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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALL’ASSEMBLEA PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO
DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

Giovedì, 15 marzo 1990

 

Cari Confratelli nell’Episcopato,
Cari Fratelli e Sorelle in Cristo,

1. È una grande gioia per me questo incontro con i membri e con il personale della Pontificia Commissione delle Comunicazioni Sociali in occasione della vostra Assemblea Plenaria. Rivolgo il mio speciale benvenuto ai nuovi membri che hanno acconsentito volentieri a mettere a disposizione il loro tempo e i loro talenti, per approfondire l’importante lavoro di questa commissione.

Come sapete, questo Dicastero è stato istituito su specifica richiesta dei Padri del Concilio Vaticano II, nella convinzione che i moderni mezzi di comunicazione sociale, se correttamente usati, “contribuiscono efficacemente a sollevare e ad arricchire gli animi, nonché ad estendere e consolidare il Regno di Dio” (Inter Mirifica, 2). Oggi più che mai, la promessa e, allo stesso tempo, la sfida delle comunicazioni sociali esige da parte delle società umane e della Chiesa stessa una maggior attenzione e un maggior sforzo in questo campo. Ciò è particolarmente vero alla luce dell’urgente necessità, che si avverte in tutte le parti del mondo, di uno sviluppo spirituale, sociale e culturale.

2. I Paesi dell’Europa Centrale e Orientale, per esempio, offrono opportunità senza precedenti di proclamare la Parola di Dio attraverso i media. Dobbiamo cercare di soddisfare la fame e la sete di verità e di istruzione religiosa di quanti, per molti anni, hanno avuto una stampa, una radio e una televisione che lasciavano pochissimo spazio a temi specificamente cristiani. Adesso si presenta l’opportunità di diffondere a mezzo stampa notizie e riflessioni che riguardano la religione e di trasmettere per radio e per televisione importanti avvenimenti religiosi, per la grande gioia di molti. Nel fornire un’accurata informazione e la possibilità dello scambio di opinioni, il mezzo di comunicazione può inoltre promuovere quel dialogo e quella partecipazione che sono fondamentali per la vita democratica e lo sviluppo sociale.

Nell’Europa Occidentale e in una certa misura in Nord America, i cambiamenti prodotti da nuove politiche e tecnologie della comunicazione hanno creato nuove sfide per la Chiesa. Come indicato nei “Criteri di Cooperazione Ecumenica e Interreligiosa nei Media”, recentemente pubblicati da questa Pontificia Commissione, i cattolici devono lavorare insieme ad altri cristiani e a tutti i credenti, per garantire il diritto della presenza religiosa nei media. In particolare le onde radio sono una pubblica concessione in cui il profitto privato è subordinato al servizio per il bene comune. Esse devono essere usate in modo da contribuire veramente al benessere integrale della persona umana. Alla fine di questo mese, Vescovi ed altre persone che operano nel campo delle comunicazioni in Europa si riuniranno a Fatima per riflettere su alcuni di questi stessi problemi. Che la loro riunione - con l’intercessione di Nostra Signora di Fatima - possa essere fruttuosa per la riscoperta delle comuni radici cristiane della cultura europea e per una nuova evangelizzazione di questo continente.

3. Volgendo la nostra attenzione all’America Latina, vediamo che quella Chiesa sta compiendo un rinnovato sforzo per predicare il Vangelo in preparazione al Cinquecentesimo Anniversario della prima evangelizzazione dell’emisfero occidentale. Qui, come in Europa e altrove, vediamo ancor più chiaramente che l’evangelizzazione non è uno sforzo che, una volta fatto, non ha bisogno di essere ripetuto. In realtà, in ogni tempo e luogo, la Chiesa evangelizza costantemente se stessa cosicché, purificata e rinnovata, possa adempiere alla sua missione di vivere il Vangelo e di portarlo agli altri.

Oggi, nell’assolvere a questo compito di evangelizzazione, la comunità ecclesiale può far uso di forme di comunicazione sociale che cinque secoli fa non esistevano. Sono felice di notare che la Chiesa in America Latina sta adottando misure concrete per sviluppare una rete di computer allo scopo di diffondere informazioni sulla fede e la cultura cristiane. Come ho affermato nel mio messaggio di quest’anno per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni: “Nella nuova “cultura del computer”, la Chiesa può informare il mondo più prontamente sulle sue convinzioni e spiegare le ragioni della sua posizione riguardo ad ogni problema o avvenimento” (20 gennaio 1990). Quanto ancora può e deve essere fatto, dagli sforzi creativi nei mezzi di comunicazione, per rafforzare e approfondire la testimonianza vivente della fede di tanti cattolici in America Latina!

4. Anche in Africa si avverte la urgente necessità di evangelizzazione attraverso i mezzi di comunicazione. Ciò ha spinto il Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar (Secam) a programmare a luglio un incontro continentale speciale, che tratterà esclusivamente questo tema. Sono fiducioso che questo incontro condurrà ad una maggiore consapevolezza e ad un’azione efficace nell’uso dei mezzi di comunicazione sociale per la missione della Chiesa di predicare il Vangelo a tutti i popoli. I media inoltre sono importanti anche per l’Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi. Attraverso il loro impiego creativo, le informazioni potranno essere scambiate e la partecipazione dei fedeli alla preparazione di questo importante evento potrà essere accresciuta.

Il fatto che la Chiesa in Asia costituisca una piccola minoranza fra tante popolazioni, presenta una sfida particolare nell’uso dei media. L’evangelizzazione e la pre-evangelizzazione possono essere efficacemente sorrette da uno sforzo più intenso in questo campo. Una prossima riunione dei rappresentanti dei Vescovi dell’Asia, prevista per luglio in Indonesia, sarà occasione di riflessione sulla presenza della Chiesa nei media in questo vasto continente.

5. Infine vorrei menzionare il documento: “Pornografia e Violenza nei Media: Una Risposta Pastorale”, pubblicato l’anno scorso da questa Pontificia Commissione. Nel rivolgersi ai funzionari pubblici, ai professionisti dei media e alle famiglie, il documento fornisce sagge direttive ed incoraggiamento per sane iniziative e per una solida programmazione nelle pubblicazioni, film, trasmissioni televisive e videocassette. Sollecita allo stesso tempo quanti si occupano di queste attività a tutelare tutti i membri della società, soprattutto le donne e i bambini, contro un basso sfruttamento.

Il documento termina con le parole di San Paolo: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12, 21). In realtà occorre fare molto per vincere il male con il bene in ogni settore delle comunicazioni: film, radio e televisione, così nella nuova cultura del computer.

Mentre dedicate i vostri sforzi a questo importante compito, prego che lo Spirito Santo riempia le vostre menti e i vostri cuori di saggezza e di perseveranza. A tutti voi e ai vostri cari imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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