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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI DEL CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Martedì, 27 marzo 1990

 

Amati e venerati fratelli del Consiglio episcopale permanente!

1. A voi il mio saluto deferente e cordiale. Ringrazio il cardinale Ugo Poletti per i sentimenti che, a nome di tutti, ha espresso, accennando alla ragione specifica di questa mia visita. L’odierno incontro in questo edificio, nel quale ha il suo centro operativo la Conferenza episcopale italiana, intende infatti sottolineare un dato significativo: la consegna definitiva che la Santa Sede fa di questi locali alla CEI. Tale gesto vuole essere una manifestazione ancora più profonda e concreta del vincolo di comunione che esiste appunto tra il successore di Pietro e i vescovi italiani, tra la Chiesa Universale e quella che vive e opera in questa amata Nazione.

2. Questa sede di preghiera, di riflessione e di programmazione ha indubbiamente il suo significato. Qui infatti si riunisce periodicamente il Consiglio episcopale permanente per riflettere sui problemi più importanti del popolo di Dio in Italia e per indicare il piano di lavoro pastorale, che sarà presentato poi all’Assemblea generale dei vescovi. Questa mia presenza con voi vuole appunto sottolineare la mia piena partecipazione alle vostre ansie pastorali, come a quelle di ogni vescovo in Italia, per l’impegno di continuare l’opera del divin Redentore e di trasmettere integro il messaggio della salvezza. Il Signore vi illumini sempre nelle vostre decisioni e vi conforti, affinché la chiarezza e la fermezza nelle indicazioni si accompagnino costantemente alla prudenza e alla lungimiranza.

3. I tempi in cui viviamo, come ben sappiamo, sono ricchi di promesse, ma anche segnati da gravi difficoltà. Infatti, mentre da una parte assistiamo al crollo ideologico e politico di un sistema ateo e materialista, che aveva profetizzato l’eliminazione di ogni fede religiosa, dall’altra vediamo purtroppo numerose manifestazioni di materialismo pratico, che ostacolano l’affermarsi di una coerente concezione cristiana della vita. Qui, nella sede della Conferenza episcopale italiana, voi vi riunite appunto per riflettere insieme sulla situazione sociale dell’Italia come di altri Paesi, specialmente in Europa, e per indicare le linee di impegno e le metodologie concrete con le quali la Chiesa vuole rispondere alle esigenze emergenti.

Il programma di lavoro di questi giorni, nella prospettiva delle due prossime Assemblee generali, comprende diversi temi di notevole importanza: la procedura di approvazione dei catechismi da parte dell’episcopato e quella per il rinnovo delle cariche elettive nell’Assemblea generale del prossimo maggio, i problemi pastorali dell’università e della cultura in Italia, alcuni problemi concernenti il sostentamento del clero e il sostegno economico alla vita della Chiesa e all’attività della Santa Sede, la promozione dei consultori familiari nel quadro di un’organica pastorale familiare, la sensibilizzazione delle chiese locali alla celebrazione del centenario della Rerum novarum, il collegamento informatico di questa sede centrale con le varie diocesi italiane e, infine, l’esame dello statuto dell’Associazione religiosa istituti socio-sanitari. La semplice elencazione degli argomenti dà la misura della complessità dei compiti che vi stanno dinanzi.

Vi sia di orientamento e di conforto l’ammonimento del divin Maestro a costruire la casa sulla roccia della Verità rivelata da Gesù Cristo, il Verbo Incarnato, e costantemente insegnata dalla Chiesa (cf. Mt 7, 24-25). Compito primario del vescovo è di vigilare a difesa della “sana dottrina” (cf. 2 Tm 4, 3). Fate in modo che questa sede della Conferenza episcopale italiana sia sempre un faro di luce per i pastori e per i fedeli e un centro propulsore di fede e di vita cristiana.

Di fronte alle immense necessità spirituali della società e della Chiesa di oggi, le quali peraltro fanno parte anche dell’ineffabile mistero della provvidenza di Dio creatore e redentore, sentiamo vivo e impellente il dovere di attingere dall’assidua dedizione alla preghiera, luce e fervore per il nostro lavoro pastorale.

Vi accompagni la benedizione, che di gran cuore vi imparto, e che abbraccia con affetto l’intero Episcopato italiano.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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