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VISITA PASTORALE AD IVREA
INCONTRO DI GIOVANNI
PAOLO II CON I RAPPRESENTANTI DEL MONDO RURALE
Piazza del
Comune di San Benigno Canavese (Torino) Solennità di San Giuseppe - Lunedì, 19 marzo 1990
1. Saluto con affetto tutti voi, agricoltori, coltivatori diretti e
rappresentanti delle Associazioni che tutelano i vostri diritti, ringraziandovi
per la vostra presenza e per le parole che or ora mi sono state rivolte a nome
di tutti.
Il desiderio d’incontrarvi in questo giorno celebrativo del lavoro umano era
ben giustificato dal fatto che nel territorio di questa diocesi l’attività
agricola ha ancora un notevole rilievo e ha anzi conosciuto, grazie alle nuove
tecnologie, confortanti sviluppi. Il risultato è che, se in questa zona è venuto
formandosi uno dei poli più significativi dell’industria moderna, il suolo che
si espande lungo il corso della Dora e dell’Orco ha mantenuto e aggiornato la
sua tradizione agricola, orientando opportunamente le culture e applicando nel
lavoro le conquiste della meccanica e dell’informatica.
2. È ben noto quanto la tentazione dell’età industriale di trascurare il
settore delle attività primarie e di far defluire le unità lavorative verso
altri ruoli abbia profondamente segnato il lavoro agricolo sin quasi a
umiliarlo. Oggi, tuttavia, l’economia mondiale si vede costretta a
riconsiderarne l’importanza fondamentale, riconoscendo il bisogno urgente di
favorire, ancor più che nel passato, l’incremento delle culture in
corrispondenza con le accresciute necessità della popolazione del pianeta.
Per poter corrispondere a queste attese, l’agricoltura deve avvalersi delle
moderne tecnologie, avendo cura, tuttavia, di non recare danno alla vita dei
coltivatori e dei consumatori. Diventa sempre più urgente intensificare una
fattiva collaborazione tra agricoltura e altri settori dell’economia; ma è
necessario resistere alla tentazione del profitto ad ogni costo, ben sapendo che
in realtà le prime vittime di abusi ecologici sarebbero proprio i lavoratori
della terra. Perciò anche il rinnovamento dell’agricoltura esige un rinnovamento
delle coscienze, ed ogni lavoratore deve superare suggestioni egoistiche,
obbedendo a un severo impegno morale ispirato alla solidarietà.
3. Cari lavoratori della terra, sappiate salvaguardare, nel contesto delle
grandi trasformazioni contemporanee, i valori umani e religiosi della vostra
tradizione, traendo da essi ispirazione per suscitare concreti segni di
fraternità.
Formulo per tutti voi l’auspicio e la speranza che possiate godere della
giusta ricompensa per la vostra fatica e ottenere pieno riconoscimento del
valido apporto da voi recato ai piani di sviluppo. Per questo desidero esortare
e incoraggiare le autorità pubbliche a prodigarsi con coraggio e con fiducia per
la giusta difesa dei vostri diritti e per un’intensa promozione di tutto il
settore agricolo.
A voi raccomando di custodire i valori dell’operosità, della solidarietà e
dell’aiuto reciproco. Raccomando soprattutto di mantener vivo in voi il senso di
Dio. Trasmettete questi valori ai vostri figli, alimentandone lo spirito
religioso nel forte e sano contesto della cultura contadina. Siate operatori di
vera fraternità e testimoni della carità di Cristo, aperta a tutti gli uomini.
Con questi sentimenti, imparto a tutti voi, alle vostre famiglie e a tutte le
vostre comunità di lavoro la mia benedizione.
© Copyright 1990 -
Libreria Editrice Vaticana
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