione di questa vostra prima
visita alla Santa Sede. Ci sono molti punti di contatto tra la vostra religione
e la fede cristiana. Voi credete nell’unico Dio, il Creatore di ogni cosa.
L’alta considerazione che avete per Giovanni Battista e la reverenza in cui
tenete la persona di Gesù, il cugino di Giovanni Battista, è il motivo per cui
siete lieti di chiamarci “vostri cugini”. È di buon auspicio che la vostra
visita cada nel periodo di Pentecoste, quando i cristiani centrano la loro
attenzione nella preghiera sullo Spirito Santo. Perché nella vostra tradizione,
come nel racconto del Vangelo, quando Gesù fu battezzato da Giovanni il Battista
nel Giordano, lo Spirito Santo scese su di lui in forma di colomba.
Sono lieto di venire a conoscenza della piccola ma fiorente comunità di
mandei che vive in Iraq e nelle altre nazioni. Nella vostra comunità voi ponete
grande enfasi sulla famiglia. Oggi, che la famiglia è minacciata da varie
direzioni, questo è un campo di cooperazione che può divenire molto fruttuoso.
Sono lieto che avete potuto avere conversazioni con il Pontificio Consiglio per
il dialogo interreligioso, e con altri dipartimenti della Curia Romana.
Spero che il dialogo che avete iniziato continui, e prego Dio che lo benedica
con frutti abbondanti.
© Copyright
1990 - Libreria Editrice Vaticana
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