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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALL’EQUIPAGGIO DEL SOTTOMARINO AUSTRALIANO «OXLEY»

Sabato, 5 maggio 1990

 

Cari amici.

Sono felice di accogliere gli ufficiali e gli uomini del HMAS Oxley in occasione della vostra visita nel Mediterraneo per il 75° anniversario dello sbarco delle Forze australiane e neozelandesi a Gallipoli. In questo evento mi unisco a voi nel raccomandare all’Altissimo i coraggiosi uomini che persero la loro vita in azioni militari sulle coste della Turchia. Rendendo onore alla loro memoria richiamo alla mente la tragedia della prima guerra mondiale, e la morte e la distruzione massicce che essa ha portato a gran parte del mondo.

Sfortunatamente gli eventi di quegli anni erano soltanto l’inizio di un secolo che vide ancor più sofferenza e spargimento di sangue come risultato della guerra dell’oppressione e della persecuzione. Mentre si avvicina la fine di questo secolo, so che voi e i vostri connazionali, insieme a tutte le persone di buona volontà, vi unite a me nell’opera e nella preghiera per la pace. Questo è il più grande tributo che può essere pagato a coloro che morirono settantacinque anni fa nella convinzione di difendere il loro Paese e i propri cari. Oggi invito ognuno di voi a rendere un contributo personale alla pace del mondo facendovi promotori del rispetto e della stima per tutti i popoli, soprattutto quelli poveri e oppressi, e sostenendo la cooperazione e il dialogo allo scopo di evitare conflitti. In questo modo porterete la testimonianza delle migliori tradizioni e valori australiani per i quali gli uomini diedero la loro vita a Gallipoli. Le mie preghiere vi accompagnino nel vostro lungo viaggio verso la patria.

Che Dio benedica voi e i vostri cari con doni di gioia e di pace.

 

© Copyright 1990 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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